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Champions, Zidane sfida l'Atletico: "Ma la tradizione non può aiutare il Real"

I Colchoneros sono sempre stati eliminati

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MADRID - Sarà il un 2 maggio speciale quello di quest'anno a Madrid. Oltre alla festa della città, che ricorda come nel 1808 i madrileni si ribellarono alle truppe di Napoleone Bonaparte, ci sarà la festa calcistica dell'ennesimo derby di Champions tra Real e Atletico, il quarto consecutivo nelle ultime quattro edizioni del torneo. Forse è anche per questo che il tecnico del Real Madrid, pur avendo giocato solo quattro volte contro i cugini da quando siede sulla panchina dei Blancos, assicura che: "Entrambe le squadre si conoscono molto bene, non credo che nessuna delle due s'inventerà qualcosa di speciale, - dice Zidane ai giornalisti, per poi continuare, - Noi è chiaro che cercheremo di sorprenderli, ma non vi dico come. La cosa importante è che pensiamo solo alla partita di domani, dimenticandoci che ci sarà un match di ritorno da giocare, pensiamo solo a giocare come sappiamo e a vincere. Avremo il pubblico dalla nostra parte e sono sicuro che saprà aiutarci come ha già fatto pochi giorni fa contro il Valencia".

TROPPI GOL - Il Real arriva all'appuntamento delle semifinali con un doppio record, uno che dà indubbiamente fiducia a Zidane e ai suoi, l'altro che, in prospettiva Champions potrebbe creare qualche preoccupazione. L'aspetto positivo è che i Blancos mettono a segnano almeno un gol da 58 partite consecutive; quello negativo è che ha preso gol in ogni match di questa edizione della Champions. "Non sono preoccupato per questo, - assicura Zidane, - È vero che la passata stagione subivamo meno reti, ma è anche vero che gli avversari arrivino in zona gol in maniera semplice quando giocano contro di noi. Per me la cosa più importante è che a fine partita abbiamo segnato un gol in più dell'avversario, anche se in Champions la cosa potrebbe non essere sufficiente".

"NESSUN FAVORITO" - Nelle ultime tre edizioni di Champions i sogni europei dell'Atletico si sono sempre infranti contro il muro del Real Madrid. Nel 2014 in finale, nel 2015 nei quarti e lo scorso anno nuovamente nella partita che assegnava il titolo. Per Zidane, protagonista dell'ultima vittoria madridista, le statistiche non sono sufficienti per sentirsi favoriti. "Prima di una semifinale entrambe le squadre partono con il 50 per cento delle possibilità di passare, - spiega l'allenatore francese, - Non credo che l'Atletico possa affrontarci sentendosi inferiori o che partano svantaggiati a livello mentale, anzi magari è vero il contrario. Come dico sempre il passato è passato, questa è una nuova sfida, una nuova partita. Quel che è successo negli anni scorsi non ci aiuterà a vincere domani".

"NON PENSO AL FUTURO" - Nonostante manchino 7 partite per poter raggiungere uno storico "doblete" (Liga e Champions) il futuro di Zidane sulla panchina del Real non è ancora sicuro, almeno per quanto ha avuto modo di dire lo stesso tecnico in più di un'occasione. Nemmeno alla vigilia di una partita così importante Zizou si sbilancia. "Ho in mente solo ed esclusivamente la partita contro l'Atletico, - ammette, - Non penso nemmeno a quella di sabato prossimo, tantomeno al ritorno. Tutto il resto non m'interessa. Il futuro? Nessuno sa cosa succederà, quindi credo sia inutile pensarci adesso"..

RISPETTO PER SIMEONE - Quando si tratta di parlare degli avversari, Zidane non risparmia gli elogi. "L'Atletico è una squadra che negli utlimi 4/5 anni si è sempre migliorata, - commenta, - Una squadra che conosce bene le proprie armi e le sa sfruttare, non si arrende mai e lotta fino alla fine. Rispetto molto il lavoro di Simeone e del suo staff, perché hanno fatto un grandissimo lavoro con l'Atletico in questi anni. È chiaro che la rivalità tra due squadre della stessa città rimane sempre alta, ma non solo per quel che è successo in Champions in questi ultimi anni. Per noi sarà facile trovare le motivazioni perché quello di domani più che un derby è una semifinali di Champions una partita che può darci una finale" Una finale che se si dovesse vincere significherebbe la seconda Champions consecutiva, una doppietta consecutiva che il Real aspetta dal 1958.

INVIDIA DI RONALDO - Sul fronte degli indisponibili il Real recupera in pieno Raphael Varane che permette a Zidane di avere a disposizione tre centrali di difesa dopo parecchio tempo, e anche se la formazione rimane un segreto ben custodito dal tecnico, il favorito a sostituire l'infortunato Bale è Isco la certezza si avrà solo domani, non esistono dubbi che Cristiano Ronaldo tornerà a vivere una giornata da protagonista in Champions. "Da allenatore è senza dubbio il giocatore con maggiore capacità di fare gol che ho avuto, - ammette Zidane, - Ho avuto la fortuna di giocare con l'altro Ronaldo, un altro attaccante straordinario. Devo dire che provo un po' d'invidia nei suoi confronti, io non avevo il suo fiuto per il gol quando ero calciatore." Un fiuto che Zidane e il Madrid spera che torni a farsi vivo domani sera al Bernabeu.
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