MILANO - Il veleno è nella coda. L'Inter lascia la Champions con l'amarezza di chi esce con gli stessi punti di chi, invece, passa il turno. Non solo: l'Inter è l'unica a non battere il Psv in casa, in questa fase a girone. E l'amarezza aumenta se si pensa che la squadra di Spalletti va sotto … facendosi male da sola. Sfuma l'appuntamento di quelli attesi tanto. Non una vita, ma anni, questo sì. L'Inter deve battere il Psv per centrare il ritorno negli ottavi della massima competizione europea. In settantamila e più accorrono al Meazza per sostenere la speranza. Tifando Barcellona, certo, ma… Spalletti è uomo di calcio e ha capito prima. Attenti, ha ammonito alla vigilia, bisogna battere il Psv.
E non è facile, per un paio di buoni motivi: primo perché gli olandesi, un solo punto conquistato, hanno la mente libera, giocano per giocare. E hanno la qualità per farlo. Secondo perché all'appuntamento più importante, il tecnico toscano ci arriva con poche carte da giocare in mezzo al campo. Qualcuno aspetta Lautaro martinez dal 1', Lucianone invece opta per Candreva mezzala ibrida, in un'Inter flessibile tatticamente come è facile capire con tanti elementi "adattati". La difesa a 4, per esempio, con Asamoah ultimo a sinistra, ha una linea tatticamente molto elastica.
L'approccio di gara è di quelli che contano, l'Inter schiaccia subito sull'acceleratore e schiaccia negli ultimi metri l'avversario. In condizioni mentali normali, la cosa potrebbe premiare, ma… Ma il psv non ha nulla da perdere. Non si impressiona. Arretra, sembra cadere quando Icardi mette un traversone come fosse Messi sulla testa di Perisic che incorna ion corsa, un bolide, Zoet con la punta delle dita spinge la sfera sul palo. Spalletti ha giocato le carte sorpresa, per esempio chiamando spesso il suo capitano fuori area per provare a sorprendere l'ospite. Non funziona. E non funziona neanche quel Politano che si accentra per lasciare spazio a Candreva all'ala. Le soluzioni non mancano, purtroppo la frenesia è cattiva consigliera. Il Psv è giovane e ha tante gambe. davanti sa pungere. Quando Asamoah si fa scippare palla al limite della sua area, Bergwjin fila via e mette uni pallone al bacio sul secondo palo dove Lozano appoggia nell'angolino basso un beffardo vantaggio ospite.
Il gol sostiene il piacere del gioco del Psv e acciglia l'Inter. Asamoah in particolare, forza spesso e volentieri, in difficoltà psicologica. Dovrebbero essere i costruttori a tranquillizzarlo, ma la manovra nerazzurra rimane troppo schizofrenica. E il Psv controlla, senza rinunciare a riprovarci. Un tiro di Bargwjin - uomo ovunque - viene smanacciato da Handanovic mentre dall'altra parte quando anche la manovra di avvicinamento ha successo, l'area è ben presidiata dalle torri Dumfries e Sainsbury, mentre Angelinho (o Tasende) ha l'agilità per difendere sulla fascia dalle diverse sovrapposizioni.
Ripresa. Spalletti ha tranquillizzato i suoi, che provano a costruire con più calma. L'effetto è immediato, nella più bella azione nerazzurra del match, con Borja che riceve sulla trequarti, ha un controllo a seguire da maestro e offre l'assist a Icardi, stop che vale il gol e tiro che fa gridare al gol, ma Zoet si allunga sul diagonale vincente e con la punta delle dita mette in angolo. Con poche carte da giocare in mezzo, Spalletti prova a giocarsi gli attaccanti. Dentro Keita per Candreva, lo spagnolo prova a dare giocate tra le linee, 5' e va al tiro dal limite, impegnando a terra Zoet. E ancora una costruzione paziente comporterebbe la conclusione di Brozovic dal limite su invito di D'Ambrosio, ma la palla è alle stelle.
Spalletti insiste, ecco Lautaro Martinez per uno sconsolato Asamoah, applaudito da tutto il Meazza. Ma il Psv tiene. Ci vuole una fiammata individuale: e arriva, minuto 27, Politano - il più in forma - al cross, Icardi si stacca e sotto misura infila l'1 a 1.
Trovato il pari, Spalletti riequilibra i suoi, dentro Vrsaliko per lo spremuto Politano. Si aspettano buone nuove dal Camp Nou, perché il Psv non molla e persino perde tempo.
Pareggia il Tottenham, l'Inter resta in Europa ma lascia la Champions.
Inter (4-3-3): Handanovic, D'Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah (24' st Lautaro Martinez), Candreva (11' st Keita), Brozovic, Borja Valero, Politano (38' st Vrsaljko), Icardi, Perisic. (27 Padelli, 13 Ranocchia, 23 Miranda, 14 Nainggolan). All.: Spalletti.
PSV Eindhoven (4-3-3): Zoet, Dumfries, Sainsbury, Viergever, Angelino, Rosario, Gutierrez (20' st Saidlek), Hendrix, Lozano (49' st Pereiro), De Jong, Bergwijn (26' st Malen). (13 Room, 2 Isimat, 3 Behich, 16 Rigo). All.: Van Bommel.
Arbitro: Zwayer (Germania).
Reti: nel pt 13' Lozano; nel st 28' Icardi.
Note: Angoli: 6-2 per Inter. Recupero: 2' e 4'. Ammoniti: Brozovic, Dumfries per gioco falloso, Skriniar, Sadilek, Zoet, Politano e Bergwijn per comportamento non regolamentare.
E non è facile, per un paio di buoni motivi: primo perché gli olandesi, un solo punto conquistato, hanno la mente libera, giocano per giocare. E hanno la qualità per farlo. Secondo perché all'appuntamento più importante, il tecnico toscano ci arriva con poche carte da giocare in mezzo al campo. Qualcuno aspetta Lautaro martinez dal 1', Lucianone invece opta per Candreva mezzala ibrida, in un'Inter flessibile tatticamente come è facile capire con tanti elementi "adattati". La difesa a 4, per esempio, con Asamoah ultimo a sinistra, ha una linea tatticamente molto elastica.
L'approccio di gara è di quelli che contano, l'Inter schiaccia subito sull'acceleratore e schiaccia negli ultimi metri l'avversario. In condizioni mentali normali, la cosa potrebbe premiare, ma… Ma il psv non ha nulla da perdere. Non si impressiona. Arretra, sembra cadere quando Icardi mette un traversone come fosse Messi sulla testa di Perisic che incorna ion corsa, un bolide, Zoet con la punta delle dita spinge la sfera sul palo. Spalletti ha giocato le carte sorpresa, per esempio chiamando spesso il suo capitano fuori area per provare a sorprendere l'ospite. Non funziona. E non funziona neanche quel Politano che si accentra per lasciare spazio a Candreva all'ala. Le soluzioni non mancano, purtroppo la frenesia è cattiva consigliera. Il Psv è giovane e ha tante gambe. davanti sa pungere. Quando Asamoah si fa scippare palla al limite della sua area, Bergwjin fila via e mette uni pallone al bacio sul secondo palo dove Lozano appoggia nell'angolino basso un beffardo vantaggio ospite.
Il gol sostiene il piacere del gioco del Psv e acciglia l'Inter. Asamoah in particolare, forza spesso e volentieri, in difficoltà psicologica. Dovrebbero essere i costruttori a tranquillizzarlo, ma la manovra nerazzurra rimane troppo schizofrenica. E il Psv controlla, senza rinunciare a riprovarci. Un tiro di Bargwjin - uomo ovunque - viene smanacciato da Handanovic mentre dall'altra parte quando anche la manovra di avvicinamento ha successo, l'area è ben presidiata dalle torri Dumfries e Sainsbury, mentre Angelinho (o Tasende) ha l'agilità per difendere sulla fascia dalle diverse sovrapposizioni.
Ripresa. Spalletti ha tranquillizzato i suoi, che provano a costruire con più calma. L'effetto è immediato, nella più bella azione nerazzurra del match, con Borja che riceve sulla trequarti, ha un controllo a seguire da maestro e offre l'assist a Icardi, stop che vale il gol e tiro che fa gridare al gol, ma Zoet si allunga sul diagonale vincente e con la punta delle dita mette in angolo. Con poche carte da giocare in mezzo, Spalletti prova a giocarsi gli attaccanti. Dentro Keita per Candreva, lo spagnolo prova a dare giocate tra le linee, 5' e va al tiro dal limite, impegnando a terra Zoet. E ancora una costruzione paziente comporterebbe la conclusione di Brozovic dal limite su invito di D'Ambrosio, ma la palla è alle stelle.
Spalletti insiste, ecco Lautaro Martinez per uno sconsolato Asamoah, applaudito da tutto il Meazza. Ma il Psv tiene. Ci vuole una fiammata individuale: e arriva, minuto 27, Politano - il più in forma - al cross, Icardi si stacca e sotto misura infila l'1 a 1.
Trovato il pari, Spalletti riequilibra i suoi, dentro Vrsaliko per lo spremuto Politano. Si aspettano buone nuove dal Camp Nou, perché il Psv non molla e persino perde tempo.
Pareggia il Tottenham, l'Inter resta in Europa ma lascia la Champions.
Inter (4-3-3): Handanovic, D'Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah (24' st Lautaro Martinez), Candreva (11' st Keita), Brozovic, Borja Valero, Politano (38' st Vrsaljko), Icardi, Perisic. (27 Padelli, 13 Ranocchia, 23 Miranda, 14 Nainggolan). All.: Spalletti.
PSV Eindhoven (4-3-3): Zoet, Dumfries, Sainsbury, Viergever, Angelino, Rosario, Gutierrez (20' st Saidlek), Hendrix, Lozano (49' st Pereiro), De Jong, Bergwijn (26' st Malen). (13 Room, 2 Isimat, 3 Behich, 16 Rigo). All.: Van Bommel.
Arbitro: Zwayer (Germania).
Reti: nel pt 13' Lozano; nel st 28' Icardi.
Note: Angoli: 6-2 per Inter. Recupero: 2' e 4'. Ammoniti: Brozovic, Dumfries per gioco falloso, Skriniar, Sadilek, Zoet, Politano e Bergwijn per comportamento non regolamentare.