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Il segreto di Pulcinella, la maschera in orbita tra la Nasa e Osimhen

A Napoli, la città dove ogni cosa è esibizione, il n. 9 nigeriano agisce celandosi, come Elena Ferrante e Liberato
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L'ultima volta che Pulcinella era entrato in una missione europea, il Napoli si stava dignitosamente avviando da neopromosso verso l'ottavo posto, Lavezzi aveva segnato due gol all'Udinese. La Nasa era sul punto di mandare in orbita il Columbus, un laboratorio pressurizzato con tre astronauti a bordo. Andava agganciato alla stazione spaziale internazionale per degli esperimenti di fisica dei fluidi. Insomma, per non farla lunga, alla vigilia del lancio s'accorgono che a bordo esiste un lack of mass, il carico è più leggero del previsto. Così gli americani chiamano l'Olanda che fa da cuore della missione, e l'Olanda telefona a Napoli, dove ha sede il Mars, eccellenza nella ricerca scientifica per il settore della microgravità, uno dei partner nell'operazione. Mandateci un vostro gadget, dicono. Qualcosa che vi rappresenti. Il fisico Gigi Carotenuto - nessuna parentela - si butta su una bancarella di Mergellina e per sette euro com…

L'ultima volta che Pulcinella era entrato in una missione europea, il Napoli si stava dignitosamente avviando da neopromosso verso l'ottavo posto, Lavezzi aveva segnato due gol all'Udinese. La Nasa era sul punto di mandare in orbita il Columbus, un laboratorio pressurizzato con tre astronauti a bordo. Andava agganciato alla stazione spaziale internazionale per degli esperimenti di fisica dei fluidi. Insomma, per non farla lunga, alla vigilia del lancio s'accorgono che a bordo esiste un lack of mass, il carico è più leggero del previsto. Così gli americani chiamano l'Olanda che fa da cuore della missione, e l'Olanda telefona a Napoli, dove ha sede il Mars, eccellenza nella ricerca scientifica per il settore della microgravità, uno dei partner nell'operazione. Mandateci un vostro gadget, dicono. Qualcosa che vi rappresenti. Il fisico Gigi Carotenuto - nessuna parentela - si butta su una bancarella di Mergellina e per sette euro compra un Pulcinella in vetroresina. Thats's Naples, ridono alla Nasa quando gli arriva il pacco. L'episodio è raccontato da Francesco Durante nel libro Scuorno (Mondadori, 2008), prima che dalla curva del Milan aggiornassero il numero delle presenze di Pulcinella in Europa con la coreografia dell'altra settimana in Champions, un paio di manone rosse pronte a ghermirlo, e lui impaurito. 

Devono aver ragionato a San Siro come alla Nasa quindici anni fa: that's Naples. Prendiamo un loro simbolo, e sbraniamolo. In fondo, a guardar bene, veste una maschera nera pure l'artefice magico di questo scudetto in arrivo e di questa storica Champions. Osimhen è una specie di estensione nuova del senso di Pulcinella, arraggioso e arrepassatore per Enzo Striano ne Il Resto di Niente, furibondo cioè, e capace di prendere in giro, come in fondo succede quando sei uno che si accanisce con 25 gol in 30 partite. 

Capitava di esser chiamati pulcinelli al nord fino a una quarantina d'anni fa, come stereotipo del furbo, dell'imbroglione, succede di appropriarsi di un bene o di parole altrui per ansia di deridere [cfr. sceneggiata, Masaniello, ammuina]. Eppure, dietro il cliché, la maschera di Pulcinella non ha mai incarnato una cosa sola. È imbroglione ma altruista. È cinico e sentimentale. È l'immagine dell'inafferrabilità, concetto noto a molti marcatori di Osimhen. L'antropologo Marino Niola la chiama la maschera della tuttilità, perché Pulcinella è sempre sé più un altro, e in certi passaggi delle lezioni universitarie ai Master di teatro si potrebbe pensare che stia parlando del centravanti. Nella città che passa per "il teatro della vita che non chiude mai" (Pablo Picasso), dove ogni cosa diventa esibizione, Osimhen agisce nascondendosi, come Elena Ferrante in narrativa e il cantante Liberato in musica. Peter Brook dice che la maschera è lo spazio vuoto. Non sembra il centravanti di Guardiola? 

Victor Osimhen (agf)
Domenico Rea attribuiva sproloqui a Pulcinella, le chiamava acrobazie. Come una rovesciata, un colpo di testa. Nei trattati dell'arte del Seicento, Pulcinella in scena deve fare lo strummolo, la trottola di legno. Caratteristiche: imprendibile. Si mascherano sia i predatori per dare la caccia sia i pescatori di perle. I francesi dicono di avere Pulcinella nel cassetto, quando c'è qualcosa da nascondere. Qualcosa i loro re hanno lasciato nella lingua di Napoli, dove la situazione si chiama "il mariuolo in corpo", quasi un nove che sparisce e riappare per un gol di rapina. Che Osimhen sia decisivo per il Napoli, ormai è un segreto di Pulcinella. Solo che il Milan non se n'è accorto ancora. Victor l'ha incrociato una volta e mezza in sette occasioni, le altre le ha saltate tutte, una volta gli adduttori, un'altra un bicipite femorale, una spalla, uno zigomo. Osimhen mostra il vuoto delle certezze altrui, come si dice che facesse il Pulcinella di Antonio Petito, attore ottocentesco, il più famoso interprete della maschera. "Non è folklore - dice Niola al telefono - è una maschera del terrore, la scatola nera dell'essere. Anche Osimhen è un'eccezione somatica. Potente e snodabile, efficace e sgraziato. Sovverte le regole della stilistica". 

Ah, qualcuno vorrà sapere com'è finita la storia della statuetta e della Nasa. Dall'Olanda ne chiesero una seconda copia, perché durante il viaggio tra le stelle ci sarebbe stato un periodo di depressurizzazione, occorreva fare un test preventivo, capire se in condizioni di sottovuoto, la statuetta potesse liberare gas pericolosi. Il professor Carotenuto corse a comprarne un'altra, le prove a Noordwijk andarono bene e Pulcinella è stato davvero imbarcato, nella stiva numero 102 dello shuttle. Se n'è andato in orbita, a girare con la sua maschera intorno alla Terra, imprendibile, lassù, dove resta da capire se sei sul punto di cadere o di continuare a volare. Vallo a sapere.