MILANO - E' un periodo denso di impegni calcistici per Andrea Bocelli, il cantante italiano più famoso del mondo. Dopo aver cantato al King Power Stadium di Leicester, nel giorno delle celebrazioni per il club guidato da Claudio Ranieri, Bocelli sarà anche a San Siro per la finale di Champions League e si esibirà poco prima dell'inizio della partita, durante la cerimonia di apertura, prodotta dall'italiana Filmmaster Events, in cui canterà anche Alicia Keys.
Sono giorni impegnativi, maestro?
"Purtroppo sì, è un periodo molto faticoso. Dopo la finale di Milano continuerò a girare: Cracovia, Budapest, Roma... Ma mi fa molto piacere essere alla finale di Champions, è sempre un grande evento, uno dei più importanti nel mondo dello sport, senza contare che la mia passione per il calcio è nota".
Lei canterà sul prato di San Siro, pochi minuti prima della finale, il suo brano tratto da "Il Gladiatore", e subito dopo intonerà il famoso inno della Champions, composto da Tony Britten sul tema "Zadok the Priest" di Georg Friedrich Händel. Nessuno ha mai cantato in campo l'inno della Champions, tranne lei, e questa è già la seconda volta...
"Infatti accadde anche alla finale dell'Olimpico a Roma, nel 2009. Ricordo che fu un'esperienza davvero elettrizzante. Era la grande finale tra Barcellona e Manchester United, vinsero gli spagnoli 2-0, e anche quella sera, come domani a Milano, c'era Cristiano Ronaldo. Conobbi lui, ovviamente, e spero di poterlo salutare anche a San Siro. Ma quella sera c'era anche Lionel Messi, che segnò anche il gol del 2-0, e conobbi pure lui. I due più bravi al mondo insieme, pensate che bello. Ricordo che i miei figli erano impazziti per l'emozione. Il calcio mi piace sempre e da sempre, ma credo che quella fu una serata davvero particolare, quasi indimenticabile. E penso proprio che lo sarà anche stavolta".
Conosce già qualcuno dei protagonisti di Real Madrid-Atletico Madrid?
"Con Zinedine Zidane ci siamo conosciuti e lui dovrebbe proprio ricordarselo. Ero in Olanda nel 2000, per un giro di concerti, e andai alla finale dell'Europeo tra Francia e Italia, a Rotterdam. Negli spogliatoi fui avvicinato proprio da Zidane che volle farsi una foto con me. E purtroppo alla fine vinsero loro col golden gol di Trezeguet, quindi penso che Zidane abbia eccellenti ricordi di quella sera".
Dal punto di vista musicale che tipo di impegno è, per un cantante, l'inno della Champions League?
"Guardi, parlando in termini strettamente artistici, è più che altro un giochino. Brano semplice perché brevissimo, anche se qualche difficoltà tecnica la presenta: ci sono molte note acute. Però la difficoltà è relativa, su, esistono brani ben più difficili. Piuttosto, è proprio sul motivo che ho qualche dubbio. Diciamo che non mi fa impazzire, ecco".
Sono giorni impegnativi, maestro?
"Purtroppo sì, è un periodo molto faticoso. Dopo la finale di Milano continuerò a girare: Cracovia, Budapest, Roma... Ma mi fa molto piacere essere alla finale di Champions, è sempre un grande evento, uno dei più importanti nel mondo dello sport, senza contare che la mia passione per il calcio è nota".
Lei canterà sul prato di San Siro, pochi minuti prima della finale, il suo brano tratto da "Il Gladiatore", e subito dopo intonerà il famoso inno della Champions, composto da Tony Britten sul tema "Zadok the Priest" di Georg Friedrich Händel. Nessuno ha mai cantato in campo l'inno della Champions, tranne lei, e questa è già la seconda volta...
"Infatti accadde anche alla finale dell'Olimpico a Roma, nel 2009. Ricordo che fu un'esperienza davvero elettrizzante. Era la grande finale tra Barcellona e Manchester United, vinsero gli spagnoli 2-0, e anche quella sera, come domani a Milano, c'era Cristiano Ronaldo. Conobbi lui, ovviamente, e spero di poterlo salutare anche a San Siro. Ma quella sera c'era anche Lionel Messi, che segnò anche il gol del 2-0, e conobbi pure lui. I due più bravi al mondo insieme, pensate che bello. Ricordo che i miei figli erano impazziti per l'emozione. Il calcio mi piace sempre e da sempre, ma credo che quella fu una serata davvero particolare, quasi indimenticabile. E penso proprio che lo sarà anche stavolta".
Conosce già qualcuno dei protagonisti di Real Madrid-Atletico Madrid?
"Con Zinedine Zidane ci siamo conosciuti e lui dovrebbe proprio ricordarselo. Ero in Olanda nel 2000, per un giro di concerti, e andai alla finale dell'Europeo tra Francia e Italia, a Rotterdam. Negli spogliatoi fui avvicinato proprio da Zidane che volle farsi una foto con me. E purtroppo alla fine vinsero loro col golden gol di Trezeguet, quindi penso che Zidane abbia eccellenti ricordi di quella sera".
Dal punto di vista musicale che tipo di impegno è, per un cantante, l'inno della Champions League?
"Guardi, parlando in termini strettamente artistici, è più che altro un giochino. Brano semplice perché brevissimo, anche se qualche difficoltà tecnica la presenta: ci sono molte note acute. Però la difficoltà è relativa, su, esistono brani ben più difficili. Piuttosto, è proprio sul motivo che ho qualche dubbio. Diciamo che non mi fa impazzire, ecco".