NAPOLI - La legge del Maradona è l'asso nella manica del Napoli, che in questa stagione ha fatto percorso netto (4 vittorie) quando è sceso in campo davanti ai suoi tifosi. Gli azzurri hanno imparato a gestire le pressioni della piazza e a trasformarle in una preziosa arma in più, tant'è che Luciano Spalletti ha rinunciato anche questa volta al ritiro prima della partita e ha lasciato liberi i suoi giocatori, ritrovandoli solamente stamattina al centro sportivo di Castel Volturno. La formazione sembra fatta, con Juan Jesus e Ndombele al posto degli squalificati Kim e Anguissa e il ritorno tra i titolari di Mario Rui e Politano, favoriti nei ballottaggi con Olivera e Politano.
Napoli, la spinta del Maradona
Ma in campo sono pronti a scendere anche i tifosi, dopo la pace tra gli ultrà e Aurelio De Laurentiis. C'è bisogno di un successo con due gol di scarto oppure soltanto di misura, per arrivare almeno alla roulette dei calci di rigore. Il Napoli non ha altra scelta ed è obbligato a battere il Milan (che invece avrà a sua disposizione due risultati su tre, per volare in semifinale), dopo la sfortunata e polemica sconfitta subita nel primo round di San Siro, mercoledì scorso. Stasera si replica a Fuorigrotta e la squadra di Luciano Spalletti deve per forza prendersi la rivincita contro i rossoneri, contando però sulla spinta travolgente dei 50 mila sostenitori attesi al Maradona, dove gli azzurri sono riusciti finora a compiere in questa stagione di Champions League un percorso netto straordinario. Quattro vittorie su quattro e tutte extra large: 4-1 con il Liverpool, 4-2 all'Ajax, 3-0 ai Rangers di Glasgow - nella fase a gironi - e 3-0 all'Eintracht di Francoforte negli ottavi di finale. "Serve una prestazione sui nostri livelli abituali per passare il turno", è infatti la parola d'ordine nel quartier generale di Castel Volturno. I precedenti sono eloquenti e fanno capire che per portare a termine la rimonta non occorrerà una impresa.
Azzurri a caccia di un'altra notte magica
Il Napoli al Maradona è stato un rullo compressore soprattutto nelle notti di Champions League e per questo il ko di San Siro è stato accettato senza fare drammi anche da Aurelio De Laurentiis. "All'andata abbiamo perso soltanto per 1-0 e adesso si gioca a casa nostra, possiamo farcela a eliminare il Milan", ha detto nei giorni scorsi il presidente. Nella bolgia di Fuorigrotta si sono del resto già smarriti in questa stagione quattro avversari di grande prestigio internazionale, pagando dazio alla dura legge del fattore campo. Peggio di tutti è andata ai vice campioni d'Europa del Liverpool, letteralmente spazzati via alla fine dell'estate dalla doppietta di Piotr Zielinski e dalle reti di Frank Anguissa e Giovanni Simeone. L'autunno è stato invece fatale agli olandesi dell'Ajax (a segno Lozano, Raspadori, Kvaratskhelia e Osimhen il 10 ottobre) e agli scozzesi dei Rangers di Glasgow: messi ko dalla doppietta di Simeone e dal gol di Leo Ostigard il 24 ottobre. Più recente - ma altrettanto netta e dolorosa - la resa dei tedeschi dell'Eintracht di Francoforte, piegati il 15 marzo negli ottavi di finale dalla doppietta di Osimhen e dal calcio di rigore realizzato da Zielinski.
Il Napoli al Maradona ha sempre vinto e realizzato almeno tre gol, in questa stagione di Champions League (finora fantastica). Per questo in casa azzurra c'è fiducia per la rivincita con il Milan di stasera allo stadio di Fuorigrotta, dove il bilancio degli azzurri nelle ultime 4 gare internazionali è di 14 reti realizzate e di appena 2 subite. Si può fare dunque e non c'è bisogno di un'impresa, ma solo di un'altra grande prestazione da parte della squadra di Spalletti, come quelle contro il Liverpool, l'Ajax, i Rangers di Glasgow e l'Eintracht di Francoforte. I precedenti sono un invito a crederci.