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La solidità di Ancelotti, i tentennamenti di Pochettino, l'equilibrio di Mbappé: le porte girevoli di Psg-Real Madrid

Carlo Ancelotti
Carlo Ancelotti (afp)
Al Parco dei Principi il più atteso degli ottavi di finale di Champions. Oltre all'auspicato spettacolo, tanti i motivi che si intrecciano: il tecnico argentino ad esempio sarebbe a forte rischio in caso di eliminazione, mentre l'asso dei parigini è sospeso tra il presente e quello che sembra essere il suo futuro madrileno
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PARIGI - Carletto è sempre lui, passa con nonchalance dallo spagnolo al francese (un divertentissimo argot francese un po' italianizzato e un po' spagnolizzato), smorza le tensioni e risolve a modo suo il dubbio Benzema, fermo per infortunio da tre settimane nelle quali il Real ha fatto una fatica dannata a trovare la via del gol. "E' vero che è quasi un mese che non gioca, ma è Karim", sentenzia Ancelotti. Perché non è vero che sono tutti uguali, come molti allenatori amano dire pur non pensandolo: senza Benzema, il Madrid è un'altra cosa, almeno fino a quando lo affiancheranno a Mbappé, come sognano di fare (e come sono convinti che faranno) al Bernabeu. "Cosa penserà Mbappé?", si chiede Ancelotti. "Lo stesso che pensano Benzema, Vinicius o Messi: eliminare un avversario diretto per la corsa alla Champions. Perché, parliamoci chiaro, nessuno si stupirebbe se Psg-Real Madrid fosse la finale".

Ancelotti fiducioso, Pochettino a rischio e Benzema in dubbio

Invece è solo un ottavo, che però indirizzerà molti destini. Il futuro di Pochettino è appeso a questa doppia sfida: un'eliminazione gli sarebbe fatale, dopo aver verso un dopo l'altro campionato, Coppa di Francia e Supercoppa. Ancelotti è invece solido e concreto come sempre. "Non c'è molto da scoprire né da inventare, in queste partite: vince chi ha più voglia di farlo. Io ho tutta la fiducia del mondo". Ha anche Benzema, seppure a scartamento ridotto: "Ho lavorato giorno e notte per esserci", dice il centravanti francese. "Sto bene ma mi manca il responso del campo". Si troverà di fronte Mbappé, suo compagno in nazionale: potrebbe diventarlo anche nel club, che coppia fantastica. "Io e Kylian siamo amici, ma l'amicizia vale solo prima e dopo la partita. Durante non conta, quindi non ho nessun messaggio da mandargli".

Marquinhos difende Mbappé: "Gestisce benissimo la situazione"

I tentativi di spostare fin da ora l'asse di questa partita, cioè Mbappé, da Parigi a Madrid sono dunque andati abbastanza a vuoto. Il fenomeno di Bondy si era già espresso qualche giorno fa ("Il mio futuro posso deciderlo, ma certo non mi metto adesso a parlare con il mio prossimo avversario: penso solo a eliminarlo") e nessuno, al Parco dei Principi, dubita delle buone intenzioni del ragazzo, che sta disputando la sua stagione migliore, da leader e da trascinatore. Il suo capitano Marquinhos conferma: "L'obiettivo non è dimostrare a Mbappé che la Champions può vincerla anche a Parigi, ma fare una bella partita. Kylian cerchiamo di metterlo a suo agio: lui è ancora giovane ma è un ragazzo molte forte nella testa, sa quello che vive e lo gestisce benissimo. Sa di essere decisivo per noi". A maggior ragione in questa settimana in cui il Psg deve a fare meno di Neymar, che contro il Real potrebbe fare il suo ritorno ma solamente in panchina. La stagione parigina è come se cominciasse adesso, nonostante un campionato dominato pur giocando partite molto scadenti. "Volete dire che quello che abbiamo fatto finora vale come spazzatura?", s'altera Marquinhos, ma l'argomento descrive bene lo squilibrio tra le enormi attese che il Psg genera e quelle che invece soddisfa.

L'attesa per Messi: "Dobbiamo aiutarlo"

Messi, per esempio, continua a essere atteso. "E' tranquillo, sta prendendo confidenza con Parigi, sta a noi aiutarlo" si espone il difensore ex romanista, mentre Pochettino ha capito che ogni progetto tattico di questo squadra, che i tifosi chiamano con disprezzo una raccolta di figurine, deve essere accantonato: "L'essenziale è creare legami tra i giocatori. Il Real storicamente vince anche perché all'interno del club c'è una union sagrada, un'unione sacra", dice l'allenatore argentino. Mbappé e Messi vanno d'accordo, a quanto pare, ma ancora manca il trasporto reciproco. Chissà se Pochettino farà in tempo a crearlo. "Sono un antico romantico, uno della vecchia guardia. È il cuore che dà l'energia per rendere possibile quello che sogniamo". Ma se perde lo cacciano, senza tanti romanticismi.

Porta girevole: oggi Navas e Donnarumma al Bernabeu?

Ultima questione: chi gioca in porta, tra Navas e Donnarumma? Gigio sarebbe favorito per la gara di ritorno, anche nell'ipotesi dei calci di rigori, e quindi al Parco dei Principi toccherebbe al costaricano. Ma sul tema, Pochettino non si sbottona mai: "Abbiamo due portieri al top e l'alternanza finora ha funzionato".

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