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Milan-Napoli: il gol di Bennacer, un lampo al tramonto durante il Ramadan

Storia e geografia della rete rossonera raccontano mondi: il franco-algerino ha deciso la partita. Musulmano osservante, solo un rapido spuntino prima del via per rispettare il mese del digiuno. Servito in occasione dell'azione che ha risolto la partita da Brahim Diaz, spagnolo di papà marocchino
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Chiamatelo Ismaele. E dategli qualcosa da mangiare, perché Ismael Bennacer è musulmano osservante e sta seguendo il Ramadan. Appena uno spuntino, prima di cominciare, anche se poi s'è divorato il Napoli. Storia e geografia del gol del Milan raccontano mondi. Ismael Bennacer è un francese naturalizzato algerino, con papà marocchino e mamma algerina. Anche Brahim Diaz, lui di nazionalità spagnola, creatore del memorabile innesco di quel contropiede fatale, ha un papà marocchino, la mamma invece è spagnola. Il Marocco, seppure per via indiretta, innerva dunque squadra e azione vincente, il Marocco rivelazione dell'ultimo mondiale. Perché i confini sono ormai materia fluida, il senso di questo tempo veloce è la contaminazione, si procede per scambi e incroci e solo i più biechi nazionalisti non vogliono capirlo.

Chiamatelo Ismaele. E dategli qualcosa da mangiare, perché Ismael Bennacer è musulmano osservante e sta seguendo il Ramadan. Appena uno spuntino, prima di cominciare, anche se poi s'è divorato il Napoli. Storia e geografia del gol del Milan raccontano mondi. Ismael Bennacer è un francese naturalizzato algerino, con papà marocchino e mamma algerina. Anche Brahim Diaz, lui di nazionalità spagnola, creatore del memorabile innesco di quel contropiede fatale, ha un papà marocchino, la mamma invece è spagnola. Il Marocco, seppure per via indiretta, innerva dunque squadra e azione vincente, il Marocco rivelazione dell'ultimo mondiale. Perché i confini sono ormai materia fluida, il senso di questo tempo veloce è la contaminazione, si procede per scambi e incroci e solo i più biechi nazionalisti non vogliono capirlo.

Milan-Napoli: Brahim Diaz e Bennacer, scambio veloce e gol

Il gol milanista, dunque. Così bello, e veloce, e arioso, da sembrare quasi... napoletano, non nella versione di ieri sera, però. L'azione che potrebbe decidere un po' di questa Champions, o almeno di questi quarti di finale, nasce dal più mancino dei tocchi, il doppio sinistro, la duplice rapidissima carezza che Brahim Diaz s'inventa per sgusciare tra Mario Rui e Lobotka: è una frazione di secondo che prende il tempo al Napoli, sorpreso lì nel mezzo. Il volo centrale di Brahim trova Leao pronto a proseguirlo con un passaggio privo di pensieri, puro istinto verso Ismaele; però, prima, è ancora Brahim a correggere il capolavoro con la penultima pennellata, anche questa senza una sbavatura di troppo. Finisce che il pallone giunge in diagonale al marinaio Ismaele, che con un solo colpo di fiocina trafigge la sua balena, non bianca ma azzurra. Sono trascorsi quaranta minuti, ed è questa la quinta rete (a zero) che il Milan infila (infilza?) nella porta napoletana in dieci giorni. Non può essere un caso.

 

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Milan-Napoli: ritorno tutto da giocare martedì prossimo

Quando le squadre erano lì schierate ad ascoltare la famosa musichetta della Champions, la linea continua delle teste milaniste aveva due vistosi vuoti, come se nel gruppo in fila ci fossero due bambini. Erano, invece, Ismaele (un metro e 75) e Brahim (uno e settantuno, prossimo ad essere riscattato dal Real Madrid). In tribuna se li guardava un gigante col "chiodo" nero da Fonzie, cioè Ibra. Dopo quello spettacolo di gol, Fonzie si è messo ad applaudire calmo, quasi al rallentatore. Meglio non scatenarsi ancora, la strada è lunga. E rischia di essere lunghissima per il Napoli al ritorno, tra cinque giorni appena, senza Anguissa e Kim, perché il capolavoro del Milan è stato anche mandare in corto alcune centraline elettriche dell'avversario, che ha perso la testa e la partita nel volgere di pochi ma decisivi minuti. Come se non esistessero i ventidue abissali punti di differenza in campionato, perché l'Europa è un'altra storia ed è un luogo che può contenere insieme, dentro lo stesso orizzonte, il Marocco e l'Algeria, la Francia e la Spagna, in questa nuova edizione di Giochi senza frontiere rossonere.