Champions, Chelsea-Juventus 4-0: bianconeri travolti a Stamford Bridge
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaLONDRA - Chelsea-Juventus 4-0 è stato l'impietoso confronto tra due livelli diversi, due categorie di valore che talvolta si possono confondere, ma solo se una squadra gioca pessimamente e all'altra riesce tutto come era accaduto all'andata ma non qui, dove è successo quello che deve succedere quando la sproporzione tra le forze è così netta. La Juve ci ha provato a modo suo, con la difesa e il contropiede: ha retto quasi un'ora, anche se era già sotto per un gol tutto sommato episodico (sulla mischia che ha preceduto il fendente di Chalobah, i bianconeri hanno contestato un mani di Rüdiger e una spinta di Jorginho a Bonucci), ma qui non siamo in Italia dove una certa dose di tenuta è sufficiente: qui con la difesa a oltranza, e senza un piano B, non si scampa all'ineluttabilità degli eventi.
<< La cronaca della partita >>
Anche il Chelsea ha una natura contropiedista, a maggior ragione in mancanza…
LONDRA - Chelsea-Juventus 4-0 è stato l'impietoso confronto tra due livelli diversi, due categorie di valore che talvolta si possono confondere, ma solo se una squadra gioca pessimamente e all'altra riesce tutto come era accaduto all'andata ma non qui, dove è successo quello che deve succedere quando la sproporzione tra le forze è così netta. La Juve ci ha provato a modo suo, con la difesa e il contropiede: ha retto quasi un'ora, anche se era già sotto per un gol tutto sommato episodico (sulla mischia che ha preceduto il fendente di Chalobah, i bianconeri hanno contestato un mani di Rüdiger e una spinta di Jorginho a Bonucci), ma qui non siamo in Italia dove una certa dose di tenuta è sufficiente: qui con la difesa a oltranza, e senza un piano B, non si scampa all'ineluttabilità degli eventi.
<< La cronaca della partita >>
Anche il Chelsea ha una natura contropiedista, a maggior ragione in mancanza di Lukaku, ma sa essere diverso se le circostanze lo richiedono: senza una sola punta pura in campo, ha rimediato avanzando il baricentro ed esasperando il pressing portandolo già ai limite dell'area juventina, in modo da disseccare alla radice la possibilità di subire un contropiede e da moltiplicare quelle di andare al tiro alla svelta, con la rapidità delle combinazioni strette, prendendo la difesa sul tempo. Il Chelsea ha avuto più tecnica, più fisico, più velocità, più varianti di gioco: ha schiantato la Juve in ogni fondamentale ed era interessante vedere le reazioni in panchina di Tuchel e Allegri: il tedesco è rimasto quasi sempre seduto alzandosi soltanto per ordinare ai suoi di rimanere avanzati, mentre il livornese ha esaurito presto le imprecazioni (voleva un palleggio più ordinato e un occhio svelto nell'inquadrare le situazioni) e poi si è rassegnato a scuotere la testa e a scambiare considerazioni presumibilmente amare con il suo vice Landucci.
La Juve ha fatto una partita a rimorchio: si è fatta trainare dal Chelsea dove il Chelsea voleva e soprattutto non ha cambiato di una virgola il copione dopo aver subito lo svantaggio. Chiesa e Morata sono rimasti abbandonati a loro stessi (l'unica occasione l'ha avuta lo spagnolo, imbeccato da Locatelli al 28': pallonetto su Mendy e salvataggio sulla linea di Thiago Silva) e solamente McKennie, esterno incursore ma in pratica disperato tuttocampista, ha retto il livello mentre la squadra è stata sfibrata dal tempo che passava e dall'insistenza del Chelsea: se per molto tempo l'area bianconera era risultata inaccessibile, a lungo andare le marcature si sono allentate (e così Alex Sandro e Chiesa hanno lasciato James libero di segnare il 2-0 con un destro ciclonico) e le giocate sulle stretto degli inglesi hanno fatto venire il mal di testa a Bonucci e soci: il terzo e quarto gol sono stati una combinazione di virtuosismi blues e sbavature bianconere.
Il peso della assenze è un alibi che va smontato: entrambi gli allenatori ne avevano di pesantissime e Tuchel ha perso in corso d'opera pure Kanté e Chilwell. Piuttosto è meglio notare che, prima del 25enne Werner, il Chelsea aveva mandato in gol due ventunenni e un ventiduenne, mentre di là si dibatteva della mancanza di Chiellini. Con lo scontro diretto ora a sfavore, il primo posto nel girone resta possibile solo in teoria (la Juve deve battere il Malmö e sperare che il Chelsea non vinca a San Pietroburgo), ma c'è una graduatoria di valori che è molto più stratificata di quella del gruppo H.
Chelsea-Juventus 4-0 (1-0)
Chelsea (3-4-3): Mendy; Chalobah, Thiago Silva, Rudiger; James, Kanté (37' pt Loftus-Cheek), Jorginho (31' st Niguez), Chilwell (26' st Azpilicueta); Ziyech, Pulisic (26' st Werner), Hudson-Odoi (31' st Mount) (1 Kepa, 13 Bettinelli, 3 Alonso, 4 Christensen, 9 Lukaku, 18 Barkley, 31 Sarr). All.: Tuchel.
Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado (35' st De Winter), Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; McKennie, Bentancur (14' st Dybala), Locatelli (22' st Arthur), Rabiot; Chiesa (35' st Kulusevski), Morata (22' st Kean) (36 Perin, 23 Pinsoglio, 24 Rugani). All.: Allegri.
Arbitro: Jovanovic (Serbia).
Reti: nel pt 25' Chalobah, nel st 11' James, 13' Hudson-Odoi, 50' Werner.
Angoli: 12 a 3 per il Chelsea.
Recupero: 2' e 5'.
Ammoniti: Cuadrado per gioco falloso