A lezione dal Chelsea, Juve nuda e senza difesa
di Maurizio Crosetti , di Maurizio CrosettiImpressiona il senso di assoluta inferiorità che la Juventus non ha saputo evitare dall'inizio alla fine, come se lei per prima sapesse che stavolta non c'era proprio nulla da fare. Una squadra nuda e senza alcuna difesa, vittima di una passività che si è nutrita di debolezza e viceversa. E' grave questa serata di profonda regressione e, alla fine, di umiliazione, per una squadra che almeno in Europa aveva finora saputo conservare equilibrio e senso di sé; invece la pesante lezione londinese costa il primo posto nel girone, quasi certamente perduto a meno di clamorose sorprese nell'ultimo turno.
Tutti sanno che il Chelsea è campione d'Europa e leader in Inghilterra, mentre la Juve è staccata di 11 punti in campionato e da due stagioni abbandona la Champions con ampio anticipo. Però qualche segno concreto di ripresa si era visto: tutto perduto di colpo, nella gara peggiore della stagione.
La Juve ha pagato errori in…
Impressiona il senso di assoluta inferiorità che la Juventus non ha saputo evitare dall'inizio alla fine, come se lei per prima sapesse che stavolta non c'era proprio nulla da fare. Una squadra nuda e senza alcuna difesa, vittima di una passività che si è nutrita di debolezza e viceversa. E' grave questa serata di profonda regressione e, alla fine, di umiliazione, per una squadra che almeno in Europa aveva finora saputo conservare equilibrio e senso di sé; invece la pesante lezione londinese costa il primo posto nel girone, quasi certamente perduto a meno di clamorose sorprese nell'ultimo turno.
Tutti sanno che il Chelsea è campione d'Europa e leader in Inghilterra, mentre la Juve è staccata di 11 punti in campionato e da due stagioni abbandona la Champions con ampio anticipo. Però qualche segno concreto di ripresa si era visto: tutto perduto di colpo, nella gara peggiore della stagione.
La Juve ha pagato errori individuali e pochezza collettiva. E' stata quasi sempre sotto ritmo, difendendo con linee asimmetriche e distratte: nella dinamica dei quattro gol incassati, una montagna, c'è sempre qualcuno che non ha coperto, che si è distratto o che aveva perduto scioccamente la palla a inizio azione. Anche gli uomini in teoria migliori come Chiesa e Locatelli, non si sono visti a conferma che la crisi in azzurro è lo specchio delle difficoltà nei club. Non c'è stato settore in cui i bianconeri abbiano fatto quello che dovevano fare, a parte il portiere: difesa sfasata, centrocampo impalpabile, attacco senza occasioni, escluso il pallonetto di Morata che nel primo tempo Thiago Silva ha ricacciato da una porta già quasi violata. Davvero troppo poco.
Di solito, anche nelle giornate peggiori si trova qualcosa da salvare: non così per la Juve a Stamford Bridge. Messa sotto nel primo tempo e annichilita in un paio di minuti del secondo, la squadra di Allegri deve ammirare i talenti del Chelsea: tre giovani marcatori su quattro (Chalobah, James e Hudson-Odoi) provengono dall'Academy, cioè dal vivaio, qualcosa che a Torino non accade mai. Ma a deprimere i tifosi bianconeri sarà stato soprattutto l'atteggiamento da pugili riempiti di botte, all'angolo per tutta la durata dell'incontro, aspettando solo la misericordia del fischio finale. Da molti anni non si vedevano, in Europa, una prestazione juventina così misera e un'umiliazione tanto clamorosa. Altro che corto muso.