Napoli-Milan 1-1: rossoneri in semifinale con Giroud, Osimhen colpisce troppo tardi
di Enrico Currò , di Enrico CurròNAPOLI - Dopo 16 anni di purgatorio, di patimenti e imbarazzo, la catarsi europea del Milan è compiuta: torna in semifinale di Champions. Ma i ricorsi storici forse non sono finiti. Se al Meazza l’Inter saprà gestire contro il Benfica il 2-0 di Lisbona, la semifinale sarà di nuovo il derby milanese, dopo 20 anni, con la certezza di un’italiana in finale contro la vincente della sfida tra Real e City (favorito) o Bayern. Invece il Napoli si è fermato, con parecchio onore, sulla soglia della storia: il terzo scudetto è un bell’accontentarsi, però il sogno più grande si è spezzato. Lo ha ucciso la fantasia di Leao, ancora decisivo come 6 giorni prima a Milano con un altro assist, stavolta per Giroud dopo quello per Diaz. Il taumaturgo mancato Osimhen, ha infine scritto di testa all’ultimo respiro l’1-1, in una serata grigiastra per il migliore arbitro del mondo, il polacco Marciniak: il Napoli gli conte…
NAPOLI - Dopo 16 anni di purgatorio, di patimenti e imbarazzo, la catarsi europea del Milan è compiuta: torna in semifinale di Champions. Ma i ricorsi storici forse non sono finiti. Se al Meazza l’Inter saprà gestire contro il Benfica il 2-0 di Lisbona, la semifinale sarà di nuovo il derby milanese, dopo 20 anni, con la certezza di un’italiana in finale contro la vincente della sfida tra Real e City (favorito) o Bayern. Invece il Napoli si è fermato, con parecchio onore, sulla soglia della storia: il terzo scudetto è un bell’accontentarsi, però il sogno più grande si è spezzato. Lo ha ucciso la fantasia di Leao, ancora decisivo come 6 giorni prima a Milano con un altro assist, stavolta per Giroud dopo quello per Diaz. Il taumaturgo mancato Osimhen, ha infine scritto di testa all’ultimo respiro l’1-1, in una serata grigiastra per il migliore arbitro del mondo, il polacco Marciniak: il Napoli gli contesta un rigore non assegnato sullo 0-0. I rigori concessi sono stati 2: il primo lo ha sbagliato Giroud sullo 0-0, il secondo Kvaratskhelia sull’1-0 ed è facile adesso dire che poteva portare ai supplementari.
In verità la partita - introdotta da un’apprezzabile versione da stadio di O sole mio, sintesi canora della bolgia dei 55 mila del Maradona e picco elegante di un approccio non sempre in tono (vedi ululati a Leao all’uscita dall’hotel) - è cominciata alla stessa maniera dell’andata: con un lungo assolo del Napoli. Per un quarto d’ora abbondante il Milan non è riuscito a mettere il naso oltre metà campo, schiacciato dall’ossessivo pressing avanzatissimo di tutti gli uomini di Spalletti, che tuttavia, pur con Zielinski trequartista di fatto (marcato da Krunic) in un virtuale 4-2-3-1 speculare a quello di Pioli, hanno ottenuto più corner che tiri in porta. Ha pesato assai il difficile recapito del pallone al temutissimo Osimhen, stretto tra Kjaer e Tomori: ne complicavano il compito il notevole traffico in zona e l’assenza dello squalificato Anguissa, elastico naturale tra i reparti. A poco a poco, in perfetta analogia con San Siro, la nuova trama si è sovrapposta al fresco precedente: Leao è uscito dal suo guscio di apparente indolenza e la luce del Napoli si è fatta fioca, anche se Giroud ha graziato per due volte gli avversari pasticcioni.
Il primo guizzo del caracollante Rafa è consistito nell’anticipo in area su Mario Rui, che lo ha goffamente travolto: sull’ovvio rigore Giroud ha permesso a Meret la parata salvifica. Qui il Var si è esercitato nei cavilli sul tempo dell’ingresso in area di 4 giocatori del Napoli e Pioli si è infuriato col quarto uomo per la mancata ripetizione. Il classico rigore in movimento lo ha poi sbagliato ancora Giroud, sparacchiando su Meret l’invito di Tonali. L’opportuno aggiustamento tattico di Spalletti lo ha causato il precoce infortunio di Politano e Mario Rui, rimpiazzati da Lozano e Olivera. Il messicano ha subito invocato il rigore per la scivolata in corner di Leao, assolto dal Var e autorizzato al ruolo di eroe della serata: la sua fuga di 70 metri, innescata da Ndombele, ha permesso a Giroud il terzo tentativo, con un tocco comodissimo appena prima dell’intervallo. C’è stato spazio per il gol annullato a Osimhen (tocco di braccio prima della girata in porta) e nell’ultimo residuo quarto del duello per il governo dei 2 gol di vantaggio, che sembrava per il Milan sempre meno impervio. Né le sostituzioni parevano incidere sul contesto ingessato, fino al sussulto in extremis: rigore (mani di Tomori) parato da Maignan a Kvaratskhelia e zuccata d’onore di Osimhen su cross di Raspadori. Ad aprile i campioni d’Italia uscenti non hanno mai perso, nei 3 confronti in 16 giorni con i campioni d’Italia entranti: in Europa la sentenza è ineccepibile.
NAPOLI 1 48' st Osimhen
MILAN 1 43' pt Giroud
Napoli (4-3-3): Meret - Di Lorenzo, Rrahmani (29' st Ostigard), Juan Jesus, Mario Rui (34' pt Olivera) - Ndombele (19' st Elmas), Lobotka, Zielinski (29' st Raspadori) - Politano (34' pt Lozano), Osimhen, Kvaratskhelia. All. Spalletti.
Milan (4-2-3-1): Maignan - Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez - Krunic, Tonali - Brahim Diaz (14' st Messias), Bennacer, Leao (38' st Saelemaekers) - Giroud (23' st Origi). All. Pioli.
Arbitro: Marciniak (Polonia)
Note: amm. Theo Hernandez, Maignan, Di Lorenzo e Olivera.Spettatori 55 mila.