MOSCA - Maurizio Sarri parla alla vigilia di Lokomotiv Mosca-Juventus, la partita che, in caso di vittoria, può regalare ai bianconeri la qualificazione matematica agli ottavi di finale.
Signor Sarri, domani vorrebbe essere rassicurato più dalla prestazione o dal risultato?
"Le due cose vanno di pari passo: in Europa se non fai una prestazione di alto livello non ottieni il risultato. Ci aspetta una partita difficile, perché all'andata i russi ci hanno creato parecchie difficoltà. L'obiettivo di domani è vincere e passare il turno, nella prossima sarà conquistare il primo posto del girone, ma teniamo presente che avremo di fronte una squadra che si gioca le ultime possibilità di qualificazione".
È suo il quinto mese di Juve: al di là dei numeri è soddisfatto di quello che è successo fino ad ora?
"A livello di risultati è andata benissimo, a livello di incidenza sul modo di giocare è andata bene. Se guardiamo i dati e li confrontiamo con quelli dell'anno scorso, si vede che sono completamente diversi per quanto riguarda i tiri fatti e subiti, l'altezza del baricentro, il possesso palla: vuol dire che il lavoro per andare nella direzione che piacerebbe a me lo stiamo facendo. In tanti singoli vedo dei margini di crescita e questo ci porterebbe a pensare che si possa crescere anche a livello collettivo".
Immaginando che la Lokomotiv faccia di nuovo delle barricate, ha preparato delle contromisure per non fare la stessa fatica fatta all'andata?
"Non so se esistano contromisure verso chi fa densità in area, se ci fossero nessuno la farebbe più altrimenti verrebbe travolto. L'unico modo è provare a sbloccare la partita in tempi molto rapidi e sicuramente sono situazioni che è più probabile si risolvano più con la giocata di un singolo che con una trovata tattica. Per fortuna abbiamo una schiera di giocatori di qualità, per cui se i russi ripeteranno lo stesso atteggiamento dell'andata ne verremo a capo. Ma sono convinto che in casa saranno più propositivi. Hanno delle qualità e domani le spareranno tutte".
Come sta gestendo, soprattutto a livello psicologico, l'alternanza tra Higuain e Dybala?
"L'ultima cosa che voglio fare è convincerli a star fuori. In ogni caso, la situazione la conoscevano molto bene: hanno preso con forza la decisone di tirarsi fuori dal mercato e nel momento in cui hanno fatto quella scelta sapevano che difficilmente avrebbero giocato in contemporanea, quindi vuol dire che sono contenti della situazione. Se poi riuscirò a farli giocare assieme, sarò il primo a esserne felice".
In cosa è cambiato Higuain rispetto a quello che aveva conosciuto a Napoli?
"Nel mettersi a disposizione del collettivo sicuramente. Prima era egoista, nel senso che giocava soprattutto per il gol. Un tempo la sua predisposizione alla partecipazione difensiva e all'assist non era a questi livelli, mentre adesso è meno pericoloso in area ma più portato a giocare per la squadra. L'anno scorso aveva sofferto lo strappo con la Juve, l'aveva visto come una sconfitta personale, ma tornare gli ha fatto ritrovare le motivazioni".
De Ligt è rimasto a Torino per precauzione?
"Stamane non era in condizione di giocare. Ha una caviglia in disordine e ha bisogno di qualche giorno per rimetterla a posto. Domani decideremo con lo staff chi giocherà al suo posto tra Rugani e Demiral".
Perché Ronaldo tira quasi tutte le punizioni nonostante Pjanic e Dybala lo facciano meglio di lui?
"Mi sembra strano che in Russia la discussione sia su chi tira le punizioni. Decidono tra loro in campo, comunque".
Mandzukic andrà via a gennaio?
"In questo momento è fuori dalla rosa per un accordo con la società. Non ho modo di parlargli e non so quale siano le sue intenzioni per il futuro".
Si aspettava il sostegno che i suoi giocatori le stanno esprimendo anche a parole?
"La novità porta sempre interesse, stimoli: è chiaro i giocatori all'inizio si sentono coinvolti, le difficoltà possono venire fuori quando la squadra pensa di sapere già tutto sul tipo di gioco da fare benché non ne sia ancora pienamente in possesso".
Douglas Costa è pronto per giocare dall'inizio?
"Se parte titolare non arriva al 90'. Può fare un lungo o un corto spezzone di partita, lo decidiamo domani".
Cosa pensa di quello che è successo domenica a Verona?
"Mi scappa da ridere, perché queste persone vivono nella società civile, quindi significa che il razzismo è lì e che negli stadi entra di conseguenza. Penso che nel calcio abbiamo tutti gli strumenti tecnologici per arrestare in poche ore chi alimenta questa deriva razzista. E se non esistono leggi per arrestarli, il calco deve fare un tavolo con il governo e farle, quelle leggi. Vorrei che si smettesse di chiudere stadi e squalificare curve, ma che si cominciasse a farla pagare agli individui".
Signor Sarri, domani vorrebbe essere rassicurato più dalla prestazione o dal risultato?
"Le due cose vanno di pari passo: in Europa se non fai una prestazione di alto livello non ottieni il risultato. Ci aspetta una partita difficile, perché all'andata i russi ci hanno creato parecchie difficoltà. L'obiettivo di domani è vincere e passare il turno, nella prossima sarà conquistare il primo posto del girone, ma teniamo presente che avremo di fronte una squadra che si gioca le ultime possibilità di qualificazione".
È suo il quinto mese di Juve: al di là dei numeri è soddisfatto di quello che è successo fino ad ora?
"A livello di risultati è andata benissimo, a livello di incidenza sul modo di giocare è andata bene. Se guardiamo i dati e li confrontiamo con quelli dell'anno scorso, si vede che sono completamente diversi per quanto riguarda i tiri fatti e subiti, l'altezza del baricentro, il possesso palla: vuol dire che il lavoro per andare nella direzione che piacerebbe a me lo stiamo facendo. In tanti singoli vedo dei margini di crescita e questo ci porterebbe a pensare che si possa crescere anche a livello collettivo".
Immaginando che la Lokomotiv faccia di nuovo delle barricate, ha preparato delle contromisure per non fare la stessa fatica fatta all'andata?
"Non so se esistano contromisure verso chi fa densità in area, se ci fossero nessuno la farebbe più altrimenti verrebbe travolto. L'unico modo è provare a sbloccare la partita in tempi molto rapidi e sicuramente sono situazioni che è più probabile si risolvano più con la giocata di un singolo che con una trovata tattica. Per fortuna abbiamo una schiera di giocatori di qualità, per cui se i russi ripeteranno lo stesso atteggiamento dell'andata ne verremo a capo. Ma sono convinto che in casa saranno più propositivi. Hanno delle qualità e domani le spareranno tutte".
Come sta gestendo, soprattutto a livello psicologico, l'alternanza tra Higuain e Dybala?
"L'ultima cosa che voglio fare è convincerli a star fuori. In ogni caso, la situazione la conoscevano molto bene: hanno preso con forza la decisone di tirarsi fuori dal mercato e nel momento in cui hanno fatto quella scelta sapevano che difficilmente avrebbero giocato in contemporanea, quindi vuol dire che sono contenti della situazione. Se poi riuscirò a farli giocare assieme, sarò il primo a esserne felice".
In cosa è cambiato Higuain rispetto a quello che aveva conosciuto a Napoli?
"Nel mettersi a disposizione del collettivo sicuramente. Prima era egoista, nel senso che giocava soprattutto per il gol. Un tempo la sua predisposizione alla partecipazione difensiva e all'assist non era a questi livelli, mentre adesso è meno pericoloso in area ma più portato a giocare per la squadra. L'anno scorso aveva sofferto lo strappo con la Juve, l'aveva visto come una sconfitta personale, ma tornare gli ha fatto ritrovare le motivazioni".
De Ligt è rimasto a Torino per precauzione?
"Stamane non era in condizione di giocare. Ha una caviglia in disordine e ha bisogno di qualche giorno per rimetterla a posto. Domani decideremo con lo staff chi giocherà al suo posto tra Rugani e Demiral".
Perché Ronaldo tira quasi tutte le punizioni nonostante Pjanic e Dybala lo facciano meglio di lui?
"Mi sembra strano che in Russia la discussione sia su chi tira le punizioni. Decidono tra loro in campo, comunque".
Mandzukic andrà via a gennaio?
"In questo momento è fuori dalla rosa per un accordo con la società. Non ho modo di parlargli e non so quale siano le sue intenzioni per il futuro".
Si aspettava il sostegno che i suoi giocatori le stanno esprimendo anche a parole?
"La novità porta sempre interesse, stimoli: è chiaro i giocatori all'inizio si sentono coinvolti, le difficoltà possono venire fuori quando la squadra pensa di sapere già tutto sul tipo di gioco da fare benché non ne sia ancora pienamente in possesso".
Douglas Costa è pronto per giocare dall'inizio?
"Se parte titolare non arriva al 90'. Può fare un lungo o un corto spezzone di partita, lo decidiamo domani".
Cosa pensa di quello che è successo domenica a Verona?
"Mi scappa da ridere, perché queste persone vivono nella società civile, quindi significa che il razzismo è lì e che negli stadi entra di conseguenza. Penso che nel calcio abbiamo tutti gli strumenti tecnologici per arrestare in poche ore chi alimenta questa deriva razzista. E se non esistono leggi per arrestarli, il calco deve fare un tavolo con il governo e farle, quelle leggi. Vorrei che si smettesse di chiudere stadi e squalificare curve, ma che si cominciasse a farla pagare agli individui".