BARCELLONA - Massimiliano Allegri è un uomo placido, disteso, senza apparente agitazione. Alla sua squadra ha chiesto una cosa, prima di tutto: di essere come lui, tranquilla e serena.
Allegri, cosa deve fare domani sera la Juventus perché la sua partita si possa definire perfetta?
"La partita perfetta è quella che ti fa passare il turno. Da parte nostra serviranno soprattutto grande lucidità e freddezza".
Barricate o contropiede?
"Ci sarà da difendere, ci sarà da attaccare. Le debolezze della fase difensiva del Barcellona non credo siano cambiate nel giro di una settimana ed è su quelle che dovremo lavorare. Bisogna essere fiduciosi e soprattutto lucidi".
Questa Juve è più forte di quella della finale del 2015?
"E' diversa. Allora avevo centrocampisti con certe caratteristiche, ora ho attaccanti che ne hanno altre ed esterni come Cuadrado e Mandzukic che all'epoca non c'erano. Bisogna sfruttare le qualità dei giocatori in rosa e in questo momento lo stiamo facendo".
Ma secondo lei il Barcellona ci crede davvero?
"Non so se ci creda, ma posso dire che abbiamo grande rispetto per loro e che servirà una grande partita per passare il turno. Ma non bisogna stare molto a pensare, bisogna fare. Sia in attacco sia in difesa, tenendo presente che loro hanno un tridente che merita un occhio di riguardo".
Dybala come sta?
"Sta bene, stanno bene tutti".
Farà il copia/incolla della formazione dell'andata?
"Ci saranno poche o nessuna variazione. Ma bisognerà giocare una partita diversa e magari tatticamente cambieremo qualcosa".
Qual è la forza della Juventus, secondo lei?
"E' mentale, è la testa. Abbiamo giocatori di esperienza internazionale che sono cresciuti in autostima e consapevolezza".
Ci saranno delle difficoltà, a interpretare la partita?
"Non dovremo pensare ai tre gol fatti all'andata ma ragionare come se fosse una gara da vincere. Bisognerà essere bravi nel leggere i vari momenti della partita, ecco perché sarà fondamentale la lucidità".
Possiamo definire questo appuntamento l'esame di laurea internazionale della Juventus?
"Non è un esame di laurea, è un'occasione. La Juve deve abituarsi a giocare queste partite, questo deve essere lo standard, perché quando si è forti nella testa poi si è forti anche in campo. E comunque non è che se passiamo il turno abbiamo vinto la Champions, è solo una tappa verso Cardiff. Un passo alla volta. Con calma".
Teme l'influenza dell'arbitro, anche ripensando a certi episodi di Barcellona-Psg?
"L'arbitro è di caratura internazionale e io come sempre mi fido molto. Kuipers sarà all'altezza".
Luis Enrique ha detto che il secondo gol lo segnerà il Camp Nou.
"Spero non sia un veggente".
Che discorso motivazionale farà alla squadra?
"Dirò che sarà molto semplice: basterà fare una buona fase difensiva e una buona fase offensiva. Stop".
I tifosi stanno cominciando finalmente ad amarla: si può dire che è nata la Juve di Allegri?
"Dopo tre anni un legame c'è, ma i meriti sono del lavoro che la società ha cominciato sei anni fa e dei giocatori, perché alla fine in campo ci vanno loro. Io cerco di fare meno danni possibili".
Teme che in qualche modo la Juventus si faccia trasportare?
"Serve entusiasmo, non esaltazione. Dobbiamo essere preparati agli imprevisti della partita, rimanere lucidi e freddi e non farci spostare da niente e da nessuno. Vincere non è una cosa normale, è una cosa straordinaria. Soprattutto in Champions, dove basta una serata storta e non recuperi più. Ma domani la Juve sarà all'altezza. Dobbiamo sapere che la qualificazione va conquistata all'ultimo secondo: ce lo insegna il Psg ma anche il Napoli, che è andato vicino a rimontarci in Coppa Italia".
Con che spirito scenderete in campo?
"Sapendo che ogni volta che avremo la palla potremo andare a fare gol al Barcellona. Anzi, dovremo fare gol al Barcellona".
Allegri, cosa deve fare domani sera la Juventus perché la sua partita si possa definire perfetta?
"La partita perfetta è quella che ti fa passare il turno. Da parte nostra serviranno soprattutto grande lucidità e freddezza".
Barricate o contropiede?
"Ci sarà da difendere, ci sarà da attaccare. Le debolezze della fase difensiva del Barcellona non credo siano cambiate nel giro di una settimana ed è su quelle che dovremo lavorare. Bisogna essere fiduciosi e soprattutto lucidi".
Questa Juve è più forte di quella della finale del 2015?
"E' diversa. Allora avevo centrocampisti con certe caratteristiche, ora ho attaccanti che ne hanno altre ed esterni come Cuadrado e Mandzukic che all'epoca non c'erano. Bisogna sfruttare le qualità dei giocatori in rosa e in questo momento lo stiamo facendo".
Ma secondo lei il Barcellona ci crede davvero?
"Non so se ci creda, ma posso dire che abbiamo grande rispetto per loro e che servirà una grande partita per passare il turno. Ma non bisogna stare molto a pensare, bisogna fare. Sia in attacco sia in difesa, tenendo presente che loro hanno un tridente che merita un occhio di riguardo".
Dybala come sta?
"Sta bene, stanno bene tutti".
Farà il copia/incolla della formazione dell'andata?
"Ci saranno poche o nessuna variazione. Ma bisognerà giocare una partita diversa e magari tatticamente cambieremo qualcosa".
Qual è la forza della Juventus, secondo lei?
"E' mentale, è la testa. Abbiamo giocatori di esperienza internazionale che sono cresciuti in autostima e consapevolezza".
Ci saranno delle difficoltà, a interpretare la partita?
"Non dovremo pensare ai tre gol fatti all'andata ma ragionare come se fosse una gara da vincere. Bisognerà essere bravi nel leggere i vari momenti della partita, ecco perché sarà fondamentale la lucidità".
Possiamo definire questo appuntamento l'esame di laurea internazionale della Juventus?
"Non è un esame di laurea, è un'occasione. La Juve deve abituarsi a giocare queste partite, questo deve essere lo standard, perché quando si è forti nella testa poi si è forti anche in campo. E comunque non è che se passiamo il turno abbiamo vinto la Champions, è solo una tappa verso Cardiff. Un passo alla volta. Con calma".
Teme l'influenza dell'arbitro, anche ripensando a certi episodi di Barcellona-Psg?
"L'arbitro è di caratura internazionale e io come sempre mi fido molto. Kuipers sarà all'altezza".
Luis Enrique ha detto che il secondo gol lo segnerà il Camp Nou.
"Spero non sia un veggente".
Che discorso motivazionale farà alla squadra?
"Dirò che sarà molto semplice: basterà fare una buona fase difensiva e una buona fase offensiva. Stop".
I tifosi stanno cominciando finalmente ad amarla: si può dire che è nata la Juve di Allegri?
"Dopo tre anni un legame c'è, ma i meriti sono del lavoro che la società ha cominciato sei anni fa e dei giocatori, perché alla fine in campo ci vanno loro. Io cerco di fare meno danni possibili".
Teme che in qualche modo la Juventus si faccia trasportare?
"Serve entusiasmo, non esaltazione. Dobbiamo essere preparati agli imprevisti della partita, rimanere lucidi e freddi e non farci spostare da niente e da nessuno. Vincere non è una cosa normale, è una cosa straordinaria. Soprattutto in Champions, dove basta una serata storta e non recuperi più. Ma domani la Juve sarà all'altezza. Dobbiamo sapere che la qualificazione va conquistata all'ultimo secondo: ce lo insegna il Psg ma anche il Napoli, che è andato vicino a rimontarci in Coppa Italia".
Con che spirito scenderete in campo?
"Sapendo che ogni volta che avremo la palla potremo andare a fare gol al Barcellona. Anzi, dovremo fare gol al Barcellona".