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Barcellona, Luis Enrique sfida Guardiola: ''C'è più gusto a battere un amico''

Al Camp Nou arriva il City dell'ex tecnico blaugrana: ''E' un privilegio sfidare Pep da avversario, ci conosciamo personalmente ma non l'ho mai visto allenare. Le due squadre si assomigliano molto, sarebbe importante vincere''

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BARCELLONA - Tutti a disposizione per il Barcellona di Luis Enrique in vista dell'importante partita di Champions di domani contro il Manchester City di Pep Guardiola. Il ritorno di Leo Messi garantisce che il tridente che forma con Suarez e Neymar, che venerdì rinnoverà con il Barcellona fino al 2021, sarà in campo, esattamente come un anno e mezzo fa quando per la prima volta Guardiola, allora alla guida del Bayern, tornava al Camp Nou da avversario per l'andata delle semifinali di Champions. In quel maggio del 2015 terminò 3 a 0 per i blaugrana, con doppietta proprio di Messi e gol di Neymar. Luis Enrique, comunque, è convinto che mercoledì sarà tutta un'altra storia. "Quello contro il Bayern non è un match che può essere preso come esempio per la partita di mercoledì - spiega il tecnico del Barça - L'intelligenza di Guardiola è proprio quella di saper adattare il suo gioco ai giocatori che ha a disposizione, sono sicuro che sarà una partita diversa rispetto a due anni fa, anche se la mentalità, la fisolofia di gioco di Pep resterà la stessa".

SQUADRE A SPECCHIO - Una filosofia di gioco che è identica a quella del Barcellona di Luis Enrique. Cosa che con ogni probabilità darà vita a una partita tra due squadre che si guarderanno allo specchio. "Prima di tutto sarà un incontro interessante per chi ama il calcio e difficile per noi - ammette Luis Enrique - perché la mano di Guardiola si è già vista nelle partite che il City ha giocato in campionato e in Champions. È chiaro che non sarà una partita tra allenatori perché sono i giocatori che vanno in campo, poi noi prendiamo le decisioni, ci mancherebbe altro. Per me è un privilegio sfidare Pep da avversario, ci conosciamo personalmente ma non l'ho mai visto allenare, come lui non ha mai visto me. Però conosciamo molto bene l'idea di gioco l'uno dell'altro, per questo posso dire che le due squadre si assomigliano molto per quanto riguarda la filosofia di gioco".

BARÇA DIVERSO - Se il Manchester City di Guardiola e il Barcellona di Luis Enrique si assomigliano molto, quali sono le differenze tra le due epoche del Barça dei due allenatori? I presupposti sono simili, entrambi arrivavano in sostituzione di un allenatore che non aveva vinto nulla l'anno precedente (Rijkaard e Martino), per iniziare un ciclo di vittorie che comprendono Champions, Liga, Coppa di Spagna, con conseguente Triplete. "Quello di Guardiola fu un Barcellona spettacolare - dice Luis Enrique - Basandosi sui giocatori che aveva a disposizione impose la sua idea di gioco di attacco e possesso palla, vincendo quello che ha vinto. La filosofia tra i due Barça è rimasta identica, e fa piacere che il Barcellona possa essere riconosciuto per questa voglia di continuare a vincere giocando bene e divertendo il pubblico".

MIGLIORE DEL MONDO - Da più parti si parla di Guardiola come il miglior allenatore degli ultimi anni, di colui che ha cambiato il calcio come in passato lo hanno fatto pochi altri, Luis Enrique ha le idee chiare sul suo prossimo avversario. "Pep è un amico, ed è più facile fare i complimenti a un amico che a un altro - spiega l'ex-tecnico di Roma e Celta - Però credo che in questo momento sia il miglior allenatore del mondo, proprio per la sua idea di un football offensivo che sia anche bello da vedere. Ma non esiste miglior stimolo di quello di battere un amico". Già, perché il City di Guardiola è avversario contro il quale conquistare i tre punti sarebbe importantissimo per il primo posto nel girone. "È una partita importante - ammette Luis Enrique - ma di certo non decisiva. Se come speriamo dovessimo vincere andremmo a 5 punti di vantaggio sulla seconda, un buon vantaggio, ma siamo solo al terzo turno del girone, c'è ancora molto da giocare".
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