City-Napoli, è Guardiola contro Sarri: il giovane maestro sfida l'anziano discepolo
di FABRIZIO BOCCADomani sera a Manchester gli azzurri sfideranno i Citizens: sarà scontro tra filosofie di calcio simili fatte di pressing alto, passaggi corti e manovre d'attacco veloci e dinamiche
ROMA - Dodici anni di differenza. Maurizio Sarri potrebbe benissimo essere un fratello maggiore, un cugino, o tutt'al più un giovane zio di Pep Guardiola. Ma i ruoli sono perfettamente invertiti: il catalano (bandiera e leader tra l'altro del separatismo barcellonista), dopo dieci anni di strepitose vittorie e un millennio segnato dall'astro del suo Barcellona, è ancora tutto sommato un giovane allenatore (46 anni). Già padre spirituale, però, di un signore un po' più maturo, Maurizio Sarri (58 anni), che nel calcio di Guardiola - e prima ancora in quello di Arrigo Sacchi - si specchia ormai da tempo. In Champions League, a Manchester, assisteremo a questo singolare derby tra giovane maestro (Guardiola) e anziano discepolo (Sarri).
Quando Guardiola già vinceva la sua prima Liga e la sua prima Champions League (2009), Maurizio Sarri allenava il Perugia in Lega Pro, venendo tra l'altro esonerato dopo aver perso col Gallipoli…
Quando Guardiola già vinceva la sua prima Liga e la sua prima Champions League (2009), Maurizio Sarri allenava il Perugia in Lega Pro, venendo tra l'altro esonerato dopo aver perso col Gallipoli…
ROMA - Dodici anni di differenza. Maurizio Sarri potrebbe benissimo essere un fratello maggiore, un cugino, o tutt'al più un giovane zio di Pep Guardiola. Ma i ruoli sono perfettamente invertiti: il catalano (bandiera e leader tra l'altro del separatismo barcellonista), dopo dieci anni di strepitose vittorie e un millennio segnato dall'astro del suo Barcellona, è ancora tutto sommato un giovane allenatore (46 anni). Già padre spirituale, però, di un signore un po' più maturo, Maurizio Sarri (58 anni), che nel calcio di Guardiola - e prima ancora in quello di Arrigo Sacchi - si specchia ormai da tempo. In Champions League, a Manchester, assisteremo a questo singolare derby tra giovane maestro (Guardiola) e anziano discepolo (Sarri).
Quando Guardiola già vinceva la sua prima Liga e la sua prima Champions League (2009), Maurizio Sarri allenava il Perugia in Lega Pro, venendo tra l'altro esonerato dopo aver perso col Gallipoli. E sarebbero passati parecchi altri anni ancora, parecchi altri Grosseto, Alessandria, Sorrento, Empoli, prima di arrivare in Serie A, incendiare col suo gioco Napoli e il Napoli, portarlo in testa alla classifica, dargli un ruolo da favorito per lo scudetto e mettersi addirittura ben alle spalle la Juventus. E poter sfidare finalmente in Champions League il suo giovane maestro spirituale. Che a questo punto della vita sta trapiantando i geni del tiki taka in uno stramilionario Manchester City che si è messo in testa di vincere Premier e Champions League insieme.
Pare proprio che Pep Guardiola al City abbia trovato l'ambiente giusto per svolgere al meglio il suo lavoro. Come il Napoli, il City di Guardiola fa gol a valanga, quasi come il Barcellona di Messi ai suoi tempi, solo che questa volta i gol li fanno Aguero, Jesus, Sterling & C. Il City è saldamente al comando delle classifiche di Champions e Premier League. Il Napoli è scivolato alla prima in Champions ma sta facendo uno straordinario en plein in campionato, e dunque ancora meglio del City.
Come ai tempi del Barcellona e del Real Madrid, per uno scherzo del caso a tener testa al City per adesso è l'anti-Guardiola per eccellenza e cioè Mourinho col suo United. Ma intanto il gioco di Guardiola affascina e coinvolge il pubblico dell'Etihad Stadium né più né meno come i napoletani sono diventati fini intenditori e discepoli di Sarri. Se un tempo in Spagna si parlava di Guardiolismo, oggi in Italia abbiamo tutti chiaro cosa sia il Sarrismo: un calcio matematico, frutto di studi e faticosi allenamenti, super disciplinato, mandato metodicamente a memoria. Con tre interpreti d'attacco (Insigne-Mertens-Callejon), che con le dovute differenze e proporzioni ha preso parecchio dagli schemi di Messi, Xavi e Iniesta. Giocatori fisicamente non imponenti - come calcio degli anni 2000 esige - ma anzi di piccola taglia, rapidissimi e imprevedibili. Un concetto di calcio assai più dinamico. E se il tiki tata guardiolista a volte può essere pure un po' noioso, il calcio di Sarri no: è un po' più diretto ed energico.
Aurelio De Laurentiis che Sarri si è ritrovato un po' per scelta un po' per necessità, ha addirittura fatto una dichiarazione piuttosto impegnativa. "Non farei mai a cambio con Guardiola, anche se prendessero lo stesso stipendio. Sarri è in crescita". Il presidente vede il Napoli che avanza e soprattutto sorpassa, ma chissà se Sarri avrà mai il tempo e il modo per sorpassare uno che ha vinto due Champions League, sei campionati tra Spagna e Germania, e svariate altre Coppe.
Il ruvido Sarri tempo fa ebbe a dire che "Guardiola ha creato dei mostri" suscitando qualche perplessità, ma era ovviamente una forma di rispetto verso un genio della panchina. Uno che fa parte insieme a Sacchi e Zeman del suo Pantheon personale. "Guardiola ha fatto subito talmente bene e vinto così tanto che ha convinto diverse società a provare a fare lo stesso". Che il Guardiolismo abbia creato dei mostri, e prodotto anche ridicole imitazioni è del resto una realtà. Ma l'ammirazione di Sarri è ovviamente totale, assoluta. E l'aspirazione segreta, magari tra qualche anno, è forse quella di fare un giorno del Napoli, il Barcellona d'Italia. Pura utopia? Chissà.
Guardiola, dall'Inghilterra, dopo il 7-2 allo Stoke City addirittura ha già elevato un peana per il Napoli, Insigne e Sarri: "Insigne è un top player, un'ala dinamica che si muove bene negli spazi. Ma è il gioco del Napoli che lo aiuta a essere migliore. Il Napoli gioca alla grande e invito tutti martedì a venire allo stadio a vederci, perché sarà una grande e bellissima partita. Noi e il Napoli abbiamo la stessa idea di gioco, pressing alto, passaggi corti e manovre d'attacco veloci e dinamiche. Un grande match con la gioia di poter sfidare Sarri, uno degli allenatori che ammiro di più". Amore a prima vista dunque, adesso non resta che giocarsela. Il giovane maestro e l'anziano discepolo.
Quando Guardiola già vinceva la sua prima Liga e la sua prima Champions League (2009), Maurizio Sarri allenava il Perugia in Lega Pro, venendo tra l'altro esonerato dopo aver perso col Gallipoli. E sarebbero passati parecchi altri anni ancora, parecchi altri Grosseto, Alessandria, Sorrento, Empoli, prima di arrivare in Serie A, incendiare col suo gioco Napoli e il Napoli, portarlo in testa alla classifica, dargli un ruolo da favorito per lo scudetto e mettersi addirittura ben alle spalle la Juventus. E poter sfidare finalmente in Champions League il suo giovane maestro spirituale. Che a questo punto della vita sta trapiantando i geni del tiki taka in uno stramilionario Manchester City che si è messo in testa di vincere Premier e Champions League insieme.
Pare proprio che Pep Guardiola al City abbia trovato l'ambiente giusto per svolgere al meglio il suo lavoro. Come il Napoli, il City di Guardiola fa gol a valanga, quasi come il Barcellona di Messi ai suoi tempi, solo che questa volta i gol li fanno Aguero, Jesus, Sterling & C. Il City è saldamente al comando delle classifiche di Champions e Premier League. Il Napoli è scivolato alla prima in Champions ma sta facendo uno straordinario en plein in campionato, e dunque ancora meglio del City.
Come ai tempi del Barcellona e del Real Madrid, per uno scherzo del caso a tener testa al City per adesso è l'anti-Guardiola per eccellenza e cioè Mourinho col suo United. Ma intanto il gioco di Guardiola affascina e coinvolge il pubblico dell'Etihad Stadium né più né meno come i napoletani sono diventati fini intenditori e discepoli di Sarri. Se un tempo in Spagna si parlava di Guardiolismo, oggi in Italia abbiamo tutti chiaro cosa sia il Sarrismo: un calcio matematico, frutto di studi e faticosi allenamenti, super disciplinato, mandato metodicamente a memoria. Con tre interpreti d'attacco (Insigne-Mertens-Callejon), che con le dovute differenze e proporzioni ha preso parecchio dagli schemi di Messi, Xavi e Iniesta. Giocatori fisicamente non imponenti - come calcio degli anni 2000 esige - ma anzi di piccola taglia, rapidissimi e imprevedibili. Un concetto di calcio assai più dinamico. E se il tiki tata guardiolista a volte può essere pure un po' noioso, il calcio di Sarri no: è un po' più diretto ed energico.
Aurelio De Laurentiis che Sarri si è ritrovato un po' per scelta un po' per necessità, ha addirittura fatto una dichiarazione piuttosto impegnativa. "Non farei mai a cambio con Guardiola, anche se prendessero lo stesso stipendio. Sarri è in crescita". Il presidente vede il Napoli che avanza e soprattutto sorpassa, ma chissà se Sarri avrà mai il tempo e il modo per sorpassare uno che ha vinto due Champions League, sei campionati tra Spagna e Germania, e svariate altre Coppe.
Il ruvido Sarri tempo fa ebbe a dire che "Guardiola ha creato dei mostri" suscitando qualche perplessità, ma era ovviamente una forma di rispetto verso un genio della panchina. Uno che fa parte insieme a Sacchi e Zeman del suo Pantheon personale. "Guardiola ha fatto subito talmente bene e vinto così tanto che ha convinto diverse società a provare a fare lo stesso". Che il Guardiolismo abbia creato dei mostri, e prodotto anche ridicole imitazioni è del resto una realtà. Ma l'ammirazione di Sarri è ovviamente totale, assoluta. E l'aspirazione segreta, magari tra qualche anno, è forse quella di fare un giorno del Napoli, il Barcellona d'Italia. Pura utopia? Chissà.
Guardiola, dall'Inghilterra, dopo il 7-2 allo Stoke City addirittura ha già elevato un peana per il Napoli, Insigne e Sarri: "Insigne è un top player, un'ala dinamica che si muove bene negli spazi. Ma è il gioco del Napoli che lo aiuta a essere migliore. Il Napoli gioca alla grande e invito tutti martedì a venire allo stadio a vederci, perché sarà una grande e bellissima partita. Noi e il Napoli abbiamo la stessa idea di gioco, pressing alto, passaggi corti e manovre d'attacco veloci e dinamiche. Un grande match con la gioia di poter sfidare Sarri, uno degli allenatori che ammiro di più". Amore a prima vista dunque, adesso non resta che giocarsela. Il giovane maestro e l'anziano discepolo.