La nuova anima della Juventus che non ha un centravanti
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiIl quarantacinquesimo 1-0 da quando Allegri allena la Juve è merito non del corto, ma dell’alto muso di Kulusevski. Ormai è la trama classica bianconera, mentre bianca sembrava la notte (del resto, a San Pietroburgo), pochissime le occasioni, rarissimi i tiri. Invece lo svedese slavo quasi come Ibra, è andato a pizzicare quel pallone con la capoccia. Primo posto nel girone scolpito nel marmo. La Juve ha controllato, ha montato parecchia panna, ha girato al largo, poi ha scritto il delitto e il castigo (del resto, a San Pietroburgo). Segna poco, però: è soltanto il nono attacco della Serie A, ed è qui che Allegri dovrà metterci il muso. La Juve ha cambiato anima, non ha un centravanti, a volte ci pensano gli altri, a volte il falso 9 è un niente 9, aspettando il verissimo 10 Dybala: essenziale, anche se pure lui non è un trapanatore di avversari.
Il quarantacinquesimo 1-0 da quando Allegri allena la Juve è merito non del corto, ma dell’alto muso di Kulusevski. Ormai è la trama classica bianconera, mentre bianca sembrava la notte (del resto, a San Pietroburgo), pochissime le occasioni, rarissimi i tiri. Invece lo svedese slavo quasi come Ibra, è andato a pizzicare quel pallone con la capoccia. Primo posto nel girone scolpito nel marmo. La Juve ha controllato, ha montato parecchia panna, ha girato al largo, poi ha scritto il delitto e il castigo (del resto, a San Pietroburgo). Segna poco, però: è soltanto il nono attacco della Serie A, ed è qui che Allegri dovrà metterci il muso. La Juve ha cambiato anima, non ha un centravanti, a volte ci pensano gli altri, a volte il falso 9 è un niente 9, aspettando il verissimo 10 Dybala: essenziale, anche se pure lui non è un trapanatore di avversari.
La Champions ci consegna due vittorie e due sconfitte, insieme alle palpitazioni per l’Atalanta. È stata la sua, la partita più bella ed è un’abitudine. Passata da 2-0 a 2-3 a Manchester, colpita nel finale da Ronaldo (eccolo, il vero delitto con castigo: senza la Juve, lui sta bene, senza di lui la Juve è viva), l’Atalanta si conferma la nostra squadra più europea, la più portata al duello rusticano. Delle ultime 8 trasferte di Champions ne ha vinte 5, e a un certo punto si credeva che potesse scapparci pure la sesta nel Teatro dei Sogni. Tali sono rimasti i pensieri belli, ma l’Atalanta ha saputo vincere in casa di Liverpool, Valencia, Ajax, ha guardato dritto negli occhi la leggenda del Manchester, sull’erba che ancora profuma di George Best, Beckham e ovviamente CR7: Cristiano continua a segnare sempre, e nella sera delle difficoltà d’area bianconere lo si è notato ancora di più.
L’autunno è la stagione più allegra delle Coppe, quella dove tutto accade. Peccato che una delle migliori realtà del nostro campionato, cioè il Milan, non riesca a togliersi di dosso lo zero in classifica in Champions: i rossoneri battuti a Porto sono ormai quasi fuori. Più tranquilla l’Inter, pronta nel riprendersi dalla caduta contro la Lazio e in attesa della Juve, domenica a San Siro: una sfida adatta a sciogliere i dubbi. La crescita bianconera sta passando da una vittoria all’altra dopo i pasticci iniziali, ma l’aridità d’attacco è un indizio che il corto muso non cancella del tutto.