Sport

Chelsea, Conte tra cuore e problemi: ''Roma grande squadra''

Antonio Conte (afp)
Il tecnico ritrova un pizzico d'Italia nella sfida di Champions contro i giallorossi. Che arriva in un momento non felice per la sua squadra: ''Giocare tre partite a settimana non è facile per noi''. Torna Morata
2 minuti di lettura
COBHAM - Momenti difficili per il Chelsea, e soprattutto per Antonio Conte sospeso tra una classifica parecchio deludente in Premier, la Champions che incombe (ma qui è in testa a punteggio pieno), e soprattutto questa gran rimpatriata italiana con la Roma. Squadra che lo ha sempre ammirato e più di una volta addirittura cercando di metterlo sulla sua stessa panchina.

L'ex allenatore della Juve e della Nazionale è sballottato in un turbinio di sentimenti - ritrovare il suo vecchio caro calcio italiano -  e soprattutto qualche preoccupazione. Andando sul pratico il primo dei suoi pensieri è Alvaro Morata, che si è fatto male e potrebbe rientrare proprio contro la Roma: "Si sta allenando, è in corsa insieme agli altri" dice abbastanza freddamente. Picchiando anche, contemporaneamente, sui suoi tasti preferiti: "E' la prima volta per noi che ci tocca una stagione in cui giocare, con questa squadra, tre partite in una settimana e non è semplice". Le difficoltà del Chelsea, che lo scorso anno vinse la Premier senza avere contemporaneamente nessuna Coppa europea internazionale, quei maledetti 9 punti di distanza dal Manchester City di Guardiola insomma, potrebbero avere spiegazione in questo surplus di stress psicofisico. "Ma siamo a ottobre, c'è tempo, e non parlatemi adesso di scegliere tra Premier e Champions League".

Non è cambiato affatto, Antonio Conte, il suo approccio alle partite è sempre lo stesso: duro, convinto, senza mai una debolezza. "Siamo consapevoli della situazione, bisogna uscirne facendo del nostro meglio. Sappiamo che corriamo dei rischi, ma a volte bisogna anche saperseli prendere. Morata si è fatto male col City, ma se non lo avessi messo mi avreste dato dello stupido". Nel suo stile fa l'avversario anche più grande di quello che è. "La Roma è una grande squadra, ha pareggiato con l'Atletico, vinto col Qarabag. E in Italia ha sempre fatto bene. La partita di Champions con loro sarà difficile, il calcio italiano lo conosco bene, è molto organizzato. E poi Di Francesco è bravissimo. Così come ottimo è stato prima Spalletti. A me la Roma sembra forte come collettivo, ma se dovessi toglierle qualcosa le toglierei un pezzo del cuore di De Rossi, Florenzi ed El Shaarawy. So che quella è la loro forza".

In passato la Roma cercò di ingaggiarlo. "E' stato sicuramente motivo d'orgoglio" ammette l'allenatore. Così come il Chelsea ha cercato di ingaggiare Nainggolan: "Sì è vero, bel centrocampista, ma ora è un avversario, basta".  L'ex allenatore della nazionale ritrova alcuni dei suoi bravi ragazzi. "Di De Rossi ho grande stima, insieme a Totti ha deciso di rimanere alla Roma, ottimi calciatori, ma soprattutto grandi uomini. E poi Florenzi ed El Shaarawy, li abbraccerò con piacere tutti, non riesco a vederli come avversari, ma per 90' dovranno esserlo".

Si augura ovviamente che l'Italia vinca lo spareggio con la Svezia. "Allenare l'Italia è stato un grande onore, ma anche una bella pressione. Sono stato fortunato. Ho grande fiducia, sono sicuro che ai Mondiali ci andremo". Tutto sommato non è cambiato molto, anzi è proprio lo stesso.
I commenti dei lettori