✕

Psg-Juventus 2-1, i bianconeri si inchinano a Mbappé

Il gol di McKennie (afp)
La squadra di Allegri esce a testa alta dal Parco dei Principi. Primo tempo di sofferenza in cui il bomber francese colpisce due volte, nella ripresa rete di McKennie
2 minuti di lettura

PARIGI - L'obiettivo minimo la Juventus l'ha raggiunto, vale a dire evitare un'umiliazione in casa di una squadra con cui oggi come oggi non può competere e arrivando persino a raccogliere frammenti di speranza in un pareggio che non sarebbe stato poi così campato per aria. Il risultato dice di una sconfitta stretta, spiega che quasi tutta la differenza sta nella tecnica di base (eh, Mbappé) ma anche che la Juve, se vuole, sa trovare un modo per vivere le partite, non solo per accettare quello di viverle degli altri. Ha resistito a una partenza catastrofica (2-0 dopo 22'), ha approfittato della rilassatezza e degli sciali parigini, tornati a giocare troppe volte con la puzza sotto il naso, e si è aggrappata agli episodi. Tre o quattro si sono presentati, oltre al gol: Donnarumma ha fermato Vlahovic (e nel primo tempo la zuccata di Milik) e c'è stato del rimpiattino nell'area disordinata del Psg, ma a pesare tutte le occasioni …

PARIGI - L'obiettivo minimo la Juventus l'ha raggiunto, vale a dire evitare un'umiliazione in casa di una squadra con cui oggi come oggi non può competere e arrivando persino a raccogliere frammenti di speranza in un pareggio che non sarebbe stato poi così campato per aria. Il risultato dice di una sconfitta stretta, spiega che quasi tutta la differenza sta nella tecnica di base (eh, Mbappé) ma anche che la Juve, se vuole, sa trovare un modo per vivere le partite, non solo per accettare quello di viverle degli altri. Ha resistito a una partenza catastrofica (2-0 dopo 22'), ha approfittato della rilassatezza e degli sciali parigini, tornati a giocare troppe volte con la puzza sotto il naso, e si è aggrappata agli episodi. Tre o quattro si sono presentati, oltre al gol: Donnarumma ha fermato Vlahovic (e nel primo tempo la zuccata di Milik) e c'è stato del rimpiattino nell'area disordinata del Psg, ma a pesare tutte le occasioni da rete sarebbe finita tanti a pochi. Però in questi casi è giusto aggrapparsi alle cose buone, cioè alla capacità della Juve di stare in partita. Nell'intervallo l'autostima era sotto i tacchi, al termine ha ripreso colore.

<< La cronaca della partita >>

I piani saltano subito

Inizialmente la resistenza della Juve è stata minima, impercettibile. C'era un piano per difendersi e ripartire, modellato attorno al caro vecchio 3-5-2, di cui non sapremo mai niente, perché è saltato al primo giochetto dei parigini: Neymar ha scavalcato la difesa con un sombrero, Mbappé ha fulminato tutti con lo scatto e Perin con una sontuosa démi-volée. Nelle facce delle juventini c'era già tutto: la rassegnazione preventiva, l'accettazione dell'inferiorità, l'impossibilità di cambiare il corso degli eventi. La differenza tecnica è conclamata, ma è pur vero che con cifre non troppo diseguali il Psg ha comprato Vitinha e la Juve Locatelli o McKennie, quindi il tesoretto bisogna anche saperselo mettere da parte. E quando non c'è confronto tra giocatori si prova a compensare, almeno un pochino, col gioco, ma la Juve ha saputo farlo soltanto nella prima fase del secondo tempo, quando Allegri ha tolto Miretti, forse solo perché ammonito, ed è passato a un 4-4-2 che si è vestito meglio addosso alla partita e che i bianconeri hanno capito come andava indossato.

Il Psg I ritmi nel palleggio si sono velocizzati e soprattutto è cresciuta l'intensità del pressing, prima esercitato solamente con una blanda difesa di opposizione, in pratica una statica ammucchiata ai limiti dell'area che il Psg ha affrontato quasi così disinteresse, palleggiando con insistenza senza mai farsi portare via il pallone e squarciando la stasi con illuminazioni improvvise, di Neymar e Mbappé specialmente, anche se il numero 7 il 2-0 l'ha segnato scambiando con Hakimi senza che la Juve si rendesse conto di cosa stesse succedendo.

McKennie segna

Gli argini erano sul punto di crollare e se quel 2-0 fosse stato proiettato proporzionalmente sui 90', sarebbe stata una catastrofe. Ma il Psg ha rallentato come faceva una volta in Ligue 1 (e la Juve quello sembrava, una squadra di mezza classifica del campionato francese), così Allegri ha trovato il modo di riprendere il bandolo della matassa. Il gol di McKennie (colpo di testa su cross di Kostic) ha restituito fiducia e soprattutto coraggio, anche per via dei generosi sprechi parigini in contropiede. Fino all'ultimo la Juve ha cercato di meritarsi il premio dell'episodio di passaggio, ci è andata vicino ma ha solo ottenuto il massimo di ciò che può ottenere in questo momento: perdere onorevolmente.

Psg-Juventus 2-1 (2-0)
Psg (3-4-1-2): Donnarumma; Sergio Ramos, Marquinhos, Kimpembe; Hakimi (33' st Mukiele), Vitinha (33' st P. Danilo), Verratti (41' st Renato Sanches), Nuno Mendes; Neymar; Messi (39' st Soler), Mbappé. (1 Keylor Navas, 16 Rico, 8 Fabian Ruiz, 14 Bernat, 19 Sarabia, 44 Ekitike). All. Galtier
Juventus (3-5-2): Perin; Bremer, Bonucci, L. Danilo; Cuadrado (29' st De Sciglio), Rabiot (41' st Kean), Paredes, Miretti (1' st McKennie), Kostic; Milik (23' st Locatelli), Vlahovic. (23 Pinsoglio, 41 Garofani, 12 Alex Sandro, 15 Gatti, 24 Rugani, 30 Soule, 44 Fagioli). All. Allegri.
Arbitro: Taylor (Inghilterra).
Reti: nel pt 5' e 22 Mbappé; nel st 8' McKennie.
Angoli: 1-1.
Recupero: 2' e 3'.
Ammoniti: Bremer, Sergio Ramos, Miretti, Verratti, L. Danilo per gioco falloso.
Spettatori: 47.900.