Tottenham-Milan 0-0: rossoneri ai quarti di Champions dopo 11 anni
dal nostro inviato Enrico Currò , dal nostro inviato Enrico CurròLONDRA - La parola impresa non è mai esagerata, quando una squadra di serie A ne elimina una della Premier League. Nel caso del Milan le iperboli sono giustificate anche dalla storia. L'ultima volta che si era qualificato per i quarti di finale della Champions risale a 11 anni fa, sempre a Londra, ma in casa dell'Arsenal, in era pre-Brexit. La maggioranza dei protagonisti della chiusura del cerchio – questa Brexit involontaria del Tottenham, che potrebbe segnare l’addio di Conte a fine stagione e il ritorno di Pochettino- erano all’epoca adolescenti. Sono cresciuti bene e adesso sono maturi per aspettare sereni i quarti, in programma l’11 e il 12 aprile.
Non li ha spaventati l’ambiente. Dopo due giorni di copiosa promozione come modello di riferimento per il futuro stadio del Milan, il fantascientifico New White Hart Lane ha mostrato magagne non proprio modernissime: la partita è comincia…
LONDRA - La parola impresa non è mai esagerata, quando una squadra di serie A ne elimina una della Premier League. Nel caso del Milan le iperboli sono giustificate anche dalla storia. L'ultima volta che si era qualificato per i quarti di finale della Champions risale a 11 anni fa, sempre a Londra, ma in casa dell'Arsenal, in era pre-Brexit. La maggioranza dei protagonisti della chiusura del cerchio – questa Brexit involontaria del Tottenham, che potrebbe segnare l’addio di Conte a fine stagione e il ritorno di Pochettino- erano all’epoca adolescenti. Sono cresciuti bene e adesso sono maturi per aspettare sereni i quarti, in programma l’11 e il 12 aprile.
Non li ha spaventati l’ambiente. Dopo due giorni di copiosa promozione come modello di riferimento per il futuro stadio del Milan, il fantascientifico New White Hart Lane ha mostrato magagne non proprio modernissime: la partita è cominciata con 10’ di ritardo, perché le squadre sono rimaste imbottigliate nel traffico londinese esattamente come era capitato la sera prima per Chelsea-Dortmund. Il timore di incassare un gol fatale, dopo lo 0-1 dell’andata, ha suggerito a Conte la priorità della sorveglianza stretta sui tre milanisti più temuti, Hernandez, Leao e Giroud. Il contropiede, gestito dal sapiente capitano Kane che ha obbligato Maignan a una respinta di piede, lo hanno azzerato la scarsa vena di Son e Perisic e gli errori di misura di Kulusevski.
Pure il Milan ha evitato innanzitutto di sbilanciarsi, protetto dall’intonata fisarmonica difensiva Kalulu-Thiaw-Tomori. I due più liberi di muoversi - Diaz e Messias – sono riusciti a infilarsi nell’area e il brasiliano ha armato per due volte il tiro, anche se con esiti rivedibili. In compenso l’unico guizzo di Leao e la prevalenza aerea di Giroud hanno fruttato i cartellini gialli a Romero e Lenglet: dopo appena 22’, Conte aveva già 2 difensori centrali ammoniti su 3 e Romero è stato inizialmente graziato dell’espulsione dall’arbitro francese Turpin.
La circospezione reciproca non si è molto allentata nella ripresa, a parte la percussione di Diaz, spenta dalla respinta di Forster. Delle rispettive staffette di fascia tra Perisic e Porro (Royal spostato a sinistra) e tra Messias e Saelemaekers ha inciso di più la prima, inaugurando quasi a metà tempo la fase dell’arrembaggio sotto il South Stand. Se però Maignan ha smorzato l’urlo della curva inglese sul destro di Hojbjerg, l’ovvio sbilanciamento del Tottenham ha permesso a Leao di accendersi finalmente un po’: lo scompiglio sulla sua fuga ha offerto a Giroud il destro, salvato dal portiere sostituto di Lloris, che del centravanti è stato il capitano nella Francia al Mondiale. Altri tre reduci dal Qatar hanno infuocato il finale. Il brasiliano Richarlison, inserito da Conte per il 4-2-4, ha cercato duelli non solo tecnici, imitato nel modo peggiore dall’argentino Romero, che ha scalciato il francese Hernandez proprio davanti alla panchina milanista e si è meritato la seconda ammonizione. Lo scorrere dei minuti, in 11 contro 10, ha avvicinato alla meta Pioli, che si è affidato a Bennacer e Origi. Eppure per festeggiare c’è stato bisogno di una meravigliosa parata di Maignan su colpo di testa di Kane, prima che il palo parasse il potenziale 2-0 di Origi. La festa è diventata il migliore omaggio possibile per Italo Galbiati, lo storico vice di Capello per la cui scomparsa le squadre avevano il lutto al braccio. A quell’era vincente aveva alluso Maldini a Mediaset prima dell’inizio, lanciando un messaggio non troppo indiretto ai proprietari americani del Milan: il tesoretto dei 20 milioni dei quarti non può essere la sola motivazione per alzare il budget del mercato o per rinnovare il contratto a Leao: “I bilanci sono importanti, ma è l’ambizione sportiva a doverci portare a fare cose diverse”.
Tottenham-Milan 0-0
Tottenham (3-4-2-1) Forster – Romero, Lenglet, Davies – Emerson Royal (25’ st Richarlison), Skipp, Hojbjerg, Perisic (8’ st Porro) – Kulusevski (38’ st D.Sanchez), Son – Kane. All. Conte.
Milan (3-4-2-1) Maignan – Kalulu, Thiaw, Tomori – Messias (11’ st Saelemaekers), Krunic, Tonali, T.Hernandez - B.Diaz (36’ st Bennacer), Leao (44’ st Rebic) – Giroud (36’ st Origi). All. Pioli.
Arbitro: Turpin (Francia)
Note: Espulso Romero per doppia ammonizione al 32’st. Ammoniti Romero, Lenglet, Thiaw, Skipp. Spettatori 61.602.