Milan-Tottenham 1-0: segna Brahim Diaz, per i rossoneri è una notte da Champions
di Enrico Currò , di Enrico CurròMILANO - Che notte buia che c’è. A 5 giorni dal concerto alla Scala di Paolo Conte, l’omonimo Antonio, punzecchiato dalla stampa inglese per la nostalgia dichiarata verso l’Italia, ha perso alla Scala del calcio la sfida all’italiana con Pioli. Il Milan ne ha assaporato l’esito, lontano dal dogma offensivista: gol precoce di Diaz versione rapace, poi tanta difesa e contropiede quanto basta, infine il possibile 2-0 divorato da De Ketelaere e Thiaw. Dal 2012 non entra tra le prime 8 d’Europa e l l'allenatore vede l'orizzonte: "E' un risultato che ci darà morale". Per eliminare il Tottenham e meritarsi i quarti di finale della Champions dovrà ora completare l’opera fra tre settimane a Londra, ma intanto parte in vantaggio, forte soprattutto della ritrovata vena dei suoi due giocatori migliori. Preso atto, dall’indisponibilità dell’ultima ora di Tomori, che le rispettive assenze si pare…
MILANO - Che notte buia che c’è. A 5 giorni dal concerto alla Scala di Paolo Conte, l’omonimo Antonio, punzecchiato dalla stampa inglese per la nostalgia dichiarata verso l’Italia, ha perso alla Scala del calcio la sfida all’italiana con Pioli. Il Milan ne ha assaporato l’esito, lontano dal dogma offensivista: gol precoce di Diaz versione rapace, poi tanta difesa e contropiede quanto basta, infine il possibile 2-0 divorato da De Ketelaere e Thiaw. Dal 2012 non entra tra le prime 8 d’Europa e l l'allenatore vede l'orizzonte: "E' un risultato che ci darà morale". Per eliminare il Tottenham e meritarsi i quarti di finale della Champions dovrà ora completare l’opera fra tre settimane a Londra, ma intanto parte in vantaggio, forte soprattutto della ritrovata vena dei suoi due giocatori migliori. Preso atto, dall’indisponibilità dell’ultima ora di Tomori, che le rispettive assenze si pareggiavano, a schieramenti omologhi con la difesa a tre e atteggiamenti simili il pendolo della partita l’ha infatti spostato l’intraprendenza dei due fantasisti.
Leao caracollava da sinistra verso dove gli dettava l’estro. Hernandez superava volentieri il confine della metà campo, spaventando gli avversari: forse ispirato nel subconscio dalla trasposizione della dolorosa Argentina-Francia, ha ferito il Tottenham al primo vero affondo. Le tracce della finale Mondiale le ha subito lasciate lui, vincendo il duello aereo con Romero e sparacchiando un sinistro addosso a Forster. Che ha salvato con balzo notevole sulla prima ribattuta di Brahim Diaz, ma non sulla seconda, di testa, del più basso giocatore in campo (1,71): paradigma degli stereotipi capovolti dalla Champions League, torneo spesso troppo estemporaneo per lasciarsi incastrare dai canoni.
L’estemporaneità del centrocampo degli Spurs nasceva in verità dalla decimazione di tutti i titolari, da Bentancur in giù. Così i collegamenti con Kane, più dell’immatura coppia Skipp-Sarr, li dovevano tenere i trequartisti Kulusevski, troppo incline alle veroniche, e Son, autore di numerose digressioni palla al piede. Il Milan si è raggomitolato, ricorrendo quando serviva al fallo tattico, ma ha pure srotolato (Hernandez è ancora sfuggito a Romero, ahi Qatar) la matassa, che si è fatta talvolta groviglio davanti a Tatarusanu, protagonista di un’uscita fino alla trequarti. Nella ripresa, durante l’insediamento del Tottenham nei pressi della sua area, il sostituto di Maignan si è allarmato per una storta alla caviglia sinistra. Per il resto lo ha protetto bene una linea talmente folta che accanto all’ottimo innesto Thiaw (il gol mancato nel finale a un passo dalla linea gli ha vietato l’estasi) si è ritrovato perfino Giroud.
Il centravanti non si è comunque sottratto alle preziose sponde in attacco: quella per De Ketelaere, appena entrato, l’ha sperperata di testa il belga secondo prassi. Conte aveva in precedenza estratto solo a 20’ dalla fine dal nutrito campionario della sua panchina il brasiliano Richarlison, in effetti inoffensivo, e più tardi gli ha accoppiato l’olandese Danjuma, fatale nel 2021 all’Atalanta con la maglia del Villarreal. Nessun ingresso ha sprigionato il cambio di ritmo, l’unico che sarebbe stato necessario nel mare appena increspato. Onda su onda, la partita è andata un po’ alla deriva. E il Milan, sotto gli occhi del proprietario Cardinale ricomparso ad hoc, ha potuto festeggiare sia il record d’incasso in Italia (9.133.842 euro) sia la prospettiva più bella, da San Valentino all’8 marzo: quella di innamorarsi di nuovo della “sua” Champions.
Milan batte Tottenham 1-0 (1-0).
Milan (3-4-3): Tatarusanu; Kalulu, Kjaer, Thiaw; Saelemekaers (31' st Messias), Krunic, Tonali (40' st Pobega), Theo Hernandez; B.Diaz (31' st De Ketelaere), Giroud, R.Leao (45' st Rebic).. All.: Pioli.
Tottenham (3-4-3): Forster; Romero (35' st Davies), Dier, Lenglet; Emerson, Skipp, Sarr, Perisic (25' st Richarlison); Kulusevski, Kane, Son (35' st Danjuma). . All.:
Conte.
Arbitro: Scharer (Svizzera).
Rete: nel pt 7' B.Diaz.
Ammoniti: Romero, Dier, Tonali per gioco falloso.
Angoli: 8-3 per il Tottenham.
Recupero: 3' e 6'.
Note: spettatori 74.320, per in incasso di 9.133.842 euro.