Champions, Zidane: "Real-Inter degna di una finale. Conte? Un maestro quando studiavo da allenatore"
dal nostro inviato
Franco Vanni
Il tecnico del Blancos sottolinea la nobiltà della sfida con i nerazzurri e sul collega, una volta compagno di squadra, racconta: "Da giocatore era un leader, in seguito sono andato da lui quando mi preparavo alla panchina"
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MADRID - Il Real Madrid, ultimo nel gruppo B di Champions Legue con un solo punto, domani riceverà l'Inter sul campo Alfredo Di Stefano, nel centro di allenamento di Valdebebas. Nelle prime due gare del girone i blancos hanno perso in casa contro lo Shakhtar e pareggiato in trasferta col Borussia Monchengladbach. Due pareggi invece finora per i nerazzurri, secondi a 2 punti al pari del M'Gladbach: il primo a San Siro proprio contro i tedeschi, il secondo a Kiev contro gli ucraini, primi in solitaria a quota 4. Alla vigilia della partita, l'allenatore del Real Zinedine Zidane ha risposto alle domande dei cronisti.
Che avversario si aspetta e che partita ha in mente di giocare?
"Mi aspetto una partita complicata contro una squadra fisica, che sa anche giocare bene a calcio. È una finale e la affronteremo come tale. Sono tre punti importanti". Luka Modric quando gioca, gioca bene. Come intende impiegarlo?
"Luka è molto importante per noi e non è cambiato nulla nel suo impiego. Ci sono molte partite davanti a noi, e so che ogni volta che gioca lo fa bene. Per noi è importantissimo, come lo è la sua energia positiva per tutta la squadra". Il tridente offensivo Benzema, Hazard, Asensio potrebbe segnare un'epoca nella storia del Real?
"Tutti i giocatori qui vogliono fare la storia. Quel tridente può sicuramente segnare un'epoca. Sento dire da fuori che al Real dovremmo cambiare questo e quello. Ma la verità è che con tutta la squadra, non solo con loro tre, siamo uniti e determinati. È una rosa che può vincere tanti titoli. Lavoriamo per raggiungere i nostri obiettivi".
Vivere queste quattro partite che mancano del girone di Champions come finali è una buona motivazione per voi?
"Qui al Real Madrid ogni partita è una finale. E i tre punti che la gara di domani mette in palio sono importanti". Questo Real Madrid in Europa è sceso nelle gerarchie rispetto al suo primo Real?
"Lo scorso anno non abbiamo vinto la Champions, e ciascuno può farsi la sua opinione. Ma per quanto sia difficile e complicato, per quanto si debba combattere guerre e battaglie, per noi l'obiettivo di portare a casa Champions rimane importante come lo era un tempo". I giocatori sentono la responsabilità in questo momento particolare in Champions?
"Penso che domani dovremo dare tutto, questo è sicuro. Non esisto squadre deboli, nemmeno nella Liga. Così come nella Liga abbiamo vissuto come una finale la gara contro l'Huesca, viviamo anche questa come una finale". Inter, Shakhtar e Borussia Monchengladbach. Pensa che vi sia capitato un girone sfortunato?
"No, tutti i gruppi sono duri e difficili, e tutte le partite sono complicate da vincere. Sappiamo solo che domani giocheremo in casa e che dovremo vincere". Antonio Conte è stato vicino a diventare il tecnico del Real Madrid. Voi avete giocato insieme alla Juventus. Che relazione avete, dopo 25 anni?
"Quando giocavamo lui era un leader, un capitano. Non ci sentiamo spesso, ma la nostra è una relazione forte. Quando mi preparavo per diventare allenatore andavo a trovarlo".
Oltre a Zidane, si è presentato alla stampa il difensore Raphael Varane.
Cosa si aspetta dalla gara contro l'Inter?
"Sarà una partita difficile e dobbiamo vincere, senza fare troppi discorsi". Nelle ultime partite di Champions abbiamo visto il Real senza Sergio Ramos. Che contributo dà lui alla squadra?
"La sua presenza è molto importante per noi. Le mie caratteristiche, in particolare, sono complementari alle sue. Ci completiamo a vicenda. A livello difensivo dovremo essere molto compatti e uniti, anche per compensare la sua assenza". Il Real di solito partecipa alla Champions per vincere. Com'è trovarsi nella condizione di non essere sicuri della qualificazione agli ottavi?
"Dovremo dare tutto e attaccare. Dobbiamo sfruttare l'opportunità che abbiamo". Lukaku lo hai già incontrato in nazionale. Quanto peserò la sua assenza?
"Lo conosco bene, l'ho incontrato anche quando giocava nel Machester United. È molto potente e ha un gran fisico. Ma l'Inter ha comunque una formazione completa. Crea molto ed è solida". Temete che ci saranno altri positivi al Covid fra squadra e staff, oltre a quello che è stato comunicato?
"Non saprei. Dobbiamo pensare solo a quel che possiamo fare in campo e a dare il nostro meglio. E certo, in questo periodo dobbiamo adattarci alla nuova situazione ed è complicato". Che posto ha nella tua testa la sconfitta con il Manchester City nella scorsa edizione della Champions?
"Il passato è passato, non lo si può rivivere, non si torna indietro. Bisogna solo guardare avanti e avere una mentalità positiva". Real Madrid e Barcellona stanno facendo un percorso opposto in questa stagione: voi blancos siete in forma nella Liga ma non in Champions, i blaugrana il contrario. Come spiega questo fatto?
"Ci manca un po' di regolarità. Il calendario quest'anno è complicato. La preparazione estiva è stata per forza di cose diversa rispetto al passato. Dobbiamo pensare a migliorarci e crescere. Servirà il contributo di tutta la rosa, sarà molto importante che ciascuno dia il proprio massimo".
Come ha reagito lo spogliatoio alla famosa conversazione fra Benzema e Mendy su Vinicius?
"Siamo uniti. Nello spogliatoio siamo tranquilli e solidi. Là fuori, i risultati possono condizionare gli umori, ma non fra noi. Sappiamo che dipende da noi mantenere la tranquillità.
Non pensi che in una grande squadra come il Real Madrid ci sia troppa poca pazienza con i giocatori giovani?
"Qui a Madrid tutti si aspettano sempre il massimo da noi giocatori. Per un giovane può essere un contesto complicato, certo. Ma è anche vero che qui si cresce e si impara davvero velocemente".