Sport

Champions: Juventus per il riscatto, Roma per l'impossibile

(ansa)
Italia-Spagna senza il Siviglia è un sorteggio arduo. Il Real però non è più una squadra killer e c'è l'ultima finale da vendicare. Il Barcellona invece, impenetrabile anche in difesa, è ormai quello del post tiki taka e sembra addirittura più forte senza Neymar. Ma l'ottimismo di Totti è contagioso: "Se vuoi la finale devi giocartela con tutti"
2 minuti di lettura
ROMA - Italia-Spagna, ma senza Siviglia. Proprio il Real Madrid per la Juve e il Barcellona per la Roma. Peggio di così non poteva andare, è vero, sicuro. Ma ci metterei - andando controcorrente - anche un quasi. Il Manchester City, chiunque l'avesse preso, Roma o Juventus, forse sarebbe stato anche peggio, visto che oggi è un vero spauracchio: domina in Premier League e ha dominato finora in Champions League. Sul peggio di così, pensiamo anche che siamo al sorteggio di un quarto di finale, per cui considerando che quasi tutte le big europee ci sono arrivate (tranne il Manchester United di Mourinho), non è che avessimo molte possibilità di essere baciati in fronte, così per simpatia, dalla sorte. Nella fattispecie Andriy Shevchenko che ha tirato fuori implacabilmente le palline sbagliate. Roma e Juventus avrebbero potuto pescare il Siviglia o al massimo il Liverpool, ma c'erano per ognuna due possibilità su 7 di riuscirvi, e per il resto dunque che differenza avrebbe fatto?
  Senza contare che un'alternativa a questo sorteggio Italia-Spagna sarebbe stato il derby italiano tra Juve e Roma. Che visto genericamente dalla parte dell'Italia avrebbe anche potuto esser positivo per la garanzia di mandare comunque una delle due in semifinale, ma che  la Roma né la Juventus avrebbero accolto poi molto meglio data l'alta infiammabilità e pericolosità del match.

   Suggerisco di sostituire l'autoflagellazione e il pessimismo, con l'occasione e l'opportunità di fare grandi e imprese e riscattare vecchie e nuove sconfitte. In particolare per la Juventus che ritrova il club che le ha inflitto 4 gol nell'ultima finale. Ma stavolta almeno in doppia gara, quindi almeno con qualche possibilità in più di poter gestire uomini e risultato. Il Real Madrid non è oggi la squadra killer che abbiamo visto in altre occasioni. E' una squadra che in Liga sta 15 punti sotto il Barcellona, superata anche dall'Atletico Madrid. Ma che in Champions League, ovviamente, inutile nasconderselo, è nel suo brodo ideale. Appena suona la musichetta della Champions, Cristiano Ronaldo dà il meglio di se stesso. Mentre la Juventus in Champions League soffre di antichi tabù, ma soprattutto in finale, in gara unica. Prima, e in doppia partita, è diverso. Nelle semifinali della Champions League 2014-2015 la Juventus di Allegri eliminò proprio il Real Madrid, per poi andare ad affrontare in finale il Barcellona. AS, quotidiano sportivo spagnolo, stamani è uscito con una copertiva dal titolo assai indicativo: "Roma sì, Juve no". Dunque è chiaro che anche il Real Madrid abbia i suoi timori.

   E' andata anche peggio alla Roma, che trova un Barcellona spauracchio oggi perfetto, micidiale, ancor più completo. Lo era già tre anni fa (novembre 2015) quando il Barcellona di Messi & C rifilò 6 gol alla squadra di Garcia. Oggi il Barcellona è stato ricostruito da Valverde a partire dalla difesa  (difficilissimo fargli gol), fa ormai pochissimo tiki taka, è più pragmatico ed essenziale di quanto si creda. E poi davanti sappiamo tutti che quando Messi scatta in velocità palla al piede, non esiste forse difensore al mondo in grado di contrastarlo. Sembra quasi più forte, questo Barcellona, di quando in squadra c'era Neymar. Il passaggio ai quarti per la Roma era tutto di guadagnato, nessuno l'avrebbe mai pronosticata arrivare fino a questo punto. La Roma ha già smentito tutti clamorosamente nel girone andandosi a piazzare davanti a Chelsea e Atletico Madrid. Oggi le si chiede quasi l'impossibile. E Totti, paradossalmente, se ne è uscito così: "Sono contento, se vuoi arrivare in finale certe partite devi giocartela. La forza necessaria la trovi sapendo di affrontare campioni del genere. Giocarsi una partita così è una delle cose più belle che ci sia per un calciatore". Insomma un pizzico di follia può aiutare molto.

   Mettiamola così. I quarti di finale di Champions League sono sempre un ostacolo difficile, avresti più chances certo se incontrassi il Siviglia o almeno il Liverpool, ma rischieresti di andar fuori anche contro di loro. E del resto Juventus e Roma hanno rischiato e dovuto dare tutto  per superare anche il Tottenham e lo Shakhtar Donetsk. Contro Real e Barcellona se passi avrai fatto un'impresa, se vai fuori nessuno ti potrà mai dire niente, nessuno avrà mai un rimpianto. Voglio addirittura sbilanciarmi con delle quote percentuali: 40% di possibilità di passaggio del turno alla Juve, 25% alla Roma. 
 Saranno partite difficili, ma pur sempre giocabili. In bocca al lupo.
I commenti dei lettori