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Real Madrid, c'è timore per un arbitro 'killer'. Ma Zidane getta acqua sul fuoco. Tuchel: "Piena fiducia"

Zinedine Zidane (ansa)
In attesa della semifinale dei Blancos con il Chelsea, monta la dietrologia per l'affare Superlega, di cui il presidente Florentino Perez è irriducibile sostenitore. Il tecnico e Varane smorzano le tensioni. Arbitra l'olandese olandese Danny Makkelie, quello che non ha visto il gol di Ronaldo in Serbia-Portogallo. Il tedesco: "Non ci saranno vantaggi o svantaggi per questioni politiche"
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MADRID - Più di metà della conferenza stampa di Zidane e Varane, i due portavoce del Real Madrid alla vigilia della semifinale col Chelsea, è stata monopolizzata da domande sull'arbitro. E' dunque fin troppo evidente che gli occhi del pubblico, interamente rappresentato da spettatori virtuali in tempi di stadi ancora chiusi, saranno puntati sul poliziotto olandese Danny Makkelie, 38 anni, nato nell'isola caraibica di Curaçao ma residente a Dordrecht e noto per essere stato di recente il responsabile della mancata vittoria del Portogallo contro la Serbia nelle qualificazioni al Mondiale, quando non vide un gol macroscopico di Cristiano Ronaldo.

Dietrologia madridista

E' abbastanza acrobatico il sillogismo tra quell'evento, causato soprattutto da una lacuna organizzativa come la mancata presenza della Goal line technology, e il ruolo di presunto killer del Real del fischietto, designato dall'Uefa per l'andata del duello che stabilirà l'avversaria di Psg o Manchester City nella finale di Istanbul. La dietrologia dei tifosi e dei media madridisti, specialità evidentemente non solo italiana, nasce dal timore che il governo del calcio europeo sia ansioso di farla pagare all'artefice per nulla pentito del progetto Superlega, il presidente del Real Florentino Perez. Secondo questa teoria il presidente dell'Uefa Ceferin, avendo a più riprese dichiarato in questi giorni sia il proprio sdegno verso i secessionisti sia la necessità di castigarli, potrebbe appunto utilizzare il sicario classico, l'arbitro, tanto più che la partita si gioca a porte chiuse

Zidane contro le sanzioni

Il Chelsea dell'oligarca Abramovich, per quanto secessionista a sua volta, godrebbe dell'indiretto vantaggio della sete di vendetta di Nyon grazie al rapido dietro-front dalla Superlega. Per fortuna la tesi è stata sconfessata in partenza dagli stessi Zidane e Varane, troppo scafati e troppo francesi per cadere nella trappola delle dichiarazioni incaute. L'ex fuoriclasse, che campione è rimasto almeno per le numerose vittorie anche nel nuovo ruolo, ha detto che l'arbitro farà il suo lavoro e lui e i suoi giocatori il loro: si è limitato a puntualizzare, sulle eventuali sanzioni in arrivo, che non vede come e perché il Real dovrebbe essere estromesso dalla prossima Champions. Il difensore ventottenne campione del mondo, che le voci di mercato vogliono nella prossima stagione altrove (anche il Chelsea figura tra gli ipotizzati spasimanti), ha spiegato che non vale la pena di sprecare energie per una cosa (l'arbitraggio) fuori dal controllo della squadra e che conviene perciò concentrarsi sul gioco. E qui il duello appare particolarmente equilibrato: gli adepti di Zidane non perdono da 17 partite, anche se rischiano concretamente di non vincere la Liga, e quelli di Tuchel sono stati altrettanto in palla nel 2021, anno in cui contano sia di piazzarsi tra le prime 4 della Premier League, il campionato più competitivo del mondo, sia di sollevare la Coppa d'Inghilterra nella finale contro il Leicester: il ricordo del 2012, quando con Di Matteo in panchina, vinsero sia l'FA Cup sia la Champions è un precedente non solo scaramantico.

Errare (non) humanum est

Ma tutti i rilievi tecnici, più o meno calzanti, non scacciano il chiodo fisso dei tifosi madridisti: che Makkelie sia il vendicatore spedito dall'Uefa sulla strada del Real. Il poliziotto di Curaçao, che ha arbitrato anche Real-Atalanta negli ottavi di questa Champions e in quell'occasione non ha certo sfavorito il Real (l'Inter lo aveva invece trovato nella fase a gironi in casa del  Borussia Moenchengladbach con vittoria e nella finale di Europa League persa l'anno scorso col Siviglia), sul cartellone della prima partita del dopo golpe diventa suo malgrado più protagonista di Benzema e Werner, di  Modric e Mount. Il suo curriculum viene vivisezionato in queste ore alla ricerca di precedenti sospetti e l'occhio si ferma sempre lì, su quel gol non visto che ha fatto infuriare Cristiano Ronaldo. Makkelie ha chiesto scusa al pluri-Pallone d'oro, al ct portoghese Fernando Santos e al Portogallo tutto. L'attenuante dell'assenza della Goal line technology resta. Però a Valdebebas ci sarà tutto, la tecnologia per stabilire se il pallone ha superato la linea e naturalmente il Var, del quale Makkelie è stato a livello internazionale uno tra i più autorevoli interpreti. Se è errare è umano, stavolta non si potrà permettere sbagli: verrebbero attribuiti al dolo, dall'una o dall'altra parte e soprattutto dal popolo dei social, terreno ideale della demagogia e dell'odio. Nei giorni in cui proprio il calcio professionistico inglese ha indetto 72 ore di sciopero sui social - dal 30 aprile al 3 maggio, contro razzismo e incitamento all'odio - il linciaggio all'arbitro sarebbe un autogol. Errare (non) humanum est.

Tuchel: "Fiducia nell'arbitro, non ci saranno vantaggi o svantaggi su temi politici"

L’allenatore del Chelsea Tuchel ha offerto a Makkelie sostegno: “Ho fiducia al cento per cento nell’arbitraggio e nell’Uefa, in ogni arbitro di questo livello. Abbiamo bisogno del miglior arbitraggio, ma ho fiducia che farà tutto il meglio che può. Non credo ad alcun vantaggio o svantaggio su questo tema a causa di una discussione politica. Non mi entra nemmeno in testa”. La formula della nuova formula della Champions dal 2024, in ogni caso, non gli piace: “E’ difficile essere entusiasti di un calendario tanto fitto. Tutti gli allenatori e i giocatori hanno la stessa opinione: Nations League, Coppa del Mondo per Club, squadre nazionali? Più partite non significano più qualità. Non sono contento della nuova Champions League, ma non ho avuto alcun ruolo in questa decisione”. Quanto al progetto Superlega e alla clamorosa protesta dei tifosi inglesi in generale e del Chelsea in particolare, Tuchel mantiene una posizione prudente: “Quando sei il proprietario del club, prendi delle decisioni e non tutti le accettano. I tifosi possono essere arrabbiati e li capisco, ma non devono dubitare del nostro amore per il calcio”. Sull’ipotesi che questa semifinale potesse non giocarsi come sanzione contro le due scissioniste, infine, il tecnico tedesco non ha dubbi: “Sia noi sia il Real abbiamo meritato di essere qui. I problemi politici si risolvono a livello politico, non in una competizione come questa”.

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