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Manchester City-Psg 2-1: i tre tenori non bastano, lezione da Guardiola. Ma tutte e due si qualificano

(ansa)
La squadra di Pochettino passa in vantaggio ma la sua squadra zoppica, Pep guida invece una corazzata a tratti irresisbtibile
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MANCHESTER. Ballando con le stelle del calcio all'Etihad stadium, si confermano due cose. Primo: il tango del parigini zoppica. Del resto, è il passo della stagione del Psg e del suo irrequieto tecnico Mauricio Pochettino, che difatti pare voglia andarsene al Manchester United per incomprensioni dirigenziali e le critiche sul calcio espresso. Sulla carta, il Psg è la squadra più forte del mondo. In pratica è ancora un'incompiuta. Che però quando strappa diventa incontenibile coi tre tenori davanti, Messi, Neymar e Mbappé. Il quale, al 5' del secondo tempo, buca Ederson su imbeccata della "pulce" e marca l'immeritato 0-1.

Poi c'è il Manchester City. Pur senza l'artista De Bruyne, quella del maestro Pep Guardiola è una sinfonia quasi perfetta, che domina dall'inizio, ma che nel primo tempo stecca il gol. Non tanto per demeriti propri, anche se Gungodan riesce a prendere il palo su rigore in mo…

MANCHESTER. Ballando con le stelle del calcio all'Etihad stadium, si confermano due cose. Primo: il tango del parigini zoppica. Del resto, è il passo della stagione del Psg e del suo irrequieto tecnico Mauricio Pochettino, che difatti pare voglia andarsene al Manchester United per incomprensioni dirigenziali e le critiche sul calcio espresso. Sulla carta, il Psg è la squadra più forte del mondo. In pratica è ancora un'incompiuta. Che però quando strappa diventa incontenibile coi tre tenori davanti, Messi, Neymar e Mbappé. Il quale, al 5' del secondo tempo, buca Ederson su imbeccata della "pulce" e marca l'immeritato 0-1.

Poi c'è il Manchester City. Pur senza l'artista De Bruyne, quella del maestro Pep Guardiola è una sinfonia quasi perfetta, che domina dall'inizio, ma che nel primo tempo stecca il gol. Non tanto per demeriti propri, anche se Gungodan riesce a prendere il palo su rigore in movimento. Ma perché, davanti alla porta di Keylor Navas (ancora titolare al posto di Donnarumma), c'è una muraglia di nome Kimpembe. Il difensore parigino le prende tutte, anche un colpo di testa a botta sicura di Rodri, negando la zampata a Sterling sul secondo palo.

Ma l'esterno sinistro inglese del City è ossessionato da quel secondo palo. E al 18' della ripresa pareggia proprio da lì, su cambio di gioco di Rodri, spaccata di Walker da destra, e tap-in su velo di Gabriel Jesus. Nomen omen provvidenziale, quello del brasiliano entrato al posto di Zinchenko, subito dopo l'1-0 di Mbappé. Perché al 33' raddoppia con un'azione simmetrica al primo gol, che stavolta parte da sinistra con Mahrez e sponda del falso nueve Bernardo Silva per Jesus, che supera un pur reattivo Navas. 

È il meritatissimo 2-1 che serra la partita e il girone del Manchester, visto che il Lipsia dilaga 5-0 a Bruges. City e Psg vanno agli ottavi. Ma i citizens hanno strameritato il primo posto (12 punti a 8). Mentre i parigini, nonostante la collezione di stellari figurine, non hanno ancora il ritmo di questa armonica corazzata di Pep Guardiola.