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Manchester City, Pellegrini: ''Possiamo eliminare il Real. Gli assenti? Non possono essere un alibi''

Il tecnico cileno non ha nulla da perdere, tra un mesetto lascerà la panchina a Guardiola ma vuole lasciare con un'impresa
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MADRID - Zidane dice che, se fallirà la finale, per il Real Madrid "sarà un fracaso", un fallimento. Manuel Pellegrini può invece permettersi il lusso di rigirare la frittata: lui non ha più responsabiità, non ha nulla da perdere, conosce da mesi il suo destino, scalderà la panchina ormai di Guardiola ancora per un mesetto scarso e quindi ha in canna una frase dal tenore quasi romantico: "Per noi sarà un fallimento se non giocheremo come sappiamo", come se fosse qui solo per, o soprattutto per, fare bella figura. "Non mi danno soddisfazione le vittorie non meritate", insiste ripensando quasi con fastidio alla gara d'andata, finita con un grigio 0-0 prodotto da due squadre spaventate, malaticce, schiacciate dalla responsabilità. Qui, è soprattutto Zidane a giocarsi la reputazione. Il City è una formazione più giovane, evidentemente convinta di avere davanti un futuro strepitos…
MADRID - Zidane dice che, se fallirà la finale, per il Real Madrid "sarà un fracaso", un fallimento. Manuel Pellegrini può invece permettersi il lusso di rigirare la frittata: lui non ha più responsabiità, non ha nulla da perdere, conosce da mesi il suo destino, scalderà la panchina ormai di Guardiola ancora per un mesetto scarso e quindi ha in canna una frase dal tenore quasi romantico: "Per noi sarà un fallimento se non giocheremo come sappiamo", come se fosse qui solo per, o soprattutto per, fare bella figura. "Non mi danno soddisfazione le vittorie non meritate", insiste ripensando quasi con fastidio alla gara d'andata, finita con un grigio 0-0 prodotto da due squadre spaventate, malaticce, schiacciate dalla responsabilità. Qui, è soprattutto Zidane a giocarsi la reputazione. Il City è una formazione più giovane, evidentemente convinta di avere davanti un futuro strepitoso, se è vero che Guardiola avrà il mandato per investire sul mercato 380 milioni di euro, un'enormità per un rosa già di primissimo piano, almeno per valore teorico. Non che Pellegrini abbia lesinato, in questi anni, ma è chiaro che l'urgenza di vincere appartiene soprattutto al Real e il tecnico cileno degli inglesi ci può marciare sopra, facendo finta che per lui siano giorni di assoluta normalità. "Abbiamo le qualità per eliminare il Real": tutto qui, il suo concetto. Dopotutto, gli basterebbe pareggiare facendo un gol.

Alle assenze di Benzema e Casemiro, che i media spagnoli raccontano come se fossero delle catastrofi, lui risponde con quelle di Silva (probabilmente il suo giocatore più determinante) e Zabaleta, "ma due club come i nostri non devono fare caso alla mancanza di un paio di giocatori". Il fatto che al Real non si parli d'altro, mentre al City è un argomento marginale, dice molto dello stato d'animo delle due squadre. "Credo di essere l'unico che ha dovuto fare a meno di Ronaldo per un paio di mesi: accadde quando allenai il Real. Ma non mi sono mai lamentato". Domani si capirà se Pellegrini potrà consegnare a Guardiola un City finalmente maturo, visto che è la prima volta che fa strada in Europa dopo anni di delusioni (mai andato oltre agli ottavi), anche se la Premier è stata pressappoco fallimentare. E Pellegrini che farà? "Mi piacerebbe allenare in Italia", confessò qualche tempo fa. Nel caos del Milan (a proposito: Galliani è a Madrid) si fa anche il suo nome: "Ma io sono concentrato esclusivamente sulla Champions e sul campionato, perché miriamo al terzo posto. In questo momento non ho proprio tempo di pensare al futuro".