✕

Napoli-Eintracht Francoforte: 3-0: Osimhen trascina gli azzurri ai quarti di Champions per la prima volta

Stacco imperioso e tocco ravvicinato: il nigeriano fa doppietta e indirizza la gara. Nella ripresa ci pensa Zielinski su rigore a mettere il sigillo sull'ingresso tra le prime 8 d'Europa
3 minuti di lettura

NAPOLI - Tre squadre nei quarti di Champions l'Italia non le portava dal 2006 e ci ha pensato il Napoli a completare l'opera, mettendo di nuovo al tappeto l'Eintracht nella rivincita di ieri sera al Maradona (3-0). È stata anche la risposta a Haaland di Osimhen, autore della sua prima doppietta in Coppa, poi Zielinski ha chiuso i conti su rigore. In crescendo la prova degli azzurri, sempre più consapevoli di poter recitare da protagonisti pure in Europa. Nel sorteggio di domani la squadra di Spalletti sarà più di una mina vagante. "Continuiamo a sognare, possiamo arrivare in fondo", garantisce Osimhen.

<<La cronaca della gara>>

La missione del Napoli era andare per la prima volta nella sua storia oltre le colonne d'Ercole degli ottavi, mai superate nei tre precedenti assalti contro Chelsea, Real e Barcellona. Per questo gli azzurri hanno approcciato la serata del Maradona con meno sfrontatezza e sono apparsi in avvio …

NAPOLI - Tre squadre nei quarti di Champions l'Italia non le portava dal 2006 e ci ha pensato il Napoli a completare l'opera, mettendo di nuovo al tappeto l'Eintracht nella rivincita di ieri sera al Maradona (3-0). È stata anche la risposta a Haaland di Osimhen, autore della sua prima doppietta in Coppa, poi Zielinski ha chiuso i conti su rigore. In crescendo la prova degli azzurri, sempre più consapevoli di poter recitare da protagonisti pure in Europa. Nel sorteggio di domani la squadra di Spalletti sarà più di una mina vagante. "Continuiamo a sognare, possiamo arrivare in fondo", garantisce Osimhen.

<<La cronaca della gara>>

La missione del Napoli era andare per la prima volta nella sua storia oltre le colonne d'Ercole degli ottavi, mai superate nei tre precedenti assalti contro Chelsea, Real e Barcellona. Per questo gli azzurri hanno approcciato la serata del Maradona con meno sfrontatezza e sono apparsi in avvio attanagliati dalla pressione, nonostante il vantaggio di due gol accumulato in Germania. Le sfide a eliminazione diretta sono sempre di difficile gestione e l'Eintracht ha confermato per un po' a Fuorigrotta di sentirsi più a suo agio in trasferta, dove aveva costruito nella scorsa stagione il suo trionfo in Europa League passando anche al Camp Nou di Barcellona. La squadra di Spalletti si è trovata dunque di fronte un avversario tutt'altro che arrendevole e si è dovuta sporcare le mani in una partita scorbutica (complice l'arbitraggio all'inglese di Taylor) e difficile da decifrare dal punto di vista tattico, per il pressing alto con cui i tedeschi hanno condizionato pure in malo modo il palleggio di Lobotka. La capolista della Serie A ha avuto però il merito di non snaturarsi nemmeno quando il gioco si è fatto più duro e ha cercato comunque di imporre in campo la sua maggiore qualità, forte dell'autostima messa da parte con 6 vittorie in 7 gare in questa edizione della Champions.

Per questo all'Eintracht non è bastato un primo tempo di lotta e a tratti di governo, in cui il Napoli si è preso subito uno spavento su un colpo di testa di Borrè e ha faticato a prendere possesso della metà campo avversaria. I tedeschi hanno provato a trasformare in una motivazione in più l'assenza al Maradona dei loro tifosi e hanno stampato un vistoso numero 12 sulla copertura della loro panchina, anche se la spinta del dodicesimo uomo non li aveva salvati dalla resa il 21 febbraio in Germania. Ma nemmeno l'espediente psicologico è servito a Glasner per riequilibrare la partita a scacchi con Spalletti, che da parte sua ha suggerito ai suoi giocatori solo di non farsi tentare dalla voglia di gestire il vantaggio. Le migliori occasioni sono dunque capitate lo stesso agli azzurri e sono servite tre parate di Trapp (su Politano e per due volte su Kvaratskhelia) per tenere sulla corda i 50 mila quasi fino all'intervallo, quando si è accesa all'improvviso l'abbagliante luce di Osimhen. È stato infatti il bomber nigeriano a finalizzare di testa - dopo un decollo strepitoso - l'azione da antologia iniziata con un lancio d'esterno da Lobotka e rifinita con un millimetrico cross da Politano: calcio spettacolo.

Era quello di cui il Napoli aveva bisogno per prendere il largo, libero dalla preoccupazione di dover navigare verso l'ignoto. Il resto della partita gli azzurri l'hanno dunque giocato con il vento in poppa e si è gonfiato a dismisura lo spinnaker di Osimhen, che aveva voglia di rispondere a distanza a Haaland e c'è riuscito in parte confezionando la sua doppietta in avvio di ripresa, su assist di Di Lorenzo. Il centravanti è rimasto a terra per qualche secondo per un colpo al polso ed è stato impressionante la paura con cui il Maradona è passato dall'euforia al gelo. Ma è stato un attimo e sull'abbrivio è arrivato pure il tris di Zielinski su rigore, il sigillo definitivo sulla festa azzurra.

NAPOLI 3 47' pt e 8' st Osimhen, 19' st Zielinski (rig.)
EINTRACHT 0
Napoli (4-3-3) Meret 6 - Di Lorenzo 7, Rrahmani 6.5, Kim 7 (22' st Juan Jesus sv), Mario Rui 6 - Anguissa 6, Lobotka 7.5, Zielinski 7.5 (29' st Ndombele 6) - Politano7  (22' st Lozano 6), Osimhen 8 (36' st Simeone sv), Kvaratskhelia 6.5 (29' st Elmas 6). All. Spalletti 7.5.
Eintracht (4-2-3-1) Trapp 6.5 - Buta 6, Tuta 5, N'Dicka 5, Lenz 5 (22' st Max 5.5) - Rode 6 (29' st Jakic 6), Sow 5 - Knauff 5.5 (16' st Alidou 6), Goetze 5, Kamada 5 - Borré 6. All. Glasner 5.5.
Arbitro: Taylor (Inghilterra) 6
Note: amm. N'Dicka, Lenz, Gozte e Mario Rui.