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Siviglia, scontri tra ultrà spagnoli e juventini: tre feriti, uno è grave. "Un agguato"

La guerriglia alla vigilia della partita di Champions: un belga, che ha riportato una ferita da arma da taglio, è stato portato d'urgenza in ospedale. Non sembra in pericolo di vita. Stasera la sfida decisiva per il primato del girone

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SIVIGLIA - C'è un clima di forte tensione, a Siviglia, dopo gli incidenti della notte nel cuore della città, a due passi dalla Cattedrale e dall'Alcazar, nei quali è rimasto gravemente ferito un belga tifoso della Juventus. Il giovane, con due ferite da taglio al torace e una alla gamba, è stato operato d'urgenza all'ospedale Virgin del Rocìo. Le sue condizioni sono serie ma non è assolutamente in pericolo di vita. Ci sono stati altri due feriti lievi, medicati sul posto: un italiano e uno spagnolo, trovato svenuto a due passi del luogo della rissa. Indossava la sciarpa degli ultrà del Siviglia e alla polizia ha dato versioni contradittorie: potrebbe diventare il primo fermato della giornata. Diversi altri ultrà sono stati identificati e interrogati, ma al momento non sono stati presi provvedimenti. Nel frattempo il Siviglia ha condannato "energicamente" il comportamento di questi ultras e ha chiesto informazioni alla polizia per capire se qualcuna delle persone coivolte è un abbonato in modo da applicare le sanzioni previste. In una nota la società andalusa ha poi riferito di "essere a disposizione delle autorità giudiziarie al fine di chiarire i fatti" e ha sottolineato come "questi presunti tifosi non rappresentano affatto i valori di tolleranza e rispetto dell club". Nella nota il Siviglia ha ricordato di "aver lavorato con con il massimo sforzo per guadagnarsi un posto tra i grandi d'Europa e non può permettere che incidenti come questo vadano a macchiare l'immagine di un club con più di 125 anni di storia".

Siviglia, scontri tra juventini e tifosi spagnoli: caos in strada

A Siviglia sono all'opera 800 agenti, 360 dei quali della polizia nazionale. Si temono le rappresaglie degli ultrà bianconeri, la maggior parte dei quali (in tutto i tifosi juventini al Sanchez Pizjuan saranno 1700) sta arrivando alla spicciolata in giornata: l'aeroporto e la stazione ferroviaria di Santa Justa sono presidiati dalla forza dell'ordine. Si calcola che ieri i bianconeri già in città fossero circa 300.
Gli scontri sono avvenuti ieri sera verso le 23 nel ristorante El Papelòn di calle Reyes Catolicos, in pieno centro, quando un gruppo di una trentina di persona ha dato l'assalto al locale, occupato da una decina di juventini. Erano "armati di spranghe e bottiglie, a volto coperto", hanno riferito fonti investigative torinesi, in contatto con alcuni colleghi presenti a Siviglia e con le autorità spagnole. Si tratterebbe quindi di "un vero e proprio agguato".

Scontri tra tifosi a Siviglia, Gamba: "Si temono rappresaglie"

Sono volate sedie e tavoli e sono state disintegrate vetrine, anche se non è chiaro se siano anche usciti i coltelli: i medici stanno cercando di capire se le ferite riportate del giovane belga siano state inferte con una lama o un frammento di vetro, probabilmente proprio di una bottiglia. Nei filmati subito apparsi in rete, si vede il plotoncino dei tifosi andalusi marciare compatto scadendo il coro "Hoolingas Sevilla": il gruppo, denominato Biris Norte, è considerato tra i più violenti e pericolosi del calcio spagnolo. Ha una connotazione politica di estrema sinistra e all'origine scontri che spesso scatena ci sarebbe proprio l'ideologia. Era andata così, tre settimane fa, con gli ultrà di estrema destra della Dinamo Zagabria, con i quali si scatenò una furibonda guerriglia in Avenida de la Constituciòn. All'epoca, in oogni caso, non ci furono feriti seri. A ottobre c'era stato anche qualche problema con le frange estremiste della curva del Lione. La violenza era comunque nell'aria, e anche questo la polizia di Siviglia aveva predisposto un piano di sicurezza più accurato del solito, richiamando agenti anche da fuori città. A quanto pare, gli ultrà di Siviglia e Juventus sono entrati in conflitto due anni e mezzo fa quando Torino ospitò, allo Juventus Stadium, la finale di Europa League tra la formazione andalusa e il Benfica. Da allora gli juventini (di destra, invece) avrebbero catalogato i sivigliani tra i nemici e le due tifoserie se la sarebbero giurata, al punto che già nel dicembre del 2015 ci furono focolai di violenza prima di Siviglia-Juventus, ultima partita della Champions passata: nei pressi dello stadio (che si trova in una zona piuttosto centrale, a fianco di un grande centro commerciale: non è un territorio facile da controllare), gli ultrà spagnoli tentarono un assalto al settore dei tifosi juventini ma la polizia riuscì a impedire il contatto. Così l'appuntamento è stato rimandato di un anno. E stavolta sono stati i "Biri" a fare la prima mossa. Ora bisogna quali conseguenze scateneranno.
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