Eintracht-Napoli 0-2: Osimhen e Di Lorenzo, azzurri a un passo dai quarti
dal nostro inviato Marco Azzi , dal nostro inviato Marco AzziFRANCOFORTE - Il gioco si fa duro e i duri del Napoli continuano a giocare pure in Europa, maneggiando la Champions con la stessa disinvoltura con cui stanno dominando il campionato. Allo strapotere azzurro s’è dovuto infatti piegare anche l’Eintracht, a cui non è bastato il sostegno rovente della Deutsche Bank Arena. Città e stadio blindati per l’andata degli ottavi, con scontri e 9 arresti prima della partita. Ma la squadra di Luciano Spalletti ha imposto lo stesso i diritti della sua classe, portando a casa una vittoria (2-0) quasi decisiva in vista del ritorno del 15 marzo al Maradona. Quarti a un passo, per la prima volta nella storia del club.
Era anche un crash test per le quotazioni internazionali del calcio italiano, con la squadra che sta dominando la Serie A opposta all’attuale sesta forza della Bundesliga tedesca: detentrice peraltro dell’Europa League e dunque a suo agio nelle sfide…
FRANCOFORTE - Il gioco si fa duro e i duri del Napoli continuano a giocare pure in Europa, maneggiando la Champions con la stessa disinvoltura con cui stanno dominando il campionato. Allo strapotere azzurro s’è dovuto infatti piegare anche l’Eintracht, a cui non è bastato il sostegno rovente della Deutsche Bank Arena. Città e stadio blindati per l’andata degli ottavi, con scontri e 9 arresti prima della partita. Ma la squadra di Luciano Spalletti ha imposto lo stesso i diritti della sua classe, portando a casa una vittoria (2-0) quasi decisiva in vista del ritorno del 15 marzo al Maradona. Quarti a un passo, per la prima volta nella storia del club.
Era anche un crash test per le quotazioni internazionali del calcio italiano, con la squadra che sta dominando la Serie A opposta all’attuale sesta forza della Bundesliga tedesca: detentrice peraltro dell’Europa League e dunque a suo agio nelle sfide senza margine di errore. L’Eintracht si è già fatto le ossa in Coppa nella scorsa stagione ed è apparso nelle prime battute più confidente del Napoli, il cui impaccio psicologico si è tradotto in una gestione meno lucida del solito del pallone, in particolare da parte di Kim e Lobotka. Sulle spalle degli azzurri incombeva il peso supplementare dei favori del pronostico, dopo la trionfale cavalcata nella fase a gironi contro Liverpool e Ajax. Ma dagli ottavi si gioca senza paracadute, con la consapevolezza sgradevole di avere dei margini di errore giocoforza ridotti: come la squadra di Spalletti aveva già constatato sulla sua pelle esattamente un anno fa, del resto, facendosi prendere a pallonate da un Barcellona non irresistibile. Sulla Deutsche Bank Arena aleggiavano quindi un po’ di fantasmi, che però Di Lorenzo e compagni hanno avuto il merito di scrollarsi di dosso dopo un breve rodaggio, in cui Meret si è preso uno spavento sul diagonale di Kolo Muani.
Vincere aiuta e vincere e il Napoli ha immagazzinato negli ultimi mesi una quantità di autostima extra large, che la partenza osé dell’Eintracht è stata in grado solo di scalfire. A metà del tempo la musica infatti è cambiata e gli azzurri hanno aumentato i giri del loro motore, comandando la partita con la stessa personalità (sommata all’organizzazione) che stanno dimostrando in campionato. Per questo la squadra di Spalletti non ha pagato dazio ai due macigni che gli sono caduti addosso in successione: il palo colpito da Lozano (34’) e il rigore parato da Trapp a Kvara pochi istanti dopo. C’è stato appena il tempo di sentire gli insulti - in italiano - dagli ultrà della curva tedesca e sullo stadio di Francoforte è calato il gelo, quando Lozano ha fornito a Osimhen un pallone da spingere comodamente in rete (40’), per il meritato vantaggio. Il centravanti nigeriano si era già procurato il tiro dal dischetto costringendo al fallo Buta e sarà la grande arma in più in Champions, dopo aver saltato per infortunio quasi tutta la fase a gironi.
Ma è stato il crescendo del secondo tempo a proiettare il Napoli in una dimensione di élite anche in Europa. Dominio totale prima e dopo l’espulsione (13’ st) di Kolo Muani, che ha sfogato la sua frustrazione su Anguissa e non ci sarà al Maradona. Non è stato però l’uomo in più a mettere le ali agli azzurri, padroni di ogni zona del campo e arrivati perfino in ritardo al raddoppio con Di Lorenzo (20’), liberato in area di tacco da Kvaratskhelia. Il georgiano è al debutto in Champions e ha impiegato più tempo dei suoi compagni a carburare. Ieri ha capito che può fare la differenza pure in Champions.
EINTRACHT FRANCOFORTE 0
NAPOLI 2
40' pt Osimhen, 20' st Di Lorenzo
Eintracht (3-4-2-1) - Trapp 7.5 - Tuta 5, Jakic 5, Ndicka 4.5 - Buta 4.5 (25' st Knauff 6), Sow 5.5, Kamada 5, Max 4.5 (46' st Lenz sv) - Lindstrom 5.5 (25' st Borrè 6), Gotze 5.5 (36' st Alidou sv) - Kolo Muani 4. All. Glasner 5.
Napoli (4-3-3): Meret 6 - Di Lorenzo 7.5, Rrahmani 7, Kim 7, Olivera 6.5 - Anguissa 7 (35' st Ndombele sv), Lobotka 7, Zielinski 6.5 - Lozano 7.5 (35' st Elmas sv), Osimhen 7.5 (39' st Simeone sv), Kvaratskhelia 6.5 (39' st Politano sv). All. Spalletti 8.
Arbitro: Artur Dias (Portogallo) 6.5
Note: espulso (13' st) Kolo Muani, amm. Kim e Elmas. Spettatori 47500.