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Benfica-Inter 0-2: gol di Barella e Lukaku, Inzaghi verso la semifinale di Champions

Romelu Lukaku dopo il gol dello 0-2 (reuters)
Un colpo di testa del centrocampista su assist perfetto di Bastoni e un rigore del belga (mano di Joao Mario) consentono ai nerazzurri di vincere a Lisbona. Ritorno a Milano il 19 aprile
2 minuti di lettura

LISBONA — Sarebbe bello veder giocare la feroce Inter di Coppa contro la smarrita Inter di campionato. Assistere al Barella di Champions, giocatore totale, che si prende gioco del Barella della Serie A, lamentoso e nervosetto. E avanti così, ruolo per ruolo. Quando il calendario del calcio era una cosa semplice, con il campionato la domenica pomeriggio e le coppe in settimana la sera, le squadre così si chiamavano belle di notte, e la si chiudeva lì. Adesso che di semplice nel pallone non c'è più niente, e il fatalismo è stato rimpiazzato dall'analisi al microscopio, ci si arrovella per capire il perché della differenza fra la squadra che non riesce a fare punti con Empoli e Bologna e quella che doma con fierezza Barcellona, Porto e Benfica. Evidentemente, il microscopio non è lo strumento giusto per analizzare cose enormi, e questa la è: esistono due Inter.

<<la cronaca della partita>>

Inter-Be…

LISBONA — Sarebbe bello veder giocare la feroce Inter di Coppa contro la smarrita Inter di campionato. Assistere al Barella di Champions, giocatore totale, che si prende gioco del Barella della Serie A, lamentoso e nervosetto. E avanti così, ruolo per ruolo. Quando il calendario del calcio era una cosa semplice, con il campionato la domenica pomeriggio e le coppe in settimana la sera, le squadre così si chiamavano belle di notte, e la si chiudeva lì. Adesso che di semplice nel pallone non c'è più niente, e il fatalismo è stato rimpiazzato dall'analisi al microscopio, ci si arrovella per capire il perché della differenza fra la squadra che non riesce a fare punti con Empoli e Bologna e quella che doma con fierezza Barcellona, Porto e Benfica. Evidentemente, il microscopio non è lo strumento giusto per analizzare cose enormi, e questa la è: esistono due Inter.

<<la cronaca della partita>>

Inter-Benfica il 19 aprile

Alla vigilia Simone Inzaghi ha dato tre parole chiave, come in brain storming per il lancio di una campagna pubblicitaria: insieme, cuore, testa. I giocatori le hanno tradotte in fatti, vincendo 2-0 contro il Benfica primo in Liga portoghese, sulla carta uno squadrone, e prenotando un posto in semifinale contro chi vincerà fra Milan e Napoli. Certo, c'è il ritorno da giocare a San Siro, che fa ben più paura ai forestieri del pur bello Da Luz. E prima c'è da battere il Monza, che dopo una serata così sembra semplice, ma che per questa Inter è difficilissimo. Inzaghi, che non vuole sentire parlare di rivincita personale ("Io lavoro per il bene dell'Inter. Le critiche è giusto ascoltarle, bisogna sempre lavorare di più e meglio"), dovrà convincere che le maglie rosse brianzole sono in realtà lusitane.

Lukaku parte dalla panchina

Nel primo tempo, il campo ha contraddetto la storiella della vigilia, che qui in Portogallo ripetevano un po' tutti, secondo cui il Benfica avrebbe fatto la partita e l'Inter avrebbe aspettato un contropiede. Inzaghi aveva un'altra idea e lo ha dimostrato già mettendo in campo al fianco di Lautaro il tecnico Dzeko e non l'uomo da campo aperto Lukaku. Per 45' le due squadre si sono divise tutto, dal possesso palla alle occasioni, poche. Quelle portoghesi sono arrivate palla a terra, per vie centrali. I padroni di casa hanno capito di potere fare a meno dello squalificato Otamendi, capitano e totem, e gli ospiti non hanno sofferto dell'assenza di Çalhanoglu, rimasto a Milano per recuperare la forma insieme a Skriniar. L'equilibrio non ha soddisfatto il pubblico indigeno che, viziato da un calcio spettacolare, mugugnava a ogni piccolo calo di ritmo.

Joao Mario, mano e rigore per l'Inter

Nella ripresa l'Inter è partita se possibile ancor più sicura di sé ed è arrivato il gol di testa di Barella, non un gigante, ma capaci di gesti tecnici che giganteschi lo sono. A recapitargli il pallone sulla fronte è stato Bastoni ("Con Barella giocata collaudata, se non gliela do si incazza quindi ci provo sempre a passargliela"), che ha un sinistro così educato da chiedersi come mai i suoi allenatori alle giovanili lo abbiano visto difensore. A loro va il grazie di Inzaghi. In una serata perfetta - forse la migliore della stagione interista - all'allenatore sono riusciti anche i cambi. Lukaku, in campo per Dzeko affaticato, ha fatto a sportellate e segnato un rigore procurato da Dumfries, il cui millesimo cross è stato intercettato goffamente di mano dall'ex Joao Mario. "Capisco le critiche per le mie prestazionima io posso solo guardare avanti e aiutare la squadra", che è tornato anche sulle polemiche per la sfida di Coppa Italia con la Juve: "L'esultanza dopo il gol? A fine stagione la spiegherò".

Il tabellino di Benfica-Inter

Benfica 0

Inter 2 (Barella al 6' pt, rig. Lukaku al 37' st)

Benfica (4-2-3-1): Vlachodimos - Gilberto, Antonio Silva, Morato, Grimaldo - Chiquinho, Florentino (19' st Neres) - Joao Mario, Rafa Silva, Aursnes - Ramos. All. Schmidt

Inter (3-5-2): Onana - Darmian, Acerbi, Bastoni - Dumfries (41' st D'Ambrosio), Barella, Brozovic, Mkhitaryan, Dimarco (18' st Gosens) - Lautaro (18' st Correa), Dzeko (18' st Lukaku). All. Inzaghi.

Arbitro: Oliver (Ing).

Note: ammoniti Antonio Silva, Brozovic e Dzeko.