Napoli-Liverpool 4-1: Zielinski, Anguissa e Simeone firmano la notte magica degli azzurri
di Marco Azzi , di Marco AzziNAPOLI - Non c'è due senza tre. Il tabù di Fuorigrotta ha condannato ancora una volta alla sconfitta il Liverpool, che in Champions League aveva già preso un paio di sonori ceffoni dal Napoli nel vetusto stadio San Paolo e ieri sera si è arreso (4-1) anche nel rinnovato impianto intitolato a Maradona. Gli azzurri hanno messo in discesa la partita nel corso di uno strepitoso primo tempo, andando a segno per tre volte con Zielinski (su rigore), Anguissa e Simeone, colpendo un palo e sbagliando un altro tiro dal dischetto con Osimhen e sfiorando il poker con Kvaratskhelia: tiro respinto sulla linea da Gomes. Più equilibrata la ripresa, con il bis di Zielinski e la rete della bandiera di Luis Diaz per i vice campioni d’Europa. Spalletti ha stravinto la partita a scacchi contro Klopp ed è scattato a razzo nel gruppo A, mettendosi subito in tasca tre punti d’oro nella lotta per la qualificazione agli ottavi.
NAPOLI - Non c'è due senza tre. Il tabù di Fuorigrotta ha condannato ancora una volta alla sconfitta il Liverpool, che in Champions League aveva già preso un paio di sonori ceffoni dal Napoli nel vetusto stadio San Paolo e ieri sera si è arreso (4-1) anche nel rinnovato impianto intitolato a Maradona. Gli azzurri hanno messo in discesa la partita nel corso di uno strepitoso primo tempo, andando a segno per tre volte con Zielinski (su rigore), Anguissa e Simeone, colpendo un palo e sbagliando un altro tiro dal dischetto con Osimhen e sfiorando il poker con Kvaratskhelia: tiro respinto sulla linea da Gomes. Più equilibrata la ripresa, con il bis di Zielinski e la rete della bandiera di Luis Diaz per i vice campioni d’Europa. Spalletti ha stravinto la partita a scacchi contro Klopp ed è scattato a razzo nel gruppo A, mettendosi subito in tasca tre punti d’oro nella lotta per la qualificazione agli ottavi.
La Champions mancava a Napoli dal 25 febbraio del 2020, quando lo stadio si chiamava ancora San Paolo e un gol di Dries Mertens (il grande ex, ritornato per l'occasione da tifoso) fermò sul pari il Barcellona di Messi. Le luci su Fuorigrotta si sono riaccese dopo una lunghissima attesa di 925 giorni ed è toccato al Liverpool celebrare il battesimo internazionale del Maradona: diventato più accogliente dopo i lavori di restyling e vestito a festa anche grazie al sold out, con 55 mila spettatori in tribuna. L'imponente servizio d'ordine ha scongiurato il timore di incidenti e il testimone è dunque passato al campo, con il boato impressionante che ha accompagnato la squadra di Spalletti al fischio d'inizio.
C'era un gap enorme di esperienza da colmare: 155 presenze complessive in Champions League per i componenti dell'organico del Napoli contro le 854 dei giocatori del Liverpool. Ma la carica del Maradona ha messo subito le ali agli azzurri e dopo appena 43 secondi Osimhen ha sfiorato il vantaggio: dribbling su Alisson e tiro sulla base esterna del palo da posizione defilata. Gli azzurri hanno però continuato a spingere sull’acceleratore e al secondo assalto è arrivato il gol del vantaggio: mani in area di Milner e glaciale trasformazione di Zielinski dal dischetto (5’). Non pervenuti e a tratti addirittura frastornati i Reds, invece, che hanno continuato a subire e rischiato subito pure il colpo del ko. Osimhen ha infatti saltato netto Van Dijk e l’ha costretto a un altro fallo da rigore, concesso stavolta da Del Cerro Grande su segnalazione del Var. Al tiro (18’) ha tuttavia preteso di presentarsi il bomber nigeriano e la sua conclusione è stata respinta da Alisson.
Non ha pesato il forfait in extremis (gastroenterite) di Mario Rui, sostituito da Olivera. Ha retto bene pure la difesa di Spalletti e la reazione del Liverpool s’è esaurita con una bella punizione di Alexander Arnold e un tiro fiacco di Salah: entrambi parati da Meret. Hanno invece continuato a imperversare gli attaccanti del Napoli: scippo di Osimhen a Van Diijk e assist per Kvaratskhelia, il cui destro a colpo sicuro è stato respinto sulla linea da Van Dijk (28’). Ma il raddoppio azzurro è arrivato lo stesso subito dopo: dai e vai tra Zielinski e Anguissa, che ha fatto centro con un preciso rasoterra (31’). Senza storia anche i duelli tra i centrocampisti, con gli inglesi sempre in affanno e pericolosi solo con un colpo di testa di Van Dijk, neutralizzato da Meret. Il Maradona ha tremato di più per l’infortunio di Osimhen, costretto a chiedere il cambio per un infortunio muscolare. Al suo posto è però entrato Simeone e ha fatto subito centro a porta vuota (44’), finalizzando un’altra giocata strepitosa di Kvaratskhelia. I Reds sono così approdati all’intervallo sotto di tre e con la paradossale sensazione di aver quasi limitato i danni, contro un avversario superiore in tutto.
Klopp nell’intervallo è corso ai ripari con l’ingresso di Matip al posto dell’impresentabile Gomez, ma la mossa del tecnico tedesco non ha fermato il monologo del Napoli, che a freddo (2’) ha trovato addirittura il poker con Zielinski in contropiede: scavetto vincente al secondo tentativo, dopo la respinta corta di Alisson. Il quarto gol subito ha però risvegliato almeno l’orgoglio del Liverpool, con Luis Diaz che ha rubato palla a Di Lorenzo (4’), ha ridotto le distanze e cambiato un po’ l’inerzia della gara. Gli azzurri hanno infatti accusato il colpo e soprattutto pagato dazio alla stanchezza, dopo aver giocato a lungo a ritmi indiavolati. Ma la carica del Maradona, i cambi di Spalletti e una parata super di Meret su Diaz hanno vanificato la tardiva reazione dei Reds, che ci hanno provato stancamente fino alla fine sotto gli occhi sempre più bassi dei duemila tifosi arrivati dall’Inghilterra. Fuorigrotta rimane tabù per i vice campioni d’Europa: sconfitti e mortificati in una notte che sarà ricordata a lungo dai 55 mila tifosi presenti in tribuna. Festa completa e nessun incidente. È stata una lezione su tutti i fronti.
Napoli (4-3-3): Meret, Di Lorenzo, Rrahmani, Kim Min Jae, Olivera (29' st Mario Rui), Zielinski (29' st Elmas) Lobotka, Anguissa, Politano (12' st Lozano), Osimhen (41' pt Simeone), Kvartskhelia (12' st Zerbin).. All. Spalletti.
Liverpool (4-3-3): Alisson, Alexander-Arnold, Gomez (1' st Matip), Van Dijk, Robertson, Milner (18' st Thiago Alcantara), Fabinho, Elliott (31' st Arthur), Salah (18' st Diogo Jota), Firmino (18' st Nunez), Luis Diaz. All. Klopp.
Arbitro: Del Cerro Grande (Spagna).
Reti: nel pt 5' Zielinski (rigore), 31' Anguissa, 44' Simeone; nel st 2' Zielinski, 3' Luis Diaz.
Angoli: 12-3 per il Liverpool..
Recupero: 2' e 4'.
Ammoniti: Milner, Van Dijk, Rrahmani per gioco falloso.
Spettatori: 55 mila.