Bayern Monaco-Psg 2-0: Choupo-Moting e Gnabry, prosegue la maledizione dei parigini
di Emanuele Gamba , di Emanuele GambaL'ultimo fallimento del pallone ricco si è verificato nell'arena del calcio più sostenibile del mondo, quello del Bayern Monaco, dei conti in ordine, dei tifosi azionisti, dello stadio pieno e della passione carnale che i rossi di Baviera suscitano nella loro gente. Hanno vinto anche il ritorno (2-0) raddoppiando il gol di Parigi e pure stavolta sfruttando uno strafalcione azzurro: dopo Donnarumma. c'è cascato Verratti. Ma i tedeschi avrebbero vinto lo stesso, in fondo hanno soltanto rispettato una consuetudine: il più delle volte il Psg esce agli ottavi, come le squadrette senza ambizioni. I suoi fallimenti sono sempre fragorosi.
Bayern e Psg hanno giocato come fossero squadre italiane, con circospetta prudenza e in testa l'idea di non intaccare il risultato dell'andata: i tedeschi perché gli stava bene così e i francesi perché stanno diventando una squadra cosciente dei propr…
L'ultimo fallimento del pallone ricco si è verificato nell'arena del calcio più sostenibile del mondo, quello del Bayern Monaco, dei conti in ordine, dei tifosi azionisti, dello stadio pieno e della passione carnale che i rossi di Baviera suscitano nella loro gente. Hanno vinto anche il ritorno (2-0) raddoppiando il gol di Parigi e pure stavolta sfruttando uno strafalcione azzurro: dopo Donnarumma. c'è cascato Verratti. Ma i tedeschi avrebbero vinto lo stesso, in fondo hanno soltanto rispettato una consuetudine: il più delle volte il Psg esce agli ottavi, come le squadrette senza ambizioni. I suoi fallimenti sono sempre fragorosi.
Bayern e Psg hanno giocato come fossero squadre italiane, con circospetta prudenza e in testa l'idea di non intaccare il risultato dell'andata: i tedeschi perché gli stava bene così e i francesi perché stanno diventando una squadra cosciente dei propri limiti e quindi consapevole di non poter andare all'arrembaggio senza disossarsi, vista l'abitudine a prendere gol a grappolo pure dal Nantes, dal Montpellier, dal Troyes o dal Lille. Perciò se la sono giocata con cautela, puntando sui conigli che di solito sbucano dal cilindro di Messi e/o Mbappé ma stavolta no, stavolta i tedeschi li hanno recintati come nessuno mai: era il famoso piano annunciato alla vigilia da Thomas Müller, quello che "se funziona, Mbappé non si divertirà per niente". Infatti. Messi è stato isolato dalla morsa di Kimmich e Goretzka, la coppia di centrocampisti più versatile del pianeta (sanno far tutto e lo sanno fare in qualsiasi angolo del campo), mentre Mbappé è finito prigioniero dell'abbraccio soffocante di Upamecano che, in quanto suo compagno in nazionale, lo conosce a menadito. Non s'era mai visto un Kylian con quella faccia sconsolata, incredulo all'idea di non riuscire a evadere dalle grinfie di quel suo muscoloso sottoposto.
L'unica vera possibilità del Psg l'ha avuta nel primo tempo Vitinha, servito da Hakimi che aveva borseggiato palla al portiere Sommer, ma il pallone che stava rotolando verso la porta è stato spazzato via a pochi centimetri dalla linea da un portentoso intervento di De Ligt, che giustamente ha esultato come se avesse segnato. È stato l'attimo che ha segnato la partita, perché il Bayern ha poi acquisito sicurezza e dato impulso al suo modo di attaccare fino a intaccare i parigini nel momento del loro primo sbaglio difensivo che purtroppo è stato di Verratti, il quale s'è fatto fregare la palla dal pressing combinato di Müller e Goretzka che ha mandato in gol Choupo-Moting. Al Psg il camerunense faceva il centravanti tappezzeria (e al Bayern anche, fin che c'era Lewandowski), ora è un bomber di tutto rispetto.
I franco-qatarini, con in campo un difensore del 2005, Bitshiabu, un centrocampista del 2006, Zaire-Emery, e un attaccante del 2002, Ekitike, si sono arresi, incassando nel finale anche il raddoppio di Gnabry: quei tre ragazzini sono il simbolo vivente del fallimento della politica delle stelle. Il futuro di Parigi, se c'è, non è più una barca di milioni.