Real Madrid-Psg 3-1: Mbappé stellare, ma l'eroe è Benzema. Donnarumma sbaglia, Blancos ai quarti
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciMADRID — Metti da parte i desideri, Madrid: per pensare al futuro c'è tempo. Doveva essere la notte del passaggio di consegne ideale: il Psg senza passato a prendersi il domani sulla pelle del Real, confinandolo nella propria storia gloriosa. E invece Karim Benzema ha deciso di rovinare la cerimonia d'incoronazione di Kylian Mbappé, a cui il Bernabeu adorante pareva ormai rassegnato a concedersi. È la notte della restaurazione: non basta nemmeno Messi allo sceicco Al Khelaifi per togliersi di dosso la maledizione della Champions: lui, che non vorrebbe altro, a casa, e invece il Real - che da un anno è promotore del movimento che la Champions vuol abbandonarla in favore di una Superlega europea - avanti ancora.
Ma soltanto dopo un'ora di ipnosi collettiva. In cui tutti, pubblico e calciatori del Madrid, guardavano Kylian come ad aspettarsi una magia. E quello non si faceva attendere. Il cuore del…
MADRID — Metti da parte i desideri, Madrid: per pensare al futuro c'è tempo. Doveva essere la notte del passaggio di consegne ideale: il Psg senza passato a prendersi il domani sulla pelle del Real, confinandolo nella propria storia gloriosa. E invece Karim Benzema ha deciso di rovinare la cerimonia d'incoronazione di Kylian Mbappé, a cui il Bernabeu adorante pareva ormai rassegnato a concedersi. È la notte della restaurazione: non basta nemmeno Messi allo sceicco Al Khelaifi per togliersi di dosso la maledizione della Champions: lui, che non vorrebbe altro, a casa, e invece il Real - che da un anno è promotore del movimento che la Champions vuol abbandonarla in favore di una Superlega europea - avanti ancora.
Ma soltanto dopo un'ora di ipnosi collettiva. In cui tutti, pubblico e calciatori del Madrid, guardavano Kylian come ad aspettarsi una magia. E quello non si faceva attendere. Il cuore del pubblico ha sussultato dopo dodici minuti, quando Mbappé s'è sfilato la maglia del Psg. Un gesto simbolico, un messaggio in codice? No, una maglia con le maniche più corte, magari per togliersi di dosso lo stupore per quei lunghi secondi di applausi, perché come dice Ancelotti "il pubblico di Madrid ha sempre applaudito i grandi giocatori". Adesso Kylian sa che a Madrid fa più caldo che a Parigi. E che a Madrid un gol solo non basta. Mai. Nemmeno se è un gioiello. E che se gli altri due che segni li cancella un puntiglioso guardalinee per due fuorigioco evidenti, non puoi fermarti alla prima spallata. Perché c'è chi la Champions League la conosce come il salotto di casa eppure di vincerla non s'è stufato affatto.
Donnarumma rimette i gioco il Real
Anzi, ha trovato una nuova via. Anche se la strada gliel'ha indicata il più inaspettato degli amici: Gigio Donnarumma, il portiere che ha messo le mani sull'Europeo, si fa scivolare dai piedi (con un fallo, per il furente Pochettino) il pallone che Benzema trasforma nell'inizio di una rimonta colossale. In quel momento, al Real servono altri due gol per qualificarsi senza i supplementari. Ma è negli occhi dei giocatori del Psg che vedi ineluttabilmente come quel margine sia un salvagente sgonfio. E infatti in due minuti, il collasso si materializza drammaticamente. Con un gigantesco Modric e un disastroso Marquinhos a far tracimare l'urlo del Bernabeu.
E Benzema si prende la scena
Uno, due, tre, Benzema: altro che Mbappé, quella di Madrid è la sua notte - e più sua di questa sarà davvero difficile immaginarla. Vinicius, quasi deferente, lustra ridendo quel piede baciato dal talento. Il Real che ha saputo fare a meno di Cristiano Ronaldo e ora anche di Sergio Ramos, continua a dipendere dai gol dell'attaccante che da dieci anni nessuno è stato capace di sostituire: e quella del Real, che ha indicato per tutta la partita ai tifosi esultanti, è ormai la sua maglia persino più di quella della Francia, che nel 2018 lo ha privato del sogno di vincere un Mondiale. In una notte, s'è preso i quarti, il podio dei marcatori della storia del Madrid superando in un colpo la leggenda Di Stefano a 309 gol col Madrid e scavalcando in Champions Raul. Dopo la tripletta di Lewandowski martedì, un chiarissimo segnale al mondo che avrebbe ansia di rottamare l'ultimo decennio: c'è tempo per eleggere nuovi miti. Un messaggio chiarissimo anche per Mbappé, in attesa della scelta che lo attende: nessun assegno che possano sventolargli sotto il naso peserà mai quanto un libro di storia.