La luce di Milan e Inter. Ma come sono lontane le big di Champions
di Maurizio CrosettiGrande partita e grandi speranze per il Milan, mentre l'Inter torna negli ottavi di Champions dopo un decennio. Non male, dopo l'umiliazione della Juventus a Londra. E anche l'Atalanta spera ancora. La distanza tra Italia ed Europa poteva diventare abissale, invece ci siamo ancora dentro piuttosto bene, noi che di quell'Europa siamo campioni anche se le nazionali sono storie diversissime rispetto ai club. L'applauso più convinto va ai rossoneri, che sul campo di un Atletico Madrid assai pallido dovevano vincere e hanno vinto. Partita perfetta, risultato meritatissimo con il gusto di aspettare il Liverpool per il verdetto di San Siro: il massimo, per una squadra che aveva soltanto un punto e prima di cominciare era più di là che di qua.
Nonostante la caduta di Firenze con quella vagonata di errori…
Grande partita e grandi speranze per il Milan, mentre l'Inter torna negli ottavi di Champions dopo un decennio. Non male, dopo l'umiliazione della Juventus a Londra. E anche l'Atalanta spera ancora. La distanza tra Italia ed Europa poteva diventare abissale, invece ci siamo ancora dentro piuttosto bene, noi che di quell'Europa siamo campioni anche se le nazionali sono storie diversissime rispetto ai club. L'applauso più convinto va ai rossoneri, che sul campo di un Atletico Madrid assai pallido dovevano vincere e hanno vinto. Partita perfetta, risultato meritatissimo con il gusto di aspettare il Liverpool per il verdetto di San Siro: il massimo, per una squadra che aveva soltanto un punto e prima di cominciare era più di là che di qua.
Nonostante la caduta di Firenze con quella vagonata di errori, il Milan è un monoblocco anche morale perché così l'ha costruito Pioli. Nei momenti più difficili non si smarrisce, e l'impresa spagnola conferma che il primo posto in campionato è tutt'altro che casuale. Anche Simoni Inzaghi, sull'altra panchina di Milano, va molto elogiato per l'obiettivo raggiunto al primo tentativo, là dove Spalletti e soprattutto Conte avevano fallito. Per la prima volta i gol di Dzeko leniscono la nostalgia per Lukaku, e sullo slancio del successo di sabato contro il Napoli i nerazzurri ribadiscono di essere non solo e di nuovo da scudetto, ma di poter viaggiare in Europa senza lasciarla dopo le prime gite. Negli ottavi sarà molto interessante capire dove può portare la crescita che Inzaghi non smetterà di accudire.
Quattro italiane su quattro in ballo, due già qualificate, due che non perdono le speranze, confortate dall'aritmetica. Questa la prima considerazione. C'è però anche la seconda, cioè la differenza tra i migliori e noi. Impietoso confronto, alla luce della lezione di calcio impartita dal Chelsea, detentore del trofeo, alla Juventus che in una sera ha praticamente sprecato il suo primo posto per consegnarsi con ogni probabilità ad un sorteggio come seconda del girone, dunque più complicato per lei che patisce gli ottavi di finale oltre ogni misura. Pensando al Chelsea, al Manchester City, al Psg, al Liverpool, al Bayern, al Real Madrid, il nostro calcio sembra un satellite che orbita attorno a pianeti molto più grandi e luminosi di lui. Ma la strada è lunga, le Coppe un universo variabile e l'italico talento una risorsa imprevedibile, come l'avventura estiva degli azzurri non smette di ricordarci.