Manchester City-Real Madrid 4-3: gol e spettacolo, Benzema tiene in vita gli spagnoli
dal nostro inviato Antonello Guerrera , dal nostro inviato Antonello GuerreraMANCHESTER - Forse anche stavolta Liam Gallagher degli Oasis ha sfasciato i seggiolini dello stadio, come al Bernabeu dieci anni fa. Perché lo spettacolare 4-3 finale è amaro per un City debordante. Ma questo è ben altro Manchester rispetto a quello di Roberto Mancini. E stavolta al Real Madrid di Carlo Ancelotti l'impresa potrebbe non riuscire. Perché i blancos contro il Psg agli ottavi e il Chelsea ai quarti hanno approfittato degli harakiri degli avversari, oltre che del genio tecnico italiano (vedi il Vinicius altissimo allo Stamford Bridge), dell'arte di Modric e del panzer sopraffino di Karim Benzema, che pure stasera ha segnato due gol, invero il 40° e 41° della stagione su 41 partite, e sono 13 su 11 in Champions.
<< La cronaca della partita >>
Alla fine però, alla terza semifinale europea della sua storia, l'ha spuntata il Manchester City di Pep Guardiola, che quest'anno sembra essere su u…
MANCHESTER - Forse anche stavolta Liam Gallagher degli Oasis ha sfasciato i seggiolini dello stadio, come al Bernabeu dieci anni fa. Perché lo spettacolare 4-3 finale è amaro per un City debordante. Ma questo è ben altro Manchester rispetto a quello di Roberto Mancini. E stavolta al Real Madrid di Carlo Ancelotti l'impresa potrebbe non riuscire. Perché i blancos contro il Psg agli ottavi e il Chelsea ai quarti hanno approfittato degli harakiri degli avversari, oltre che del genio tecnico italiano (vedi il Vinicius altissimo allo Stamford Bridge), dell'arte di Modric e del panzer sopraffino di Karim Benzema, che pure stasera ha segnato due gol, invero il 40° e 41° della stagione su 41 partite, e sono 13 su 11 in Champions.
<< La cronaca della partita >>
Alla fine però, alla terza semifinale europea della sua storia, l'ha spuntata il Manchester City di Pep Guardiola, che quest'anno sembra essere su un altro pianeta in Champions: un incredibile 4-3, nonostante pesanti assenze in difesa (Walker e Cancelo) e l'infortunio a metà primo tempo di Stones, pure lui in dubbio fino all'ultimo, sostituito dall'infinito Fernandinho, ai titoli di coda qui all'Etihad. Anche per questo, Benzema accorcia con un gran sinistro al volo su cross di Mendy e insacca il 2-1 a metà primo tempo, divorandosi Zinchenko e la fragile diagonale del terzino sinistro ucraino.
Tutto il resto del cielo sopra Manchester però è di un celeste travolgente. Perché il City nel primo tempo inonda l'Invincible Armada di Madrid. Prima con la sangria di Mahrez, che ubriaca Mendy, il disastroso Alaba e Kroos, per pennellare il gol di De Bruyne al secondo minuto, con Carvajal in ritardo versione Mandzukic. Poco dopo, l'onnipotente Magritte belga imbecca Gabriel Jesus, finalmente pesante nelle partite vere, che buca Courtois. Poi, nel secondo tempo, arriva il 3-1, con anticipo e galoppata mostruosi di Fernandinho e l'assist per Foden che infilza ancora il portiere belga.
Eppure il City esce dal campo con rammarico. Perché le sue fisarmoniche stritolanti, con assist/graffio finale alla Lucio Fontana verso la fascia opposta, potevano fare ancora più male a un Real apparso inferiore. Ma nel primo tempo, quando giganteggia un maestoso Rodri in mezzo al campo finalmente diventato Busquets, Mahrez spara sull'esterno della rete con Foden liberissimo sulla sinistra scatenando la furia di Guardiola. Poi a inizio ripresa sbatte contro il palo, e il giovanissimo inglese su Carvajal sulla linea. E al 68' Laporte manca il poker con una zampata addosso a Courtois, su assist dell'incontenibile De Bruyne.
Il 3-2 del Real poi, che riapre i giochi, nasce da un buco del generoso Fernandinho che innesca la saetta Vinicius junior: 50 metri di corsa "Beep Beep" da solo verso l'area, difesa alta di Guardiola presa alla sprovvista ed Ederson è bucato per la seconda volta. Ma la sensazione è che questo City ne abbia di più. E che sia padrone del suo destino, soprattutto per il ritorno quando recupererà Cancelo (squalificato stasera), forse Walker e chissà Stones. Perché la difesa è stata l'unica pecca della corazzata sinfonica di Guardiola. Non a caso, il City ha subito i primi (tre) gol della fase finale di questa Champions. Anche se questo Real non muore mai. E a sentenziarlo è l'oltraggioso cucchiaio del 4-3 dell'infinito Benzema, su rigore folle regalato da Laporte dopo il quarto gol del City, ovvero il sensazionale bolide di Bernardo Silva da fuori area. Che sembrava suonare tanto di sentenza. E invece no.
Manchester City-Real Madrid 4-3 (2-1)
Manchester City (4-3-3): Ederson; Stones (36'pt Fernandinho), Dias, Laporte, Zinchenko; Bernardo Silva, Rodri, De Bruyne; Mahrez, Gabriel Jesus (42'st Sterling), Foden. In panchina: Steffen, Carson, Aké, Gundogan, Grealish, Egan-Riley, Mbete, Palmer, McAtee, Lavia. Allenatore: Guardiola.
Real Madrid (4-3-3): Courtois; Carvajal, Militao, Alaba (1'st Nacho), Mendy; Valverde, Kroos, Modric (34'st Ceballos); Rodrygo (25'st Camavinga), Benzema, Vinicius (43'st Asensio sv). In panchina: Fuidias, Vallejo, Marcelo, Lunin, Casemiro, Vazquez, Bale, Isco. Allenatore: Ancelotti.
Arbitro: Kovacs (Romania).
Reti: 2'pt De Bruyne, 11'pt Jesus, 33'pt e 37'st rig. Benzema, 8'st Foden, 10'st Vinicius, 29'st Bernardo Silva.
Note: serata serena, terreno di gioco in ottime condizioni. Ammoniti: Laporte, Fernandinho, Nacho Guardiola. Angoli: 4-3.
Recupero: 1'pt, 4'st.