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Inter e Atalanta, una notte di illusioni a fondo perduto

La delusione di Brozovic al termine di Real Madrid-Inter (reuters)
La squadra di Conte, orfana di Lukaku, si arrende al Real Madrid condannata da una difesa disastrosa. Quella di Gasperini va a lezione dal Liverpool. E ora la Champions si complica
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Partita magnifica, risultato terribile, classifica dolorosissima. Per l'Inter è un disastro non del tutto meritato, nonostante gli imperdonabili buchi difensivi. Invece per l'Atalanta è un disastro e basta: spazzata via dal tornado Liverpool, disintegrata, anche l'anno scorso le accadde un paio di volte all'inizio ma poi si riprese sempre. Vediamo stavolta se saprà ripetersi.

Nella tristezza di un campetto d'allenamento con i teloni a coprire il cemento delle gradinate, non certo nel fulgore dimenticato del Bernabeu, l'Inter doveva mettere a posto le cose dopo i due pareggi pessimi di avvio Champions. Non ne è stata capace. La squadra di Conte, come si dice, se l'è giocata a campo aperto, con coraggio, anche perché di questi tempi il fattore campo non esiste praticamente più, visto che non esiste più il campo, ma questo non è bastato: ultimo posto nel girone, adesso, con appena 2 punti dopo 3 gare.

Il problema per l'Inter era colmare la voragine prodotta dall'assenza di Lukaku, il più importante di tutti, il più ingombrante. Diversissimi da lui, Lautaro e Perisic ci hanno provato e hanno segnato un gol a testa: non è stato sufficiente, perché la fase difensiva nerazzurra quest'anno è un disastro. Da quando manca Skriniar è una pena. Il corsaiolo Hakimi ha letteralmente regalato l'uno a zero a Benzema, poi si è trattato di recuperare uno svantaggio presto diventato doppio. Con personalità e coraggio, l'Inter ce l'aveva fatta: dallo 0-2 al 2-2 con una perla assoluta, cioè l'assist di tacco di Barella per Lautaro nell'azione del 1-2, il momento della partita che ha ridato fiducia all'Inter. Ed era una fiducia motivata, visto il pareggio poi arrivato con Perisic e qualche occasione per vincere, addirittura. E' stato il lungo momento in cui tutte e due le squadre potevano imporsi o inabissarsi, a quel punto bastava davvero un dettaglio. La differenza l'ha fatta la difesa nerazzurra, pessima nell'azione volante del 3-2 che ha spiazzato mezza Inter, con un buco dietro l'altro. Peccato, perché adesso la qualificazione agli ottavi diventa davvero un problema, anche se il Real a Milano sarà battibile, non è nel suo momento di maggior fulgore ma resta una squadra capace di far male a chiunque.

Malissimo, come si diceva, si è fatta invece l'Atalanta che non è stata all'altezza del magistrale Liverpool neanche per un minuto. Di rado si può vedere una differenza così abissale tra due avversari, a meno che non si tratti di qualche minuscola realtà europea: cosa che l'Atalanta non è di certo. Gasperini aveva promesso che per niente al mondo avrebbe snaturato la sua bella creatura, giusto, e che di sicuro non avrebbe firmato per un pareggio: infatti, cinque a zero per gli inglesi. Ma la classifica dei bergamaschi adesso è migliore di quella dell'Inter dopo una serata piena di zeri, di colpi presi e di illusioni a fondo perduto. Il futuro, comunque, un mistero per tutti e un bel problema.
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