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Champions, Shakhtar Donetsk-Inter 0-0: occasione persa per i nerazzurri

I giocatori dello Shakhtar a fine partita (afp)
La squadra di Inzaghi non passa in Ucraina, la strada per gli ottavi resta in salita. Occasioni per Barella e Dzeko nel primo tempo, nella ripresa vicini al gol Correa e De Vrij
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KIEV - Calcio estivo a dieci gradi centigradi. Passaggi sterili, pressing relativo, ritmi da dopolavoro. Ottanta minuti per vedere un cartellino giallo (trattenuta di Dumfries su Mudrik). Un po' di cattiveria solo dagli allenatori: Inzaghi infuriato per la caotica rassegnazione dei suoi, De Zerbi ammonito per proteste e frustrato dal giro palla dei suoi, bravi solo fino alla trequarti. Non sorprendetevi allora se fra Inter e Shakhtar è venuto fuori il terzo 0-0 di seguito nei gironi di Champions, risultato che dovrebbe soddisfare più i padroni di casa che gli ospiti. Ma l'Inter è stata così poca cosa che i tifosi ucraini, e con loro l'allenatore, avevano probabilmente fatto il palato all'impresa possibile. "Una grande partita, contro un'Inter più forte dell'anno scorso", dirà alla fine il tecnico bresciano. 

<< La cronaca della partita >>

I nerazzurri, come in un déjà vu, risch…

KIEV - Calcio estivo a dieci gradi centigradi. Passaggi sterili, pressing relativo, ritmi da dopolavoro. Ottanta minuti per vedere un cartellino giallo (trattenuta di Dumfries su Mudrik). Un po' di cattiveria solo dagli allenatori: Inzaghi infuriato per la caotica rassegnazione dei suoi, De Zerbi ammonito per proteste e frustrato dal giro palla dei suoi, bravi solo fino alla trequarti. Non sorprendetevi allora se fra Inter e Shakhtar è venuto fuori il terzo 0-0 di seguito nei gironi di Champions, risultato che dovrebbe soddisfare più i padroni di casa che gli ospiti. Ma l'Inter è stata così poca cosa che i tifosi ucraini, e con loro l'allenatore, avevano probabilmente fatto il palato all'impresa possibile. "Una grande partita, contro un'Inter più forte dell'anno scorso", dirà alla fine il tecnico bresciano. 

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I nerazzurri, come in un déjà vu, rischiano un'altra eliminazione precoce. Sarebbe la quarta di fila. Dopo la sconfitta a San Siro con il Real, sfortunata e immeritata, e il pareggio di Kiev, disarmante, Inzaghi dovrà dare alla squadra quella scossa che a Spalletti a Conte è mancata in Europa. "Abbiamo avuto cinque occasioni in una serata non brillantissima e colpito una traversa. Ma quando non riesci a trovare il gol devi portare a casa almeno il pareggio", ha detto Simone, atteso ora al doppio confronto con lo Sheriff che dopo il colpo a Madrid si ritrova incredibilmente in vetta al girone a punteggio pieno. 

Per tutto il primo tempo, a guardare l'Inter, l'impressione era di vivere il proseguimento delle due partite pareggiate da Conte contro gli ucraini lo scorso anno. Con la differenza che Luis Castro offriva una scusa, schierando una linea difensiva a sei, protetta da due mediani, mentre De Zerbi i suoi ha provato a farli giocare. "Dovremo divertirci", aveva detto alla vigilia. E i giocatori qualcosa di divertente hanno fatto, soprattutto con le incursioni in fascia dei velocissimi Pedrinho e Solomon. Le occasioni migliori le ha però avute l'Inter: una gran botta da fuori di Barella stampata contro la traversa, e una palla ruzzolata davanti alla porta di Pyatov che Dzeko ha sparato alta. Ma a rubare l'occhio sono stati i giocatori in arancione, rimasti dopo una decina di minuti senza l'unica vera punta Traoré, sostituito da Teté. 

Nella ripresa, cominciata a ritmi soporiferi, i nerazzurri si sono fatti ingabbiare in un torello asfissiante, complice la cattiva condizione di Brozovic. Quando il metronomo s'inceppa, l'Inter non ha ritmo. Era già successo con l'Atalanta. Inzaghi lo ha tolto dopo 11 minuti della ripresa (il croato ha gradito poco) mettendo in campo Çalhanoglu, altrettanto molle e spaesato. Mentre Inzaghi si agitava in panchina, i suoi sembravano inebetiti dallo spettacolo ipnotico del gioco a due tocchi dello Shakhtar. Un moto lento che avvicinandosi alla porta, prima di poter divenire onda, puntualmente si scontrava con i piedoni di Skriniar, impeccabile frangiflutti, sorta di secondo portiere avanzato, sempre più prezioso anche in costruzione. A conti fatti, anche nella ripresa le uniche occasioni le ha avute l'Inter: un tiro a giro di Correa e un colpo di testa di De Vrij. La seconda clean sheet della stagione è una consolazione che non consola. 

Shakhtar Donetsk-Inter 0-0 (0-0)
Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov, Dodo, Marlon, Matviyenko, Ismaily (33' st Kryvstov), Maycon, Stepanenko, Pedrinho, Alan Patrick (40' st Marlos), Solomon (33' st Mudryk), Traore (11' pt Tete) (81 Trubin, 3 Vitao, 8 Marcos Antonio, 15 Bondarenko, 26 Konoplia, 44 Korniienko, 45 Sikan, 77 Bondar). All.: De Zerbi.
Inter (3-5-2): Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni, Dumfries, Vecino (36' st Gagliardini), Brozovic (11' st Calhanoglu), Barella, Dimarco (36' st Perisic), Dzeko (11' st Correa), Lautaro (27' st Sanchez) (21 Cordaz, 97 Radu, 11 Kolarov, 13 Ranocchia, 22 Vidal, 33 D'Ambrosio, 36 Darmian). All.: Inzaghi.
Arbitro: Kovacs (Romania).
Angoli: 5-2 per l'Inter.
Recupero: 3' e 2'.
Ammoniti: Dumfries per gioco falloso, De Zerbi per proteste