MADRID - Se Zidane assicura che i risultati del passato non influiranno in nessun modo la sfida di Champions tra Real e Atletico di martedì, sembra che Simeone abbia deciso di evitare ogni similitudine almeno con la doppia sfida dei quarti di finale dell'edizione 2014/15. Infatti, se in quell'occasione l'Atletico aveva scelto di fare l'ultimo allenamento nel proprio centro sportivo di Cerro del Espino e dare la conferenza stampa prepartita nel Calderon, questa volta il piano è cambiato totalmente: conferenza di rito al Bernabeu e allenamento nello stadio di Chamartin. Se si chiede direttamente a Diego Simeone se c'è di mezzo la scaramanzia, il tecnico argentino dei colchoneros non si sbilancia: "Abbiamo pensato fosse il modo migliore per preparare la partita".
NESSUN RISULTATO - Per quanto si voglia vedere l'Atletico sempre come una squadra molto solida in difesa, contro il Real dovrà vedersela, a causa dell'infortunio subito da Gimenez nell'ultimo match di Liga contro il Las Palmas, con l'assenza di un laterale destro di ruolo in difesa. Simeone non si preoccupa più di tanto. "Ho chiaro in mente chi coprirà quel ruolo, - spiega "El Cholo" senza fare nomi, - È un ruolo in cui non ha mai giocato ma il calcio è uno sport di squadra, e i compagni sapranno dargli una mano se sarà necessario". Sul risultato della partita poche certezza: "Non riesco a immaginarmi un possibile risultato per il match di domani, - ammette l'allenatore dell'Atletico, - Mi aspetto una loro partenza forte, come sono abituati a fare sempre quando giocano in casa. Noi dovremo saper condurre la partita dove ci sentiamo più comodi. Sarà un incontro difficile come tutte le partite tra due squadre importanti. Ci conosciamo bene come avversari, prevedo una sfida intensa, tirata, complessa. Sarà una partita molto tattica e chi saprà posizionare bene i propri pezzi avrà la meglio". Una battuta anche sull'arbitro dopo la direzione gara scandalosa di REal-Bayern: "Spero che passi inosservato, che sia il migliore per tutti".
LO SVANTAGGIO DEL CALDERON - E se c'è chi fa festa quando sa che dovrà giocare la partita di ritorno di una doppia sfida a eliminazione diretta, Simeone pur sapendo di avere la possibilità, mercoledì 10, di giocare in un Calderon che sarà una bolgia è di tutt'altro parere. "Non è la prima volta che lo dico -spiega- Esiste un'anomalia nel regolamento che regola le partite di ritorno di questo tipo di competizioni. Perché la squadra ospite, se si dovesse andare ai tempi supplementari, ha a disposizione 30 minuti in più dell'avversario per segnare un gol che in definitiva vale doppio? Il Real gioca in casa come gioca fuori, perciò non è un problema per loro fare gol, in ogni caso molto dipenderà dal risultato di domani sera".
"IL CUORE NON BASTA" - I tifosi dell'Atletico, dopo tre anni di delusioni in Champions, tra due finali perse e un'eliminazione ai quarti subita all'88esimo, questa volta credono davvero che sia venuto il momento di porre fine a quella che potrebbe trasformarsi in una vera e propria maledizione. Però se qualcuno crede che basti il coraggio e il grande cuore della squadra per superare il turno e il Real, si sbaglia di grosso, come spiega Gabi Fernandez capitano della squadra. "La voglia di fare bene in questo torneo è qualcosa che ci portiamo dentro tutti, però sappiamo che solo con il cuore non si vincono le Coppe, dovremo fare una partita pressoché perfetta per poter arrivare alla finale".
NESSUN RISULTATO - Per quanto si voglia vedere l'Atletico sempre come una squadra molto solida in difesa, contro il Real dovrà vedersela, a causa dell'infortunio subito da Gimenez nell'ultimo match di Liga contro il Las Palmas, con l'assenza di un laterale destro di ruolo in difesa. Simeone non si preoccupa più di tanto. "Ho chiaro in mente chi coprirà quel ruolo, - spiega "El Cholo" senza fare nomi, - È un ruolo in cui non ha mai giocato ma il calcio è uno sport di squadra, e i compagni sapranno dargli una mano se sarà necessario". Sul risultato della partita poche certezza: "Non riesco a immaginarmi un possibile risultato per il match di domani, - ammette l'allenatore dell'Atletico, - Mi aspetto una loro partenza forte, come sono abituati a fare sempre quando giocano in casa. Noi dovremo saper condurre la partita dove ci sentiamo più comodi. Sarà un incontro difficile come tutte le partite tra due squadre importanti. Ci conosciamo bene come avversari, prevedo una sfida intensa, tirata, complessa. Sarà una partita molto tattica e chi saprà posizionare bene i propri pezzi avrà la meglio". Una battuta anche sull'arbitro dopo la direzione gara scandalosa di REal-Bayern: "Spero che passi inosservato, che sia il migliore per tutti".
LO SVANTAGGIO DEL CALDERON - E se c'è chi fa festa quando sa che dovrà giocare la partita di ritorno di una doppia sfida a eliminazione diretta, Simeone pur sapendo di avere la possibilità, mercoledì 10, di giocare in un Calderon che sarà una bolgia è di tutt'altro parere. "Non è la prima volta che lo dico -spiega- Esiste un'anomalia nel regolamento che regola le partite di ritorno di questo tipo di competizioni. Perché la squadra ospite, se si dovesse andare ai tempi supplementari, ha a disposizione 30 minuti in più dell'avversario per segnare un gol che in definitiva vale doppio? Il Real gioca in casa come gioca fuori, perciò non è un problema per loro fare gol, in ogni caso molto dipenderà dal risultato di domani sera".
"IL CUORE NON BASTA" - I tifosi dell'Atletico, dopo tre anni di delusioni in Champions, tra due finali perse e un'eliminazione ai quarti subita all'88esimo, questa volta credono davvero che sia venuto il momento di porre fine a quella che potrebbe trasformarsi in una vera e propria maledizione. Però se qualcuno crede che basti il coraggio e il grande cuore della squadra per superare il turno e il Real, si sbaglia di grosso, come spiega Gabi Fernandez capitano della squadra. "La voglia di fare bene in questo torneo è qualcosa che ci portiamo dentro tutti, però sappiamo che solo con il cuore non si vincono le Coppe, dovremo fare una partita pressoché perfetta per poter arrivare alla finale".