✕

Villarreal-Juventus 1-1: Vlahovic ci mette 33 secondi a segnare in Champions, ma Parejo raggiunge i bianconeri

Il gol lampo di Vlahovic  
Gol bello quanto fulmineo del serbo, ma nella ripresa la squadra di Allegri si difende troppo e gli spagnoli pareggiano. Allegri perde McKennie: frattura al piede. Tutto si deciderà nel ritorno del prossimo 16 marzo
2 minuti di lettura

Uno che segna al primo pallone che tocca in Champions League (anzi il secondo: prima lo stop di petto, poi la girata di destro) è senza dubbio un predestinato e probabilmente non ha bisogno di tutta la protezione che Allegri intende assicurargli. Vlahovic sembra uno capacissimo a fare da sé, che poi in fondo è quello gli chiede la Juve: gli butta lunghi palloni che lui deve domare, trattenere, smistare e, se possibile, staffilare in porta come ha fatto dopo 33", raccogliendo il lancio profondo di Danilo e ingannando sia l'espertissimo Albiol sia il portiere Rulli. L'esultanza ha avuto un accenno polemico (con la mano ha dato l'impressione di mimare gente che chiacchiera, ma lui ha smentito intenti velenosi: "Non era per i critici, io non leggo niente. Era per una persona, un familiare"), segno che forse qualche venatura di nervosismo l'aveva addosso, e Allegri l'ha subito colta. In ogni caso, è evidente come Max stia imper…

Uno che segna al primo pallone che tocca in Champions League (anzi il secondo: prima lo stop di petto, poi la girata di destro) è senza dubbio un predestinato e probabilmente non ha bisogno di tutta la protezione che Allegri intende assicurargli. Vlahovic sembra uno capacissimo a fare da sé, che poi in fondo è quello gli chiede la Juve: gli butta lunghi palloni che lui deve domare, trattenere, smistare e, se possibile, staffilare in porta come ha fatto dopo 33", raccogliendo il lancio profondo di Danilo e ingannando sia l'espertissimo Albiol sia il portiere Rulli. L'esultanza ha avuto un accenno polemico (con la mano ha dato l'impressione di mimare gente che chiacchiera, ma lui ha smentito intenti velenosi: "Non era per i critici, io non leggo niente. Era per una persona, un familiare"), segno che forse qualche venatura di nervosismo l'aveva addosso, e Allegri l'ha subito colta. In ogni caso, è evidente come Max stia imperniando la squadra intera sul suo attaccante forte. Quando Vlahovic non fa con il pallone, o non può fare, nessuna delle cose di cui si diceva prima, funge da specchietto per le allodole: assorbe su di sé l'attenzione di un paio di avversari cosicché i compagni possono sciamare in contropiede e arrivare al tiro con protagonisti alternativi. La predominanza nel primo tempo si è però fermata al gol del micidiale debuttante. Nel secondo i rapporti di forza si sono ribaltati e il Villarreal ha fissato con l'1-1 il risultato più corretto che questa partita potesse esprimere. E che lascia tutto aperto per il ritorno: entrambe dovranno giocare per vincere. 

<<La cronaca della gara>>

Tattica perfetta, un po' meno gli interpreti

Quella della Juve è stata una tattica perfetta ma affidata a interpreti tecnicamente imperfetti, è questa la differenza tra la vecchia Juve di Allegri (lui scriveva il copione che veniva esaltato dall'interpretazione dei campioni) e questa. Le idee messe in campo richiedono troppi tentativi di attuazione e così la strategia giusta non ha prodotto risultati in abbondanza perché Morata, De Sciglio, McKennie (uscito molto dolorante al 36' della ripresa: frattura al piede, si teme lungo stop) e Locatelli hanno affondato negli spazi aperti da Vlahovic, con il tocco o con il movimento, senza però affondare anche i colpi. Il Villarreal quell'unico colpo l'ha accusato. Nel primo tempo ha barcollato, forse perché Emery non si aspettava il 3-5-2 ideato da Allegri, vale a dire l'architettura perfetta per una partita di difesa e contropiede. Spesso, anzi, il modulo si trasformava in un 5-4-1 molto protettivo, perché in definitiva Morata ha fatto più spesso l'esterno di sinistro di centrocampo che la seconda punta: sta di fatto che la strategia ha funzionato nel primo tempo senza però che la Juventus riuscisse a concretizzare la sua superiorità, con tutte quelle ripartenze vanificate da conclusioni troppo precipitose.

Errore difensivo sul pari spagnolo

Così gli spagnoli sono rientrati in partita, e se nel primo tempo hanno avuto le occasioni migliori (un palo di Lo Celso al 13', un grande riflesso di Szczesny su Danjuma 3' più tardi) ma mai la supremazia tattica, nel secondo hanno controllato il gioco da cima a fondo, tarpando e ali al contropiede bianconero (soltanto Vlahovic ha saputo rendersi pericoloso a 5' dalla fine) ma sono stati meno efficaci sotto porta, trovando però il colpo di genio del gol: un lancio al millimetro di Capoue (Allegri si è lamentato per un possibile fallo) ha liberato Parejo nel cuore dell'area, dove è stata abbandonato dal suo controllore Rabiot, che difatti si è preso il cazziatone di De Ligt, però non meno colpevole di lui con il suo movimento sbagliato. Alla Juve resta dunque una soddisfazione imperfetta, la stessa espressa da Vlahovic: "Bene il gol, ma non sono contentissimo visto che non abbiamo vinto. Però ho già dimenticato questa partita, guardiamo avanti".

Villarreal-Juventus 1-1 (0-1)
Villarreal (4-4-2):
Rulli; Foyth, Albiol, Torres, Pedraza (34' st Estupinan); Chukwueze (45' st Pino), Parejo, Capoue, Alberto Moreno (34' st Trigueros); Lo Celso, Danjuma (45' st Dia) All. Emery.
Juventus (3-5-2): Szczesny; Danilo, De Ligt, Alex Sandro (1' st Bonucci); Cuadrado, McKennie (36' st Zakaria), Locatelli (26' st Arthur), Rabiot, De Sciglio (42' st Pellegrini); Vlahovic, Morata  All. Allegri.
Arbitro: Siebert (Germania).
Reti: nel pt 1' Vlahovic, nel st 21' Parejo.
Angoli: 4-0 per il Villarreal.
Recupero: 1' e 4'.
Ammoniti: Rabiot per gioco falloso, Rulli per comportamento scorretto
Spettatori: 19.125.