Champions, tra liti, gelosie e vecchi incontri va in scena Psg-City: la sfida da tre miliardi. Spazio a Donnarumma
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaIl derby dei petrodollari, Messi e Guardiola uno contro l'altro, la rivincita dell'ultima semifinale, l'anticipo di una finale annunciata e via dicendo, ma alla fine Psg-Manchester City non è, o non lo è ancora, una storia di massimi sistemi bensì una faccenda di calcio spicciolo e polemico, almeno a guardarlo dalla prospettiva parigina. Il punto è che l'attualità sovrasta e schiaccia ogni altra suggestione, compreso il debutto casalingo in Europa della "MMN", il tridente Messi-Mbappé-Neymar: sul tavolo ci sono le spaccature tra i tre (anzi, tra Mbappé e gli altri due), gli imbarazzi di Pochettino nella gestione quasi impossibile di una squadra fatta per non stare assieme, la porta girevole (stavolta esce Navas ed entra Donnarumma) e dunque tutti i problemi che perseguitano il Psg. Ci sono cose che con i soldi non si possono comprare.
La prima di Gigio
Un nodo, intanto, sembra sciolto: Donnarumma far&agr…
Il derby dei petrodollari, Messi e Guardiola uno contro l'altro, la rivincita dell'ultima semifinale, l'anticipo di una finale annunciata e via dicendo, ma alla fine Psg-Manchester City non è, o non lo è ancora, una storia di massimi sistemi bensì una faccenda di calcio spicciolo e polemico, almeno a guardarlo dalla prospettiva parigina. Il punto è che l'attualità sovrasta e schiaccia ogni altra suggestione, compreso il debutto casalingo in Europa della "MMN", il tridente Messi-Mbappé-Neymar: sul tavolo ci sono le spaccature tra i tre (anzi, tra Mbappé e gli altri due), gli imbarazzi di Pochettino nella gestione quasi impossibile di una squadra fatta per non stare assieme, la porta girevole (stavolta esce Navas ed entra Donnarumma) e dunque tutti i problemi che perseguitano il Psg. Ci sono cose che con i soldi non si possono comprare.
La prima di Gigio
Un nodo, intanto, sembra sciolto: Donnarumma farà il suo esordio in Champions League, secondo quanto filtra da Camp des Loges, il centro d'allenamento del Psg. Pochettino sta gestendo con grande imbarazzo l'alternanza dei suoi portieri, risponde alle domande senza mai sapere cosa dire, farfuglia spiegazioni risibili. Si dice che vorrebbe puntare decisamente su Donnarumma, se non altro per una questione di prospettiva, ma Navas ha il sostegno del clan ispanofono della squadra, che è potentissimo. Quando sta in panchina, Gigio fa certe facce che sono tutte un programma. Ma stasera avrà una grande occasione.
La sfida di Guardiola
Dopo un avvio di stagione leggermente zoppicante, il City ha preso a marciare spedito. Sabato ha vinto in casa del Chelsea (e Guardiola ha dato finalmente scacco alla sua bestia nera Tuchel) con un risultato striminzito (1-0) ma una prestazione maiuscola, di dominio totale e di guardiolismo assoluto, perlomeno per la gestione della palla e soprattutto nella pressione immediata per recuperarla già ai limiti dell'area dei Blues, che non hanno fatto neanche un tiro in porta.
La sfida da tre miliardi
Psg-City è la sfida tra i due club più lussuosi del pianeta, il derby del Golfo (Qatar contro Emirati, pessime relazioni diplomatiche tra i due paesi incluse), il confronto tra due proprietà che, da quando sono entrate nel mondo del calcio, hanno riversato nel sistema quasi tre miliardi e mezzo di euro solamente in acquisti di calciatori, ragione sufficiente perché nei vari palazzi si annidino molti amici e ben pochi oppositori. Però in questo preciso momento il confronto tecnico tra le due squadre è improponibile, per il semplice fatto che il Psg squadra non è.
I borbottii di Mbappé
L'ultimo caso è quello che ha riguardato Mbappé e Neymar. Sostituito durante la partita contro il Montpellier, il francese è stato beccato in panchina a pronunciare una frase scabrosa, che dopo attenta lettura del labiale è risultata questa: "Quel clochard non mi ha passato la palla". Il problema non è l'insulto in sé, perché clochard sarebbe un epiteto che i due, che umanamente sono in buoni rapporti (e hanno riso assieme nell'ultimo allenamento a favore di telecamere), si scambierebbero spesso scherzosamente, ma il disagio ostentato da Mbappé, il quale sta facendo una gran fatica a legare tecnicamente con Messi e Neymar, che invece si trovano a occhi chiusi. È vero che il tridente delle favole ha finora giocato pochissimo assieme, ma Mbappé sembra come tagliato fuori dall'intesa di vecchia data degli altri due. Intanto la squadra a livello di gioco sta deludendo moltissimo, anche se in campionato ha vinto otto volte su otto già ammazzando il campionato (in Champions, tuttavia, è incappata in un brutto pareggio a Bruges): però lo fa con fatica, quasi con stanchezza, spesso trascinando fino all'ultimo partite con avversari smisuratamente inferiori sul piano tecnico. Nella Ligue1, dove comunque il livello medio si sta alzando e ci sono molti outsider - Nizza, Marsiglia, Lens - che propongono calcio di ottima fattura, il Psg è clamorosamente fuori taglia e i giocatori stessi lo avvertono, finendo per giocare senza entusiasmo, senza convinzione, risucchiati dalla noia che comporta vincere con monotona facilità. Il risultato è che poi in Champions il Psg non è pronto e Pochettino, abituato a gestire formazioni più guerriere che stellari, fatica a trovare un punto di ancoraggio solido.
I clan separatisti
Mentre il City ha un suo spirito di gruppo piuttosto consolidato, grazie anche al fatto che l'unica vera stella è l'allenatore è che i calciatori più importanti sono abituati a coesistere ormai da diversi anni, a Parigi quest'estate sono stati fatti dei passi indietro. La pubblica voglia di andarsene di Mbappé ha rotto i già fragili equilibri, contribuendo all'isolazionismo del clan sudamericano, ovviamente ringalluzzito dall'arrivo di Messi. Neymar e Mbappé, che fino alla stagione passata erano molto vicini, si sono allontanati, anche perché il brasiliano è rimasto deluso dai desideri di fuga del giovane francese. Pochettino sta facendo molta fatica a gestire questo ginepraio di rapporti e, in particolare, a imporre sia la propria autorità sia la propria autorevolezza. Il gioco poco armonico della squadra, che sostanzialmente si appoggia ai numeri dei suoi fenomeni, è la conseguenza di tutto ciò. Ultimamente stanno però brillando due gregari come Herrera e Gueye: sono loro che in campionato tirano la carretta e la speranza dell'allenatore è che la sparuta classe operaia guadagni spazio e importanza, facendosi carico della compattezza del gruppo. La sfida al City sarà un bel test anche da questo punto di vista, o specialmente da questo.