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Champions, Atletico-Real: corsa e tattica, una finale senza i numeri 10

James Rodriguez e Oliver Torres sono i due fantasisti intristiti che partiranno dalla panchina. Ormai Simeone e Zidane predicano un calcio tutta grinta e corsa: bando agli abatini e spazio agli atleti veri

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MILANO - Una finale di Champions League senza numeri 10 in campo? Possibile? Ebbene sì. Vedremo anche questo, nella nostra vita, e lo vedremo stasera, in Real Madrid-Atletico Madrid, sessantunesima finale di Champions o Coppa dei Campioni che dir si voglia, a San Siro, Milano, Italia. Le premesse di una partita tutta grinta, anzi garra, e pressing e spazi intasati ci sono tutte, e l'assenza dei numeri 10 è dunque assai logica, anzi conseguenziale. James Rodriguez nel Real e Oliver Torres nell'Atletico sono i due fantasisti intristiti che partiranno dalla panchina, come peraltro fanno da mesi nelle rispettive squadre. Perché questo è un calcio in cui, l'ha detto persino Zinedine Zidane alla vigilia, l'imperativo è uno solo: "Correre, correre, correre", quindi bando agli abatini e sotto con gli atleti veri, che corrono, calciano, lottano e ancora corrono, a difesa degli spazi, perché se non giochi di squadra e per la squadra certe partite sei destinato a perderle.
 
Ci attende il destino di una finale in teoria parecchio lontana dal modello che il calcio spagnolo ha esportato nel mondo in questi anni. L'Atletico di Simeone è squadra scabra e ruvida per definizione, tutti ormai ne conoscono le caratteristiche difensive, con tutta la squadra che bascula intorno ai due centrali di centrocampo, muovendosi in perfetta sinergia morale e materiale. Ma ormai anche il Real Madrid, nonostante il gran nome dei suoi talenti, in Champions attua una strategia simile, prima l'attesa poi eventualmente la ripartenza, ma la prima cosa è coprirsi, stare prudenti e tenere strette le linee, non rischiare nulla, raccogliersi intorno a Casemiro, mediano davanti alla difesa, poi distendersi con le quattro mezze punte, che in effetti un certo nome ce l'hanno (Bale, Modric, Kroos, Cristiano Ronaldo), come anche il loro centravanti, Karim Benzema. Di solito le finali di Champions League hanno una loro logica sottotraccia, per la quale chi ha eliminato nei turni precedenti gli avversari migliori è destinato a vincere, o a ricoprire in ogni caso il ruolo di favorito. Per questi motivi l'Atletico parte secondo noi con qualche favore in più: ha eliminato Barcellona e Bayern, ossia le squadre più forti d'Europa, mentre il Real ha sempre faticato con Roma, Wolfsburg e Manchester City, tutti avversari di secondo piano in Europa, eppure battuti di un niente, e addirittura col City in semifinale il Real  ha segnato solo su autogol in 180 minuti; nelle ultime sei partite giocate contro il Real ne ha persa una sola, lo scorso anno, nei quarti di Champions League, con gol del Chicharito Hernandez all'88' della gara di ritorno. L'Atletico è più squadra, anzi lo è di gran lunga, ma tutti pensano che le individualità del Real potranno colpire, anche se in questa Champions, ripetiamo, l'hanno fatto ben di rado.
 
Le ultime ore di questa vigilia sono trascorse nella routine di certe partite, con lo stretching in albergo, il punto tecnico degli allenatori, la tensione che sale e ognuno che cerca di combatterla come può. Paiono confermate le formazioni annunciate alla vigilia, col Real in campo con Keylor Navas; Carvajal, Sergio Ramos, Pepe, Marcelo; Casemiro; Bale, Modric, Kroos, Cristiano Ronaldo; Benzema. Per l'Atletico, che i ballottaggi Savic/Rodriguez in difesa e Augusto/Carrasco a centrocampo, l'11 più probabile è Oblak - Juanfran, Savic, Godin, Filipe Luis - Saul, Gabi, Augusto, Koke - Griezmann, Fernando Torres.
 
A Milano fa molto caldo, c'è grande umidità nell'aria e chissà se in vista della partita il clima sarà più fresco. La città è ovviamente invasa da almeno cinquantamila madrileni, che si godono il sole e le vie dello shopping. C'è stato qualche problema solo per l'annuncio di un pacco sospetto nella stazione metro di Cadorna, il che ha imposto la chiusura temporanea di due linee della metropolitana, ma paiono problemi minori. Tra poco, poi, tutti in marcia verso San Siro, che aspetta di incoronare la squadra campione d'Europa. Per il Real Madrid sarebbe l'Undecima coppa, record dei record. Per l'Atletico, dopo una vita da parente povero, sarebbe la Primera. Che fame, i colchoneros.
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