PARIGI – Il giorno del sorteggio, tutti immaginavano che la notte di Psg-Bayern sarebbe stata un cielo pieno di stelle: ma quando mai. Il più lussuoso degli ottavi di finale possibili sarà invece un garbuglio di paure e debolezze, la sfida spaventata (per chi andrà a casa, sarà un fallimento) tra due formazioni fragili e vulnerabili, lontanissime da quell’idea di possente corrazzata che trasmettono ogni volta che una stagione comincia, quando Parigi e Monaco vengono poste in cima a qualunque genere di pronostico. Oggi non è questo il caso.
ll ritorno di Mbappé nella crisi del Psg
Il Psg è come sempre squassato da problemi, faide interne, infortuni in serie. Le imperfezioni dell’estate (a questa rosa sontuosa mancano drammaticamente almeno un difensore centrale e un centravanti puro) diventano puntualmente delle difettose voragini quando la Champions entra nella fase cruciale, che i parigini soffrono più di chiunque altro, visto che già cinque volte, nell’era qatarina, sono usciti agli ottavi. Il momento attuale, poi, è dei più devastanti, anche se il ritorno inatteso di Mbappé ha dissepolto quei barlumi d’ottimismo sotterrato dalla nera cupezza di una sconfitta dopo l’altra (nel 2023 sono state già ben quattro). Il fenomeno di Bondy, dato per certo assente fino a un paio di giorni fa a causa di una lesione muscolare alla coscia, è tornato in gruppo proprio alla vigilia del match contro il Bayern e stasera dovrebbe andare in panchina. Magari potrà giocare venti minuti al massimo, ma la sua sola presenza fisica basta a orientare gli umori dei tifosi (che sono sul piede di guerra e hanno una pesante contestazione in canna), la predisposizione dei compagni e lo stato d’allerta degli avversari. Non esiste giocatori più decisivo al mondo di Mbappé, neanche Messi.
Donnarumma contiene i danni
Kylian rientra in una squadra in crisi profonda, reduce da due rovinose sconfitte consecutive (Marsiglia in Coppa di Francia e Monaco in campionato) nelle quali il migliore in campo è stato Donnarumma, per altro non esente da colpe nelle situazioni precedenti. Gli infortuni continuano a condizionare una rosa costruita male, ma si tratta principalmente di acciacchi muscolari (Verratti ne è uno dei più soggetti) che dipendono il più delle volte da un livello di allenamento non adeguato.
I litigi plateali di Neymar
Lo spogliatoio è sempre una polveriera e sabato a Monte-Carlo si sono state liti plateali in campo, con Neymar protagonista principale, come al solito. “Ma litigo anche con la fidanzata, l’importante è farlo con rispetto”, è lo stucchevole alibi che il brasiliano si è dato. L’allenatore Galtier non riesce a tenere assieme i pezzi e soprattutto i caratteri ma nemmeno a trovare la quadra tattica, tant’è che dopo varie peripezie ha finito per rifugiarsi nel più elementare e confortevole dei moduli, il 4-4-2.
La speranza è Zaïre-Emery, 16 anni
Stasera dovrebbe dare fiducia all’esterno destro Zaïre-Emery, sedici anni e già due reti di campionato: centinaia di milioni spesi e finire per affidarsi a un adolescente fatto in casa, puro di cuore e senza tanti retropensieri per la testa. Per affrontare i fantasmi delle eliminazioni seriali agli ottavi, il club aveva proposto alla squadra di metterle a disposizione uno psicologo, sdegnatamente rifiutato da un gruppo che si sente superiore a tutto ma che, sostengono in molti, non ha ancora scordato la lezione presa lo scorso anno dal Real Madrid, che alla fine passò il turno dopo essere stato surclassato per tre tempi su quattro.
Nel Bayern Nagelsmann sotto accusa
Il Bayern è nel complesso messo meglio, ma sta vivendo in ogni caso la stagione più problematica della sua storia: in Bundesliga, dove è abituato a spadroneggiare, non decolla ed è intruppato in una complicata lotta per il primato con Union Berlino e Borussia Dortmund, mentre il giovane profeta Nageslmann sta incassando le prime critiche della carriera che lo hanno persino indotto a mettere in discussione il dogma del suo modulo iconico, il 4-2-3-1, accarezzando l’idea della difesa a tre.
Cancelo, Blind e Sommer, acquisti anti infortunio
Neanche i tedeschi sono esenti da infortuni pesanti (Mané, Neuer, Lucas Hernandez, Mazraoui) ma, al contrario dei francesi che hanno persino toppato per faccende burocratiche l’ingaggio di Zyiech, a gennaio hanno affrontato e teoricamente risolto i problemi acquistando Sommer, Cancelo e Blind.
I casi Neuer e Gnabry
Però pure sottopelle al Bayern corrono polemiche nervose e insolite per le loro abitudini, a comnciare da quella, decisamente sonora, che ha coinvolto un bandiera come Neuer, che si è rotto una gamba andando a sciare (attività vietatissima): per rappresaglia il club ha licenziato il preparatore dei portieri, cui il numero 1 era legatissimo, accusandolo di spifferare al suo protetto i discorsi segreti dello staff tecnico. La polemica è lievitata a colpi di interviste. Gnabry è stato invece punito per essere volato di soppiatto a Parigi per seguire delle sfilate di moda. Insomma in Germania ci si stupisce di questi colpi d’ala d’indisciplina in un club solitamente rigorosissimo (a Parigi si chiedono invece ccome mai al Bayern l’indisciplina venga comunque sempre sanzionata mentre al Psg mai).
Nelle mani del gregario Choupo-Moting
Ma è il gioco dei tedeschi (tre pareggi di fila a gennaio: una cosa inaudita per i bavaresi dominatori) che non convince e la mancanza di Lewandowski pesa, tant’è che sta diventando decisiva un’eterna e modesta riserva come Choupo-Moting, per altro ex Psg. Il centranti camerunense ha il doppio degli anni di Zaïre-Emery: più che le stelle di tutte le galassie, i protagonisti rischiano di essere il vecchio e il bambino.