BARCELLONA - Il Barcellona è in crisi e la Juventus un enigma, ma basta portarle in Europa che tornano a somigliare agli squadroni che in genere sono anche se in campionato di rado lo stanno dimostrando (più i blaugrana che i bianconeri, naturalmente). Martedì, nel gigantesco e deserto Camp Nou, Messi e Ronaldo si ritroveranno uno di fronte all'altro in Champions dopo oltre nove anni e mezzo, dai tempi di una memorabile semifinale (passò Messi): in palio stavolta non c'è molto, se non il primo posto del girone che comunque ha una certa importanza, dal momento che quasi tutte le grandi finiranno nell'urna delle teste di serie. Ma la Juve cerca soprattutto una dimostrazione di sé, come spiega Leonardo Bonucci: "Possiamo far male al Barcellona, se mettiamo il carattere visto nel secondo tempo del derby e le conoscenze tattiche che ci sta dando Pirlo. Un risultato positivo accelererebbe di molto il percorso di crescita della squadra. La Champions ti dà vibrazioni diverse, quindi sono sicuro che domani rivedremo la Juventus come deve essere". Pirlo espone concetti simili e intanto annuncia la presenza di Buffon: "Sta meglio, ha recuperato, potrebbe essere la sua serata. Se lo meriterebbe".
Pirlo, vuole dare il colpo di grazia al Barcellona in crisi?
"Non credo che sia in crisi. Ha solo un cammino altalenante, ma giocatori forti e un allenatore nuovo che sta portando le sue idee, un po' come sta succedendo a noi".
Per il primo posto, dovreste vincere come minimo 3-1: è un'impresa possibile?
"Ce l'abbiamo nelle corde, dobbiamo crederci. Sappiamo che ci sarà da soffrire, ma avremo le nostre occasioni da sfruttare. Siamo sereni e convinti".
Ramsey è l'uomo giusto per il Camp Nou?
"Può essere molto utile, sta un po' meglio, partita dopo partita sta mettendo minuti e soprattutto forza nelle gambe. Non pensavo che in campo fosse così intelligente: domani la sua intelligenza può servire".
Vincere sarebbe più importante per la classifica o per la vostra crescita?
"Soprattutto per aumentare la nostra autostima, per far crescere quello che abbiamo dentro e che stiamo migliorando. Il primo posto sarebbe importante perché darebbe qualcosa di diverso al sorteggio, ma conta di più quello che metteremo in campo e che eventualmente ci troveremo a fine partita".
Alla luce della gara d'andata, cosa non deve fare la Juve domani?
"Quella partita l'abbiamo vista e rivista, anche perché le sconfitte aiutano a fare prestazioni migliori. Dobbiamo migliorare in fase di non possesso, essere stretti con le linee di centrocampo e difesa, non scoprirci centralmente e cercare di farli giocare lateralmente, dove sarebbe più facile aggredirli".
Il derby può essere la svolta della stagione?
"Non credo si possa parlare di svolta, ma abbiamo avuto un tipo di atteggiamento completamente diverso tra il primo e il secondo tempo. Quando porti in campo quello spirito e lo abbini magari a un gioco migliore, arrivano fiducia e continuità. Il dna della Juve non deve mai mancare".
Qual è il primo difetto della squadra che vorrebbe eliminare?
"Qualche giocatore non approccia tutte le partite al 100%, ma questo dipende dalla stanchezza mentale e a volte serve una scintilla per svegliarsi. Non dovrebbe accadere ma è normale, ci sono tante partite e tanti viaggi e può capitare che qualcuno non sia concentrato al massimo. Ma in partite come questa non succederà".
Come valuta il rendimento di Rabiot?
"Sono molto soddisfatto, sta disputando una buona stagione. Me lo avevano descritto come un giocatore completamente diverso, invece ho conosciuto un bravo ragazzo e un grande lavoratore. Si deve mettere in testa di essere al 70% delle sue potenzialità: deve crescere di più perché può diventare un centrocampista di livello mondiale".
Messi o Ronaldo: lei chi prende?
"Ha ragione Koeman, è sbagliato dire uno o l'altro. Stanno dando spettacolo da 15 anni, si sono divisi il Pallone d'oro, sono due fenomeni che stanno facendo gioire milioni di tifosi. Non è giusto dire chi sia più bravo ma bisogna solo ringraziarli perché fanno del bene al calcio".
Li vedrebbe bene Messi e Neymar di nuovo assieme?
"Bisogna chiedere a Barcellona e Psg".
Molte grandi sono in difficoltà: la pandemia ha livellato tutto?
"L'abbiamo constatato anche noi. Il fatto è che in estate c'è stato poco tempo per riposare soprattutto per chi gioca anche in nazionale: è normale che ci sia stanchezza e il problema ce l'ha avuto soprattutto chi ha sempre giocatori in giro per il mondo. Penso che la situazione si regolarizzerà dopo Natale, quando ci si potrà allenare di più. Adesso c'è equilibrio, ma spero che i valori tornino quelli di un tempo".
È sorpreso dalle difficoltà del Barcellona?
"E' strano ma è normale, perché hanno avuto tre allenatori in pochi mesi e Koeman deve trovare le soluzioni migliori per sistemare i giocatori, ma se giochi ogni tre giorni è difficile farlo. Però sono sicuro che si riprenderà in fretta anche in campionato".
Come sta vedendo Messi?
"E' un momento particolare della sua vita, non della sua carriera. Ha avuto problemi quest'estate ma in partita mi sembra sempre lo stesso: è più un fatto mentale che tecnico ma non voglio entraci, il tema lo lasciamo al Barcellona e a Messi. In campo comunque è sempre un fenomeno".
Come spiega il fatto che a 35 anni Ronaldo stia segnando come non mai?
"Con il fatto che gli portiamo la palla solo quando deve fare gol".
Pirlo, vuole dare il colpo di grazia al Barcellona in crisi?
"Non credo che sia in crisi. Ha solo un cammino altalenante, ma giocatori forti e un allenatore nuovo che sta portando le sue idee, un po' come sta succedendo a noi".
Per il primo posto, dovreste vincere come minimo 3-1: è un'impresa possibile?
"Ce l'abbiamo nelle corde, dobbiamo crederci. Sappiamo che ci sarà da soffrire, ma avremo le nostre occasioni da sfruttare. Siamo sereni e convinti".
Ramsey è l'uomo giusto per il Camp Nou?
"Può essere molto utile, sta un po' meglio, partita dopo partita sta mettendo minuti e soprattutto forza nelle gambe. Non pensavo che in campo fosse così intelligente: domani la sua intelligenza può servire".
Vincere sarebbe più importante per la classifica o per la vostra crescita?
"Soprattutto per aumentare la nostra autostima, per far crescere quello che abbiamo dentro e che stiamo migliorando. Il primo posto sarebbe importante perché darebbe qualcosa di diverso al sorteggio, ma conta di più quello che metteremo in campo e che eventualmente ci troveremo a fine partita".
Alla luce della gara d'andata, cosa non deve fare la Juve domani?
"Quella partita l'abbiamo vista e rivista, anche perché le sconfitte aiutano a fare prestazioni migliori. Dobbiamo migliorare in fase di non possesso, essere stretti con le linee di centrocampo e difesa, non scoprirci centralmente e cercare di farli giocare lateralmente, dove sarebbe più facile aggredirli".
Il derby può essere la svolta della stagione?
"Non credo si possa parlare di svolta, ma abbiamo avuto un tipo di atteggiamento completamente diverso tra il primo e il secondo tempo. Quando porti in campo quello spirito e lo abbini magari a un gioco migliore, arrivano fiducia e continuità. Il dna della Juve non deve mai mancare".
Qual è il primo difetto della squadra che vorrebbe eliminare?
"Qualche giocatore non approccia tutte le partite al 100%, ma questo dipende dalla stanchezza mentale e a volte serve una scintilla per svegliarsi. Non dovrebbe accadere ma è normale, ci sono tante partite e tanti viaggi e può capitare che qualcuno non sia concentrato al massimo. Ma in partite come questa non succederà".
Come valuta il rendimento di Rabiot?
"Sono molto soddisfatto, sta disputando una buona stagione. Me lo avevano descritto come un giocatore completamente diverso, invece ho conosciuto un bravo ragazzo e un grande lavoratore. Si deve mettere in testa di essere al 70% delle sue potenzialità: deve crescere di più perché può diventare un centrocampista di livello mondiale".
Messi o Ronaldo: lei chi prende?
"Ha ragione Koeman, è sbagliato dire uno o l'altro. Stanno dando spettacolo da 15 anni, si sono divisi il Pallone d'oro, sono due fenomeni che stanno facendo gioire milioni di tifosi. Non è giusto dire chi sia più bravo ma bisogna solo ringraziarli perché fanno del bene al calcio".
Li vedrebbe bene Messi e Neymar di nuovo assieme?
"Bisogna chiedere a Barcellona e Psg".
Molte grandi sono in difficoltà: la pandemia ha livellato tutto?
"L'abbiamo constatato anche noi. Il fatto è che in estate c'è stato poco tempo per riposare soprattutto per chi gioca anche in nazionale: è normale che ci sia stanchezza e il problema ce l'ha avuto soprattutto chi ha sempre giocatori in giro per il mondo. Penso che la situazione si regolarizzerà dopo Natale, quando ci si potrà allenare di più. Adesso c'è equilibrio, ma spero che i valori tornino quelli di un tempo".
È sorpreso dalle difficoltà del Barcellona?
"E' strano ma è normale, perché hanno avuto tre allenatori in pochi mesi e Koeman deve trovare le soluzioni migliori per sistemare i giocatori, ma se giochi ogni tre giorni è difficile farlo. Però sono sicuro che si riprenderà in fretta anche in campionato".
Come sta vedendo Messi?
"E' un momento particolare della sua vita, non della sua carriera. Ha avuto problemi quest'estate ma in partita mi sembra sempre lo stesso: è più un fatto mentale che tecnico ma non voglio entraci, il tema lo lasciamo al Barcellona e a Messi. In campo comunque è sempre un fenomeno".
Come spiega il fatto che a 35 anni Ronaldo stia segnando come non mai?
"Con il fatto che gli portiamo la palla solo quando deve fare gol".