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Atletico-Real, Simeone al Meazza: "Lì c'è il calcio allo stato puro"

Diego Simeone analizza la situazione in vista della finale di Champions di Milano, dove si trasferirà oggi per un sopralluogo di San Siro e le installazioni in cui i suoi si alleneranno la prossima settimana. E sullo stile di gioco della sua squadra: "Ci sappiamo rinnovare"

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MADRID - Quella odierna sarà una giornata impegnativa per l'allenatore dell'Atletico Madrid Diego Simeone. Questo sabato il tecnico argentino sarà a Milano per visitare le installazioni che ospiteranno la squadra nei tre giorni che passerà nella capitale lombarda in vista della finale di Champions di sabato prossimo. Sarà all'Hotel Meliá, dove alloggerà la squadra, con l'aiuto del corpo tecnico deciderà dove i suoi si alleneranno, e infine farà visita allo Stadio di San Siro, il cui stato del terreno è stato criticato da parte della UEFA negli ultimi giorni.

"SAN SIRO È IL CALCIO" - Prima di prendere l'aereo per Milano, però, Simeone ha condotto l'allenamento mattutino dei suoi e partecipato all'Open Day dedicato alla stampa, in quel di Majadahonda. Molte le domande dei giornalisti presenti, ma inutile nascondere che al "Cholo" sono brillati gli occhi quando gli è stato chiesto cosa significa per lui il ritorno a San Siro per una finale di Champions. "Per me San Siro rappresenta il calcio allo stato puro, - ha detto Simeone, - Se c'è uno scenario che riassume il gioco del football in modo speciale per me è l'Italia. Ho passato bellissimi anni nell'Inter e ho grandi ricordi di quel periodo. In più lo stesso stadio è spettacolare, la gente è vicina, ti spinge. Sentiremo molto l'appoggio dei tifosi perché a San Siro c'è un bel suono (lo dice in italiano, ndr) come dicono in Italia".

Simeone: "Pronti per la Champions"

L'AVVERSARIO ZIZOU - Simeone e Zidane si sono affrontati solo una volta da allenatori in occasione dell'ultimo campionato, l'argentino ha vinto in casa del Real e per molti quella sconfitta è stato uno dei motivi per cui i Blancos hanno perso la Liga. Ciononostante, l'allenatore dei Colchoneros è prodigo di complimenti nei confronti del suo prossimo avversario. "A Zidane faccio i complimenti per il lavoro svolto con il Real in questi mesi, - sottolinea il "Cholo", - è stato favoloso, soprattutto per il modo in cui è subentrato nel ruolo. Ha ridato fiducia alla squadra, ha ritrovato intensità e concretezza. È arrivato secondo in campionato con un gran lavoro e l'essere in finale di Champions non fa altro che ribadire quanto ha fatto bene in questi pochi mesi".

TRANQUILLITÀ - Real e Atletico tornano a sfidarsi in una finale di Champions solo due anni dopo la partita di Lisbona, che per alcuni giocatori colchoneros è una ferita ancora aperta. Non è così il tecnico argentino. "Stiamo bene, - spiega, - L'ansia per la partita si combatte lavorando, allenandosi ed è quello che stiamo facendo. Se c'è qualcosa che abbiamo imparato dalla partita di Lisbona è che giocare una finale di Champions è fantastico, e avere la possibilità di giocarne un'altra, che è la terza in 113 anni di storia di questo Club, è perfetto. Differenze tra allora e oggi? Due anni fa giocammo dopo solo una settimana dalla partita contro il Barcellona che decideva la Liga, alcuni dei miei non erano in perfette condizioni. Questa volta ci aspettiamo di arrivare meglio a questi ultimi minuti. C'è chi pagherebbe per poter giocare anche un solo minuto di una finale di Champions".

CONTROPIEDE REAL - Così come aveva già detto Zidane qualche giorno fa, anche per Simeone non esiste un favorito per Milano, anche se il "Cholo" un'idea di cosa avrà da aspettarsi sabato prossimo già se l'è fatta. "Il Real Madrid in queste ultime partite di Champions ha giocato in contropiede, ed è così che me lo aspetto, - ammette Simeone, - Chiaro che se giocheranno aspettandoci noi prenderemo il controllo del pallone, non c'è problema." A chi gli dice che forse il controllo della partita non è esattamente lo stile della sua squadra, l'ex-tecnico del Catania risponde chiaro: "Io ascolto tutte le critiche che ci permettano di migliorare, - dice, - C'è chi parla di noi come una squadra difensiva, aggressiva, intensa. Rispetto tutte le opinioni, ma se dovessi dire quel è il nostro stile io direi che è la rinnovazione. Abbiamo cambiato moltissimi giocatori nei 4 anni e mezzo che sono stato qui e siamo sempre stati capaci di rinnovarci in base alle caratteristiche dei nostri calciatori, raggiungendo gran parte degli obiettivi che ci siamo prefissi. Quindi se devo scegliere uno stile per l'Atletico è questo, sapersi rinnovare."
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