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Dinamo Zagabria, sulla strada del Milan c'è Orsic: il bomber che fa tremare gli allenatori

(afp)
L'accaccante fece una tripletta al Tottenham allora allenato da Mourinho, ne fece un'altra all'Atalanta di Gasperini e con un suo gol ha determinato l'esonero di Tuchel dal Chelsea
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MILAN - L'attaccante croato Mislav Orsic da Zagabria, 30 anni a dicembre, è il classico outsider dell'etimo inglese: è fuori dai pronostici e anche dai grandi campionati, avendo percorso una bizzarra carriera. All'inizio pareva destinato a sfondare in Italia, ma nel 2014 lo Spezia di Volpi, dopo 6 mesi non memorabili in serie B, lo spedì alla succursale di Rijeka, trampolino all'indietro: Corea del Sud, Cina e ancora Corea del Sud, fino al ritorno in Croazia nel 2018. Nella Dinamo Zagabria, però, Orsic è profeta in patria, soprattutto nelle coppe, che gli sono valse la chiamata nella Nazionale vicecampione del mondo in carica. L'Atalanta ricorda la sua tripletta, nello 0-4 che nel 2019 rese traumatico il debutto in Champions, anche se poi la squadra di Gasperini si riprese, eccome. Nel marzo 2021 un'altra sua tripletta eliminò il Tottenham dall'Europa League e fece scricchiolare la panchina di Mourinho, poi esonerat…

MILAN - L'attaccante croato Mislav Orsic da Zagabria, 30 anni a dicembre, è il classico outsider dell'etimo inglese: è fuori dai pronostici e anche dai grandi campionati, avendo percorso una bizzarra carriera. All'inizio pareva destinato a sfondare in Italia, ma nel 2014 lo Spezia di Volpi, dopo 6 mesi non memorabili in serie B, lo spedì alla succursale di Rijeka, trampolino all'indietro: Corea del Sud, Cina e ancora Corea del Sud, fino al ritorno in Croazia nel 2018. Nella Dinamo Zagabria, però, Orsic è profeta in patria, soprattutto nelle coppe, che gli sono valse la chiamata nella Nazionale vicecampione del mondo in carica. L'Atalanta ricorda la sua tripletta, nello 0-4 che nel 2019 rese traumatico il debutto in Champions, anche se poi la squadra di Gasperini si riprese, eccome. Nel marzo 2021 un'altra sua tripletta eliminò il Tottenham dall'Europa League e fece scricchiolare la panchina di Mourinho, poi esonerato in aprile. L'ultimo gol europeo letale Orsic lo ha appena segnato al Chelsea ed è costato il posto a Tuchel, l'allenatore che aveva vinto la Champions nel 2021. Non c'è alcun dubbio, insomma, su chi sia il giocatore che il Milan deve tenere d'occhio nella seconda partita della sua campagna d'Europa 2022-23.

Ranking Uefa da sbugiardare

Quando il Milan è stato sorteggiato nel girone E della Champions League, il nome della Dinamo Zagabria ha strappato il sorriso ai tifosi: nel gruppo completato da Chelsea e Salisburgo, sembrava la squadra più debole, quella con cui prendersi 6 punti quasi scontati per la qualificazione agli ottavi di finale, che resta il traguardo minimo per i campioni d'Italia. Invece il duello della seconda giornata a San Siro è già diventato un passaggio a livello, perché la classifica parziale dice che i campioni di Croazia, dopo l'imprevista vittoria in casa contro il Chelsea, sono in testa e che il Milan, dopo il pareggio in chiaroscuro a Salisburgo, è obbligato a batterli: per scavalcarli e per scacciare il fastidioso pensiero che l'Europa sia un palcoscenico troppo diverso dall'Italia, dove il ritmo è più basso e dove l'offensivismo di Pioli è un prototipo vincente. C'è un'altra classifica da cancellare, quella Uefa dei coefficienti dei club. All'inizio della stagione il Chelsea è partito dal quinto posto, il Salisburgo dal ventunesimo, la Dinamo Zagabria dal trentaquattresimo, il Milan dal quarantacinquesimo. Il ranking, condizionato dai 7 anni di esilio dalla Champions tra il 2014 e il 2021, è certamente bugiardo e lo scudetto ha già corretto parzialmente il tiro, fruttando a Pioli la prima fascia nel sorteggio. Tuttavia è sul campo, di fronte all'avversaria meno celebrata, che va sbugiardato ogni conteggio fatto a tavolino.

Da Petkovic a Ademi, le vecchie conoscenze

Non fidarsi della Dinamo, che oltretutto contro il Chelsea ha sfoggiato dopo il gol iniziale di Orsic una difesa a oltranza, è obbligatorio per definizione, anche per ragioni storiche. Basta dare una scorsa ai campioni che sono passati da lì: Boban, Prosinecki, Modric, Brozovic, tanto per dirne quattro. La squadra di oggi non sfoggia in apparenza alcun erede paragonabile a loro e l'obiettivo del club, che domina il campionato croato, è di arrivare il più lontano possibile nelle coppe europee, per finanziarsi coi relativi premi e con le cessioni illustri, come durante la controversa gestione dei fratelli Mamic: la cessione più emblematica, tra quelle recenti, è stata il trasferimento dello spagnolo Dani Olmo al Lipsia nel gennaio 2020 per 25 milioni di euro, più 5 di bonus. Nella formazione titolare di Ante Cacic, 59 anni, ci sono alcune vecchie conoscenze del calcio italiano. Il partner d'attacco di Orsic è Bruno Petkovic, 28 anni, una carriera non di primo piano, quasi tutta spesa tra serie A, B e C, con tappe a Catania, Varese, Reggiana, Entella, Trapani, Bologna e Verona, prima del fortunato approdo a Zagabria nel 2018. Il difensore Stefan Ristovski e il centrocampista e capitano Arijan Ademi, macedoni entrambi, erano in campo a Palermo nella dolorosa serata dell'eliminazione della Nazionale dai play-off per il Mondiale del prossimo novembre in Qatar. Assembla questo gruppo di giocatori in generale esperti (ma attenzione al ventitreenne stilista Ivanusec, suggerisce il curriculum) il suddetto Cacic, la cui lunga carriera nel campionato croato,  col picco dell'esperienza da ct della Nazionale tra il 2015 e il 2017, contiene due passaggi esotici in Libia nel 2005 e in Egitto, al Pyramids, nel 2019-20. L'egemonia della Dinamo nella Super Sport Hnl, la serie A croata, gli permette massicce rotazioni in vista delle partite di Champions. Sabato scorso a Nova Gorica ha fatto riposare all'inizio sei titolari, salvo inserirne quattro dopo l'intervallo. Uno dei quattro ha segnato al 90' il gol della vittoria: Orsic, naturalmente.