LISBONA - "È sempre stato un leader sul campo. E' un leader diverso, senza dubbio, con la sua qualità, la sua fiducia in campo, il suo coraggio". La differenza rispetto alla media degli altri campioni, secondo l'allenatore, è chiara: "Vuole sempre vincere con la sua fame, con la sua capacità di combattere. Ama la competizione. E queste sono le cose di cui abbiamo bisogno". Neymar sta trasmettendo il messaggio ai compagni: il Psg deve vincere la Champions: "Abbiamo creato un gruppo, con giocatori come Ander Herrera, Pablo Sarabia, Keylor Navas e tutti gli altri, che sanno quanto sia necessario vivere insieme, sanno come creare un'atmosfera tra di noi. Forse anche queste sono le chiavi per poter vedere Neymar evolversi in continuazione a questo livello. Non può vincere da solo, non è possibile. Per questo siamo molto felici di aver creato un'atmosfera speciale".
Mercoledì prossimo, 19 agosto, la Uefa discuterà della parziale riapertura degli stadi per le partite di inizio settembre delle Nazional, ipotesi al momento complicata da realizzare. Herrera ha inoltre parlato delle questioni più imminenti di campo, smentendo che il Paris Saint-Germain, negli anni scorsi, possa essere stato frenato nelle sue campagne europee dalla divisione della squadra in clan: “Lo leggevo e lo sentivo dire, quando ero al Manchester United: brasiliani isolati e altre cose del genere. Invece a Parigi ho trovato l’esatto contrario: un gruppo unitissimo, che vuole entrare nella storia”. La pronosticata contro il Bayern, dopo l’8-2 dei campioni di Germania al Barcellona nei quarti, è secondo Herrera ancora lontana, perché lo scoglio Lipsia in semifinale è difficile da superare: “Certo, è la prima volta nella storia che succede una cosa come quella tra Bayern e Barcellona nei quarti. Ma non dobbiamo pensare già all’eventualità di affrontare il Bayern in finale. Preoccupiamoci del Lipsia, che è stato fantastico contro l’Atletico Madrid, squadra molto difficile da battere. Il Lipsia attacca anche con i difensori, bisogna rispettarlo e stare molto attenti. Loro sanno cambiare tanti sistemi di gioco, sono coraggiosi, creano tanto in attacco e non hanno pressioni per vincere la Champions, il che è molto pericoloso, perché saranno più liberi di testa. Noi dobbiamo essere più cinici al tiro rispetto alla partita con l’Atalanta: in una partita a eliminazione diretta, se non sfrutti le occasioni, puoi rischiare di perdere”.
Herrera: "Final Eight non va ripetuta"
Nella conferenza stampa della vigilia della semifinale col Lipsia, il centrocampista spagnolo del Psg Ander Herrera si è detto contrario all’adozione in futuro della formula della Final Eight in un solo Paese, eccezionalmente sperimentata dall’Uefa a Lisbona, con gli stadi chiusi per l’emergenza coronavirus, e caldeggiata per le prossime edizioni da alcuni dirigenti di club, tra i quali il presidente del Bayern Rummenigge: “Le partite sono certamente emozionanti, ma è una formula che va bene soprattutto per la televisione. L’emozione è innegabile, però per rispetto della storia del calcio, di tutti i club e dei tifosi ogni squadra deve potere giocare fino alla finale nel proprio stadio. La cosa più importante del calcio sono i tifosi. E quando si potranno riaprire gli stadi, bisognerà ricordarsi che non tutti possono viaggiare per seguire la squadra del cuore”.Mercoledì prossimo, 19 agosto, la Uefa discuterà della parziale riapertura degli stadi per le partite di inizio settembre delle Nazional, ipotesi al momento complicata da realizzare. Herrera ha inoltre parlato delle questioni più imminenti di campo, smentendo che il Paris Saint-Germain, negli anni scorsi, possa essere stato frenato nelle sue campagne europee dalla divisione della squadra in clan: “Lo leggevo e lo sentivo dire, quando ero al Manchester United: brasiliani isolati e altre cose del genere. Invece a Parigi ho trovato l’esatto contrario: un gruppo unitissimo, che vuole entrare nella storia”. La pronosticata contro il Bayern, dopo l’8-2 dei campioni di Germania al Barcellona nei quarti, è secondo Herrera ancora lontana, perché lo scoglio Lipsia in semifinale è difficile da superare: “Certo, è la prima volta nella storia che succede una cosa come quella tra Bayern e Barcellona nei quarti. Ma non dobbiamo pensare già all’eventualità di affrontare il Bayern in finale. Preoccupiamoci del Lipsia, che è stato fantastico contro l’Atletico Madrid, squadra molto difficile da battere. Il Lipsia attacca anche con i difensori, bisogna rispettarlo e stare molto attenti. Loro sanno cambiare tanti sistemi di gioco, sono coraggiosi, creano tanto in attacco e non hanno pressioni per vincere la Champions, il che è molto pericoloso, perché saranno più liberi di testa. Noi dobbiamo essere più cinici al tiro rispetto alla partita con l’Atalanta: in una partita a eliminazione diretta, se non sfrutti le occasioni, puoi rischiare di perdere”.