Inter-Barcellona 1-0: decide Calhanoglu, orgoglio nerazzurro
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaMILANO - Allora l'Inter lo sa fare ancora, lo può fare e l'ha fatto: nel centro preciso della sua crisi nera ha trovato la luce di un vittoria eccitante e significativa, perché battere il Barcellona ha sempre un valore simbolico, un peso morale e naturalmente anche un effetto sul cammino in Champions. Inzaghi ha salvato se stesso e l'Inter tutta con lo studio meticoloso delle cose da fare in questa specifica circostanza tradotte specialmente in un primo tempo di onesta perfezione, di umile coraggio e di lucido sacrificio che ha permesso alla squadra di svicolare dalle sue attuali malattie e di buttarsi nella mischia senza soggezione ma soprattutto con illimitata fiducia in un piano tattico ideato bene e fatto funzionare ancora meglio. Non era il caso di mettersi dei grilli nella testa, ma non lo sarebbe stato in caso di condizione di grazia: Inzaghi ha accettato di sfidare il Barcellona da una posizione di inferiorità trasformando però quell'…
MILANO - Allora l'Inter lo sa fare ancora, lo può fare e l'ha fatto: nel centro preciso della sua crisi nera ha trovato la luce di un vittoria eccitante e significativa, perché battere il Barcellona ha sempre un valore simbolico, un peso morale e naturalmente anche un effetto sul cammino in Champions. Inzaghi ha salvato se stesso e l'Inter tutta con lo studio meticoloso delle cose da fare in questa specifica circostanza tradotte specialmente in un primo tempo di onesta perfezione, di umile coraggio e di lucido sacrificio che ha permesso alla squadra di svicolare dalle sue attuali malattie e di buttarsi nella mischia senza soggezione ma soprattutto con illimitata fiducia in un piano tattico ideato bene e fatto funzionare ancora meglio. Non era il caso di mettersi dei grilli nella testa, ma non lo sarebbe stato in caso di condizione di grazia: Inzaghi ha accettato di sfidare il Barcellona da una posizione di inferiorità trasformando però quell'accettazione in un punto di forza, una specie di rovesciata strategica ma anche emotiva.
È stata la grande rivincita di Simone, perché le sue scelte e il suo progetto di partita sono stati giusti. Ha preferito Correa a Dzeko e l'argentino ha sfibrato il Barcellona con i suoi scatti, ha messo Çalhanoglu in regia e ne ha ricevuto in cambio una prestazione fiammeggiante nelle due fasi, non ha esitato ad affidare Lewandowski alle cure di De Vrij e l'olandese non ha fatto vedere palla al polacco. E anche la strategia è stata premiante, con la scelta non suicida di aspettare il Barcellona negli ultimi 30 metri, rendendo ai blaugrana complicato sia il palleggio sia i dribbling delle ali e poi ripartendo a fionda appena se ne presentava la possibilità, attaccando all'improvviso anche con cinque uomini. Il secondo tempo sarà di pura sofferenza e di mera resistenza con la perfezione del contenimento via via più slabbrata e le ripartenze sempre più faticose, ma nel primo il Barça ha toccato il 67% di possesso senza però procurare neanche mezzo pericolo a Onana, mentre l'Inter ha sfiorato la rete con Çalhanoglu, s'è vista annullare un gol e un rigore per fuorigioco minimi e infine ha segnato con il turco, una rasoiata impietosa dopo un'azione tambureggiante.
Al Barcellona non è restato che dar palla a Dembélé e sperare in lui, anche se Dimarco è stato quasi eroico nel non abboccare alle sue finte, o almeno alla maggiore parte. Difatti il francese è stato pericoloso davvero soltanto quando Xavi l'ha spostato a sinistra, da dove ha colpito il palo nell'unica azione in cui la difesa dell'Inter si è aperta. Poi da un certo punto in avanti è stata solo trincea, non c'è più stata strategia ma solo cuore, muscoli sfatti e anime in subbuglio, ma a conti fatti il Barcellona ha solo buttato palle in mezzo che hanno provocato nient'altro che agitazione e palpitazioni. Due volte il Var ha fatto esultare San Siro: la prima quando ha visto un tocco di mano di Ansu Fati prima che Pedri segnasse nella porta ormai vuota (e a vuoto era stata l'uscita di Onana) e la seconda già oltre il 90', quando c'è voluto un bel po' per poi non giudicare un possibile fallo di mano di Dumfries: in assenza di un'immagine risolutiva, è stata rispettata la decisione presa sul campo. Gli spagnoli si sono imbestialiti. La sofferenza si è prolungata per otto minuti e mezzo di recupero, ma ne valeva la pena: l'Inter ha vinto all'italiana, Inzaghi può nutrire ambizioni europee.
Inter batte Barcellona 1-0 (1-0).
Inter (3-5-2): Onana; Skriniar, De Vrij (31' st Acerbi), A.Bastoni; Darmian (31' st Dumfries), Barella, Calhanoglu (40' st Asllani), Mkhitaryan, Dimarco (31' st Gosens); Lautaro, Correa (11' st Dzeko). All.:S.Inzaghi.
Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto, Christensen (13' st Piqué), Eric Garcia, Marcos Alonso (18' st Balde); Gavi (39' st Kessie), Busquets, Pedri; Dembélé, Lewandowski, Raphinha (18' st Fati). All.: Xavi.
Arbitro: Vincic (Slovenia).
Rete: nel pt 47' Calhanoglu.
Angoli: 13-3 per il Barcellona.
Recupero: 3' e 8'.
Ammoniti: Onana, Gavi, Lautaro, Barella, Inzaghi e Xavi per comportamento non regolamentare, Bastoni, Busquets e Calhanoglu per gioco falloso.
Note: spettatori 71.368.
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