L'inesorabile Real, in semifinale di Champions c'è sempre: e Ancelotti sogna un altro trionfo
di Furio Zara , di Furio ZaraChampions Real League. La storia sono loro, nessuno si senta offeso. Hanno le chiavi di casa in tasca, conoscono la combinazione per l'allarme e lì dentro si muovono con ciabatte felpate. Raramente sbattono sugli spigoli, quasi sempre arrivano a destinazione. Questa è la semifinale numero 16 nella storia del Real Madrid. Nessuno ha fatto meglio. Bayern Monaco e Barcellona seguono staccate e ferme a 12 semifinali. Avviso ai naviganti: il trofeo l'hanno vinto 14 volte, l'ultima l'anno scorso, 1-0 al Liverpool nella finale di Parigi. 14 vittorie su 16 semifinali, discreta media, no? Il 2-0/2-0 contro il Chelsea è stata l'ennesima dimostrazione della facilità con cui i Blancos sbrigano la pratica. Ruolino di marcia in Champions di quest'anno: 8 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta (con l'RB Lipsia nel girone), 25 gol fatti (media di 3 e passa a partita), 8 subiti. Micidiale il cammino dagli ottavi in poi: parziale di 6-2 con il Liverpo…
Champions Real League. La storia sono loro, nessuno si senta offeso. Hanno le chiavi di casa in tasca, conoscono la combinazione per l'allarme e lì dentro si muovono con ciabatte felpate. Raramente sbattono sugli spigoli, quasi sempre arrivano a destinazione. Questa è la semifinale numero 16 nella storia del Real Madrid. Nessuno ha fatto meglio. Bayern Monaco e Barcellona seguono staccate e ferme a 12 semifinali. Avviso ai naviganti: il trofeo l'hanno vinto 14 volte, l'ultima l'anno scorso, 1-0 al Liverpool nella finale di Parigi. 14 vittorie su 16 semifinali, discreta media, no? Il 2-0/2-0 contro il Chelsea è stata l'ennesima dimostrazione della facilità con cui i Blancos sbrigano la pratica. Ruolino di marcia in Champions di quest'anno: 8 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta (con l'RB Lipsia nel girone), 25 gol fatti (media di 3 e passa a partita), 8 subiti. Micidiale il cammino dagli ottavi in poi: parziale di 6-2 con il Liverpool e di 4-0 con il Chelsea. Dettaglio ai margini del quadro: da tre partite il Madrid non becca gol.
Real coi panchinari che sarebbero titolari ovunque
Real Gattopardo: tutto deve cambiare perché tutto resti come prima. Nella foto di gruppo della Coppa dei Campioni-Champions League gli ospiti si danno il cambio, ma la luce del flash sa sempre dove posarsi. Del resto: a Madrid giocano un portiere (Courtois), un centravanti (Benzema), un regista (Modric), un incursore (Valverde) e un attaccante esterno (Vinicius) che - se fate una classifica mondiale ruolo per ruolo - troverete sempre sul podio. Gli altri della batteria sono Rodrygo, Kroos, Dani Carvajal, Eder Militao, Alaba e Camavinga. In panchina, uno per ruolo: Ruediger, Tchouaméni e Asensio, sarebbero titolari ovunque: così, per dire. Ah, poi c'è Carlo Ancelotti. Il più amato dai madridisti. L'uomo-Champions per eccellenza. Ne ha vinte due da giocatore con il Milan di Sacchi, ne ha portate a casa quattro da allenatore (record) su cinque disputate: due con il Milan (2003 e 2007) e due con il Real Madrid (la famosa "Decima" del 2014 e appunto l'edizione 2022).
Real, in campo va la storia
Quando in Champions gioca il Real, si è soliti dire: va in campo anche la Storia. E la Storia pesa, incide, spaventa. Il mito non si crea in uno schioccare di dita. La prima delle quattordici Coppa dei Campioni-Champions League porta la data del 13 giugno 1956. Nasce un nuovo torneo, il palcoscenico è ancora vuoto: se il destino è una scintilla, ad accenderla è stato il Real. L'idea del "Championnat d'Europe interclubs" è di un giornalista francese, Gabriel Hanot, inviato dell'Èquipe. Immediato l'appoggio di Santiago Bernabeu, il presidente intuisce che la Spagna sta stretta al Real: comincia l'assalto all'Europa. La prima Coppa dei Campioni arriva con un 4-3 a Parigi contro i francesi dello Stade de Reims, gol decisivo dell'argentino José Héctor Rial. Suggestione dell'assonanza: Real-Rial, era già tutto scritto.
Dal 1956 al 1960 l'Armata Invincibile di Di Stefano e Puskas, Kopa e Gento, Santamaria e Del Sol, mette in fila cinque trionfi. Il resto è giocare ai cowboys e agli indiani nel giardino di casa, e i cowboys sono sempre vestiti di bianco. Dopo il primo gol dell'altra sera a Stamford Bridge, Rodrygo ha imitato l'esultanza di Cristiano Ronaldo, copiando chi l'ha preceduto, di fatto incoronandosi da solo. È come se tutto si ripetesse, in un "loop" infinito, un giorno della marmotta sempre uguale al giorno prima e al giorno dopo: solo che ci svegliamo sempre o troppo presto o troppo tardi, per accorgerci che la Champions e il Real Madrid si stanno facendo gli occhi dolci e flirtano come due piccioncini.