TORINO - Gigi, sarà la volta buona? "E' da 22 anni che spero sia l'anno giusto. La semifinale di solito la passo agevolmente, il problema sono i quarti e le finali... Non saremo una vittima sacrificale". Nuovo round tra Buffon e la sua ossessione-Champions, l'unico trofeo assente nella sua sconfinata bacheca. Il capitano bianconero e Bonucci saranno gli unici due reduci di Berlino 2015 in campo dal primo minuto, nell'attesissima andata dei quarti di finale di scena domani allo Stadium contro il Barcellona.
Gigi Buffon, quante volte ha rivisto la finale di Berlino? E' l'ora di servire il piatto freddo della vendetta sportiva?
"Non ho mai rivisto quella partita, ma ho dei ricordi abbastanza nitidi di quella serata. Ricordi che mi fanno essere moderatamente ottimista. In quell'occasione la Juve affrontò una squadra molto più forte di sé, quanto a convinzione e approccio a certi eventi. Domani reincontriamo una squadra che sulla carta è superiore a noi, ma abbiamo due anni in più di esperienza. Loro non sono praticamente cambiati rispetto al 2015, noi invece non dico che abbiamo stravolto, ma cambiato sì. Vediamo se siamo riusciti ad assottigliare il gap, vorrebbe dire che siamo sulla strada giusta. Ottimista? Sono cosciente di chi affronteremo, e questo è già un bel passo avanti perché in questo modo dovrei evitare sorprese. Quella blaugrana è la squadra più complicata da eliminare nelle due partite: spesso e volentieri i catalani vincono o perdono per demeriti loro. Il percorso europeo ci ha dà autostima per affrontarli con il piglio giusto. Non saremo per forza le vittime sacrificali".
Che partita sarà Juventus-Barcellona?
"Il Barcellona ha una filosofia di gioco ben definitiva, che ha portato i trionfi che tutti conosciamo. La Juve viene invece da un percorso diverso negli ultimi dieci anni, siamo tornati alla ribalta, dove la storia dice che dobbiamo essere, dopo alcune difficoltà, un passo alla volta, acquisendo sempre più consapevolezza. Sappiamo di incontrare la squadra probabilmente più forte sulle due gare, ma sarà molto bello poterci rimisurare con loro. Otterremo tanti spunti, tante risposte, al di là del risultato finale".
Il tridente Messi-Suarez-Neymar è il più pericoloso che ha mai affrontato?
"Non so quante altre squadra giochino con tre punte 'secche' come il Barça. Senza mancare di rispetto a nessuno, è ovvio che chi ha Messi, Suarez e Neymar ha una forza offensiva devastante. Ogni allenatore vorrebbe un attacco simile. Il bello è che tutti e tre sono molto altruisti, hanno un bell'atteggiamento. Ci sono rispetto e gioia nel loro modo di giocare. Questo deve farci capire che sarà ancora più dura: non affronteremo tre individualità, ma un tridente ben amalgamato".
Dopo vent'anni ad altissimi livelli Buffon avverte ancora l'emozione?
"Credo di sì, ma sentirò anche tanto nervosismo, uno stato d'animo che mi accompagna sempre in gare come questa. Spero di provarlo anche domani, altrimenti sarebbe ora di smettere. Queste gare sono da vivere con un approccio un po' teso e nervoso".
Buffon junior è sempre tifoso di Messi? Ha sempre i nemici in casa?
"Mi fa piacere che i miei figli amino giocaori come Messi, Neymar e Suarez. Significa che hanno buon gusto. Continuino pure su questa strada".
Buffon mai battuto da Messi: come si salva l'imbattibilità?
"Me l'ero dimenticata, questa cosa... E' vero, anche perché ho avuto la fortuna, diciamo, di incontrarlo poche volte. L'altra fortuna è essere protetto da difensori che hanno reso a Messi il lavoro difficile. Quando incontri certi giocatori qualcosa dipende anche da te, ma c'entrano molto anche il destino e lo stesso Messi".
Quanto aiuta avere dalla propria parte l'ex blaugrana Dani Alves?
"Noi siamo sicuramente contenti che Dani si sia unito alla nostra causa, perché il modo con cui si sta imponendo nella Juve può risultare decisivo alla crescita di molti di noi".
Per la prima volta Dybala affronterà Messi.
"Per Paulo è la partita più importante da quando è alla Juve. Si presenta a un evento a cui tiene tanto nelle condizioni psicofisiche ottimali. Dybala si è allenato al meglio. Lui, ma anche Gonzalo e gli altri campioni sanno benissimo che poter contare su di loro al cento per cento ci darebbe molta carica e qualche sicurezza in più".
Il super attacco bianconero contro la miglior difesa della Champions.
"E' inevitabile che un'ottima fase difensiva accresca le possibilità di vincere. Ma questa è sempre stata una nostra caratteristica. Alcune volte ci sono mancati un po' di esperienza, consapevolezza e cinismo. Mi auguro che i motivi per cui non abbiamo vinto in passato ci abbiano insegnato qualcosa".
Quanto conterà la gara di andata? La Juve avrebbe mai potuto subire la remuntada che il Barça ha infilitto al Psg?
"Quando ho visto quella rimonta ho pensato che la vita mi aveva insegnato una cosa nuova, mi aveva sorpreso ancora. E' stato uno shock che ho accettato molto volentieri. Il solo pensiero di rimontare un 4-0 è impegnativo... Sei gol non li prenderanno mai, pensavamo. E invece è capitato. Da un punto di vista sportivo è un insegnamento enorme, quello che ci ha dato il Barcellona. Tutto è veramente possibile. Se hai l'approccio giusto, la Dea Bendata ti dà una mano a raggiungere traguardi impensabili. Complimenti al Barça, ma mi auguro abbiano finito le scorte".
Gigi Buffon, quante volte ha rivisto la finale di Berlino? E' l'ora di servire il piatto freddo della vendetta sportiva?
"Non ho mai rivisto quella partita, ma ho dei ricordi abbastanza nitidi di quella serata. Ricordi che mi fanno essere moderatamente ottimista. In quell'occasione la Juve affrontò una squadra molto più forte di sé, quanto a convinzione e approccio a certi eventi. Domani reincontriamo una squadra che sulla carta è superiore a noi, ma abbiamo due anni in più di esperienza. Loro non sono praticamente cambiati rispetto al 2015, noi invece non dico che abbiamo stravolto, ma cambiato sì. Vediamo se siamo riusciti ad assottigliare il gap, vorrebbe dire che siamo sulla strada giusta. Ottimista? Sono cosciente di chi affronteremo, e questo è già un bel passo avanti perché in questo modo dovrei evitare sorprese. Quella blaugrana è la squadra più complicata da eliminare nelle due partite: spesso e volentieri i catalani vincono o perdono per demeriti loro. Il percorso europeo ci ha dà autostima per affrontarli con il piglio giusto. Non saremo per forza le vittime sacrificali".
Che partita sarà Juventus-Barcellona?
"Il Barcellona ha una filosofia di gioco ben definitiva, che ha portato i trionfi che tutti conosciamo. La Juve viene invece da un percorso diverso negli ultimi dieci anni, siamo tornati alla ribalta, dove la storia dice che dobbiamo essere, dopo alcune difficoltà, un passo alla volta, acquisendo sempre più consapevolezza. Sappiamo di incontrare la squadra probabilmente più forte sulle due gare, ma sarà molto bello poterci rimisurare con loro. Otterremo tanti spunti, tante risposte, al di là del risultato finale".
Il tridente Messi-Suarez-Neymar è il più pericoloso che ha mai affrontato?
"Non so quante altre squadra giochino con tre punte 'secche' come il Barça. Senza mancare di rispetto a nessuno, è ovvio che chi ha Messi, Suarez e Neymar ha una forza offensiva devastante. Ogni allenatore vorrebbe un attacco simile. Il bello è che tutti e tre sono molto altruisti, hanno un bell'atteggiamento. Ci sono rispetto e gioia nel loro modo di giocare. Questo deve farci capire che sarà ancora più dura: non affronteremo tre individualità, ma un tridente ben amalgamato".
Dopo vent'anni ad altissimi livelli Buffon avverte ancora l'emozione?
"Credo di sì, ma sentirò anche tanto nervosismo, uno stato d'animo che mi accompagna sempre in gare come questa. Spero di provarlo anche domani, altrimenti sarebbe ora di smettere. Queste gare sono da vivere con un approccio un po' teso e nervoso".
Buffon junior è sempre tifoso di Messi? Ha sempre i nemici in casa?
"Mi fa piacere che i miei figli amino giocaori come Messi, Neymar e Suarez. Significa che hanno buon gusto. Continuino pure su questa strada".
Buffon mai battuto da Messi: come si salva l'imbattibilità?
"Me l'ero dimenticata, questa cosa... E' vero, anche perché ho avuto la fortuna, diciamo, di incontrarlo poche volte. L'altra fortuna è essere protetto da difensori che hanno reso a Messi il lavoro difficile. Quando incontri certi giocatori qualcosa dipende anche da te, ma c'entrano molto anche il destino e lo stesso Messi".
Quanto aiuta avere dalla propria parte l'ex blaugrana Dani Alves?
"Noi siamo sicuramente contenti che Dani si sia unito alla nostra causa, perché il modo con cui si sta imponendo nella Juve può risultare decisivo alla crescita di molti di noi".
Per la prima volta Dybala affronterà Messi.
"Per Paulo è la partita più importante da quando è alla Juve. Si presenta a un evento a cui tiene tanto nelle condizioni psicofisiche ottimali. Dybala si è allenato al meglio. Lui, ma anche Gonzalo e gli altri campioni sanno benissimo che poter contare su di loro al cento per cento ci darebbe molta carica e qualche sicurezza in più".
Il super attacco bianconero contro la miglior difesa della Champions.
"E' inevitabile che un'ottima fase difensiva accresca le possibilità di vincere. Ma questa è sempre stata una nostra caratteristica. Alcune volte ci sono mancati un po' di esperienza, consapevolezza e cinismo. Mi auguro che i motivi per cui non abbiamo vinto in passato ci abbiano insegnato qualcosa".
Quanto conterà la gara di andata? La Juve avrebbe mai potuto subire la remuntada che il Barça ha infilitto al Psg?
"Quando ho visto quella rimonta ho pensato che la vita mi aveva insegnato una cosa nuova, mi aveva sorpreso ancora. E' stato uno shock che ho accettato molto volentieri. Il solo pensiero di rimontare un 4-0 è impegnativo... Sei gol non li prenderanno mai, pensavamo. E invece è capitato. Da un punto di vista sportivo è un insegnamento enorme, quello che ci ha dato il Barcellona. Tutto è veramente possibile. Se hai l'approccio giusto, la Dea Bendata ti dà una mano a raggiungere traguardi impensabili. Complimenti al Barça, ma mi auguro abbiano finito le scorte".