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Champions, Milan-Porto 1-1: rossoneri a un passo dall'eliminazione

La squadra di Pioli va subito sotto per una rete di Luis Diaz. Nella ripresa situazione riequilibrata da una autorete di Mbemba, ma è un risultato che serve a poco
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MILANO - Peccato. E’ la parola più adatta, nella sua doppia accezione, per chiosare la vittoria in Champions ancora rimandata dal Milan, che col Porto ha ottenuto il primo punto dopo 8 anni, un’eternità calcistica e un piccolo grande smacco per la capolista della Serie A. E’ un peccato, questo 1-1 contro un avversario navigato ma non irresistibile, perché rimpicciolisce un po’ anche il campionato italiano. Ma è un peccato pure nell’accezione di colpa: il Milan non ha mai giocato come invece fa nel più rassicurante recinto patrio. Ha tenuto un ritmo  basso nel primo tempo di totale dominio altrui e la scintilla della reazione è scoccata solo attorno all’ora di gioco, quando l’autogol di Mbemba sul pallone ricrossato in area da Kalulu ha scosso la squadra imbambolata.

<<La cronaca della gara>>

La qualificazione appesa a un filo

Ora il barlume di speranza, per tornare su questo palcosc…

MILANO - Peccato. E’ la parola più adatta, nella sua doppia accezione, per chiosare la vittoria in Champions ancora rimandata dal Milan, che col Porto ha ottenuto il primo punto dopo 8 anni, un’eternità calcistica e un piccolo grande smacco per la capolista della Serie A. E’ un peccato, questo 1-1 contro un avversario navigato ma non irresistibile, perché rimpicciolisce un po’ anche il campionato italiano. Ma è un peccato pure nell’accezione di colpa: il Milan non ha mai giocato come invece fa nel più rassicurante recinto patrio. Ha tenuto un ritmo  basso nel primo tempo di totale dominio altrui e la scintilla della reazione è scoccata solo attorno all’ora di gioco, quando l’autogol di Mbemba sul pallone ricrossato in area da Kalulu ha scosso la squadra imbambolata.

<<La cronaca della gara>>

La qualificazione appesa a un filo

Ora il barlume di speranza, per tornare su questo palcoscenico nel 2022, poggia su complicate concatenazioni di risultati – l’Atalanta della Final Eight 2020 aveva un punto dopo 4 giornate - e sulla condizione necessaria e non sufficiente di battere sia l’Atletico a Madrid sia il Liverpool a San Siro. L’Europa League potrebbe essere il rifugio dei peccatori, che scontano l’inesperienza sfoggiata a Liverpool, il cedimento finale dopo la stoica resistenza in 10 in casa con l’Atletico, l’afasia tecnica in Portogallo, giustificata solo in parte dalle assenze., e stavolta il pressing che Conceiçao ha nuovamente imposto, rendendo teorici gli abituali attacchi in massa del Milan. In Italia Hernandez percussore centrale e le conversioni di Saelemaekers affollano gli spazi davanti all’area dei rivali: li spingono a perdere il pallone e diventano catapulte per il gol, qui il pallone lo ha perso spesso il Milan.  In 17’ aveva già subito 5 assalti, incluso l’1-0 (palla carpita a Bennacer da Grujic e recapitata al funambolo Luis Diaz, lo stesso goleador di 15 giorni fa). Né serve appigliarsi all’eventuale carica su Bennacer: l’insostenibile leggerezza del fisico, già fatale a Oporto nel contrasto con Taremi, rimanda agli arbitraggi europei, diversi rispetto all’Italia. Di casuale c’è stato l’innesto fortuito di Grujic, poi decisivo: ha giocato dall’inizio per l’infortunio di Uribe nel riscaldamento.

Gli slalom di Luis Diaz

Il resto ha obbedito alla logica degli slalom di Luis Diaz e di un’egemonia che solo gli errori di mira non hanno trasformato in altri gol, impediti anche da Tatarusanu. La traversa di Evanilson, su torre di Pepe, ha come affievolito il Porto, schiacciato un po’ dopo il pari innescato da una girata di Giroud, che era stato anche l’unico a impegnare Diogo Costa. Un’occhiata alla panchina, dove Kjaer, Kessié e Ibra preservavano energie per il derby di domenica, poteva indurre alla maldicenza: non è che il Milan abbia già scelto di pensare solo allo scudetto? Ma Pioli ha ricordato il curriculum del Porto, già castigatore della Juventus e habitué degli ottavi di finale: "Per avere rimpianti bisogna vincere". Ibra e Kessié, in ogni caso, hanno fatto rodaggio per l’Inter. Il centravanti ha segnato, ma Hernandez ha confezionato in fuorigioco l’assist. Il mediano ha invece incassato le critiche dell’ex Seedorf ("prima conta la carriera e poi i soldi") e l’allusione del dt Maldini al tortuoso rinnovo del contratto: "Incontreremo il suo agente per l’ennesima volta".

Milan-Porto 1-1 (0-1).
Milan (4-2-3-1):
Tatarusanu; Calabria (1' st Kalulu), Tomori, Romagnoli, Hernßndez; Tonali (23' st Kessié), Bennacer; Saelemaekers, B. Díaz (23' st Krunic), Leão (39' st Maldini); Giroud (31' st Ibrahimovic) (96 Jungdal, 83 Mirante, 46 Gabbia, 24 Kjaer, 41 Bakayoko) All.: Pioli.
Porto (4-4-2): D. Costa; João Mßrio, Mbemba, Pepe, Zaidu; Grujic, S. Oliveira (29' st Vitinha), Otßvio (40' st Martinez), L. Díaz (34' st Bruno Costa); Taremi (40' st Pepe), Evanilson (34' Conceicao) (1 Marchesín, 14 Ramos; 2 Cardoso, 18 Manafß, 31 Nanu, Vieira, 17 Corona) All.: S. Conceição.
Arbitro: Turpin (Fra).
Reti: nel pt 6' Diaz, nel st 16' Mbemba (aut.)
Angoli: 6 a 5 per il Milan.
Recupero: 2' e 3'.
Ammoniti: Grujic, Tomori, Mbemba, Vitinha, Conceicao per gioco falloso, Pioli per proteste.
Spettatori: 39.675.