Napoli e Milan, tutto in una notte: caccia alla felicità infinita
di Marco Azzi , Enrico Currò , di Marco Azzi, Enrico CurròNAPOLI - Sarà la vista del Vesuvio, sotto il cielo un po' corrucciato, o sarà l'icona della Coppa Campioni, ovunque occhieggiante dentro lo stadio intitolato a Maradona. Fatto sta che l'Italia è patria di santi, navigatori, allenatori di Champions (4 sugli 8 superstiti) e ovviamente di poeti. All'ennesima richiesta di metafora sull'appuntamento incombente del ritorno dei quarti di finale, in cui tutto è ancora in ballo dopo l'1-0 milanista dell'andata, Pioli ne ha sfornata una che rende l'idea: "È come quando visiti la Tour Eiffel e già al secondo piano hai una bella vista, ma vuoi salire ancora per averne una ancora più bella ". Prima di lui Spalletti si era già disimpegnato discretamente: "Alla porta del successo trovi sempre due cartelli: entrata e uscita. Io non sarei contento di uscire e non so dire se siamo già nella storia adesso. Di sicuro non vedo alcun rischio dentro…
NAPOLI - Sarà la vista del Vesuvio, sotto il cielo un po' corrucciato, o sarà l'icona della Coppa Campioni, ovunque occhieggiante dentro lo stadio intitolato a Maradona. Fatto sta che l'Italia è patria di santi, navigatori, allenatori di Champions (4 sugli 8 superstiti) e ovviamente di poeti. All'ennesima richiesta di metafora sull'appuntamento incombente del ritorno dei quarti di finale, in cui tutto è ancora in ballo dopo l'1-0 milanista dell'andata, Pioli ne ha sfornata una che rende l'idea: "È come quando visiti la Tour Eiffel e già al secondo piano hai una bella vista, ma vuoi salire ancora per averne una ancora più bella ". Prima di lui Spalletti si era già disimpegnato discretamente: "Alla porta del successo trovi sempre due cartelli: entrata e uscita. Io non sarei contento di uscire e non so dire se siamo già nella storia adesso. Di sicuro non vedo alcun rischio dentro questa partita: rischiamo solo la felicità infinita".
Napoli-Milan, in palio la semifinale
La sostanza della poesia imperante è che la gioia dell'attesa unisce Napoli e Milan. Stavolta lo stadio sarà acceso dallo stesso tifo di ogni via di una città immersa nel terzo scudetto. La discussa pace tra gli ultrà e il presidente De Laurentiis introduce il film di Napoli-Milan, il derby di Champions possibile prologo di quello in semifinale con l'Inter, impegnata a Lisbona a garantire la certezza successiva: una squadra italiana in finale. Lo spettacolo è annunciato.
Spalletti ritrova Osimhen
Osimhen redivivo è chiamato a ribaltare lo 0-1 dell'andata, il prodigioso Maignan a difenderlo, l'imprendibile Leao a incrementarlo, lo slalomista Kvaratskhelia a inventare dribbling da artista, Spalletti e Pioli a trovare l'idea vincente. Che magari non sarà tanto nuova, perché il Napoli e il Milan hanno identità tattiche precise e non intendono rinnegarle: presseranno il più possibile vicino all'area avversaria, palleggeranno con gusto, andranno all'assalto con Hernandez e Di Lorenzo, Zielinski e Diaz. Crosseranno per i loro acrobati. E metteranno in conto di andare ai supplementari e ai rigori: le prove le hanno fatte in allenamento.
Nessuno si rifugia dietro alibi preventivi. Pioli ha detto che il suo centravanti (Giroud, aveva la tendinite) è abile e arruolato, Spalletti ha ammesso che le squalifiche di Kim e Anguissa (rimpiazzati da Juan Jesus e Ndombele) sono compensate, eccome, dal ritorno di Osimhen.
La Champions può valere 100 milioni
Dove finisce la poesia, però, comincia la prosa. Il calcio al tempo della finanza è innanzitutto questione di soldi ed è inutile fare finta del contrario. La Champions può valere 100 milioni di euro o giù di lì, come quest'anno per le squadre italiane risorte a nuova vita europea. Il frastuono dei social è stato spesso sgradevole, in questi giorni, toccando le punte dell'eccesso contro Theo Hernandez. Dell'arbitro si è preventivamente discusso, per lo più secondo logiche di fazione anche per colpa del romeno Kovacs, che al Meazza ha scontentato tutti. Ma è tautologica la differenza nell'approccio a questo bizzarro appuntamento: "Strano, è il terzo in pochi giorni", rileva Pioli, che ha stravinto qui in campionato il 2 aprile e rivinto di misura a Milano il 12 in Champions. "Abbiamo annotato quello che è successo", avverte Spalletti e sembra un modo per dire che la sconfitta non si ripeterà. Ma il Napoli ha la sicurezza di esserci già, nella prossima Champions, comunque finisca questa. Il Milan invece no, non conosce ancora il piazzamento in Serie A, perciò il turnover quasi totale a Bologna è stato tanto criticato. La morale è la stessa della famosa canzone napoletana sul caffè, amaro in cima e dolce in fondo alla tazzina. A chi toccherà lo zucchero?