In Champions, in una partita sulla carta difficilissima, l'Inter cerca un appiglio per risalire dal buco in cui si è cacciata in campionato: nona a 12 punti dopo otto gare, con quattro vittorie e altrettante sconfitte. Alla vigilia della gara di San Siro contro il Barcellona, terzo incontro del girone C, l'allenatore Simone Inzaghi ha ammesso le difficoltà, ma ha provato a dare la carica ai suoi: "Veniamo da un momento difficile per quanto riguarda i risultati. Con la Roma abbiamo fatto una buona gara e avremmo meritato altro, ma è arrivato il momento di fare di più. Affrontare una squadra fortissima come il Barcellona è un'opportunità più che un rischio. Siamo capitati in un girone proibitivo, ma siamo l'Inter. Contro il Bayern Monaco dopo il gol incassato da Sané avremmo dovuto reagire meglio".
Un girone da incubo
Dopo due gare, a guidare il gruppo Champions è il Bayern Monaco, a pieni punti a quota 6. Inter e Barcellona sono appaiate a 3 e realisticamente si giocano il secondo posto, che garantisce il passaggio agli ottavi. Visto che il ritorno al Camp Nou del 12 ottobre si preannuncia proibitivo, è evidente che domani i nerazzurri si giocano buona parte delle speranze di qualificazione. Inzaghi ha dipinto così la squadra blaugrana. "A Monaco il Barcellona ha perso immeritatamente. Hanno qualità altissime in tutti i ruoli. È una squadra completa, che insieme al Bayern e al City offre il miglior calcio in Europa. E hanno aggiunto Lewandowski. Dovremo fare una partita di intensità, corsa e determinazione. Viviamo un momento in cui la squadra sicuramente soffre del fatto che i punti non arrivino. I ragazzi sentono questa situazione. La squadra ha tantissima voglia".
La formazione e i sassolini nelle scarpe
Per quanto riguarda la formazione, l'allenatore ha ufficializzato quel che già si sapeva: Brozovic e Lukaku non ci saranno. Gagliardini e Lautaro sono da valutare. Quanto all'argentino, gli esami a cui si è sottoposto porterebbero a escludere lesioni muscolari. Sarà Inzaghi a decidere se convocarlo e, nel caso, metterlo in campo. In porta, in nome dell'alternanza sperimentata finora, giocherà Onana. "Ma non è una decisione definitiva, valuterò di partita in partita", ha chiarito l'allenatore. Infine, Inzaghi è tornato a togliersi qualche sassolino dalle scarpe. A chi gli chiedeva se sia davvero stato lui a indicare al club di non prendere Dybala, ha risposto: "Sul mercato non sono io a decidere. Con società e proprietà, per quanto riguarda Dybala e Lukaku abbiamo fatto una scelta condivisa".
I problemi in difesa
Come già dopo la partita persa 1-2 con i giallorossi di Mourinho, Inzaghi ha rimarcato: "Con la Roma abbiamo giocato bene ma abbiamo lasciato buchi nella linea dei difensori". I dati sulla fase difensiva sono particolarmente allarmanti. Fra campionato e Champions, i nerazzurri hanno subito 15 gol in 10 partite. Limitandosi al solo campionato, i gol incassati in otto gare sono 13. Proiettando il dato sull'intera stagione, l'Inter finirebbe a quasi 62 reti prese. Più di quelle del Genoa lo scorso anno. Infine, sull'ipotesi che l'Inter possa esonerarlo, Inzaghi ha detto: "So bene che il destino degli allenatori dipende dai risultati". In nove delle ultime trenta stagioni l'Inter ha cambiato tecnico in corsa, ma mai il cambio ha portato i risultati sperati.
Darmian dà la carica
In conferenza stampa con Inzaghi si è presentato anche Matteo Darmian, che ha dato la carica: "Sappiamo che il Barcellona è una squadra fortissima ma lo siamo anche noi e dobbiamo dimostrarlo". Sul momento difficile della squadra, Darmian ha aggiunto: "Siamo noi giocatori a scendere in campo, quindi siamo i primi responsabili". Quanto al fatto che l'Inter si trovi a dovere cercare una via d'uscita dalla crisi contro una squadra fortissima come il Barcellona, l'esterno di fascia ha commentato: "Dobbiamo viverla come un'opportunità. Dobbiamo avere grande rispetto del Barcellona. Hanno giocatori che possono trovare la giocata in ogni momento".